22. ciò che mi fa

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Di lì in poi Ades non mi si è più avvicinato, ne lui ne nessun altro apparte Odino e Clary, eppure quando qualcuno mi si avvicinava ci ripensava e tornava in dietro impaurito, il senso?

Per occupare il tempo o semplicemente per allontanarmi da tutto, vado all'altalena ma è occupata da una persona, dal piccolo Covelays che gioca con delle margherite.

Quando mi vede arrivare mi saluta con un piccolo sorriso tirato, non sembra felice.

Mi accovaccio davanti a lui per guardare il suo viso <che ci fai qui tutto solo? Di lì c'è un enorme pizza che aspetta solo te>
<non mi va> si guarda in basso, concentrato sulle margherite che ha tra le mani.
<cosa c'è che non va?>
<non mi piacciono questi eventi, anzi non mi piace nulla della mia vita> la curiosità mi assale.
<perché dici questo?>
<non mi piacciono gli amici di papà, tanto meno quello che fa>
<quindi non ti piaccio nemmeno io?> cerco di smuoverlo un pò ma invano, non sono bravissima con i bambini.

<tu si ma gli altri...anche Ades mi è simpatico. Ma ciò non vuol dire che mi piaccia ciò che fanno, io sono costretto a seguire una vita che non voglio...> il cuore mi si spezza a sentire le sue parole.
<...sono costretto a fare ciò. A te invece?>
<cosa?>
<ti hanno obbligata?ti chiamano la principessa della morte, non so perché ma non hai l'aspetto di una persona cattiva> forse per la prima volta dopo tempo rischio di piangere, per colpa di un ragazzino che mi spiaccica una realtà più che ovvia in faccia.

<in realtà è stato tutto così veloce, non mi hanno costretta o dato opzioni, sono andata con loro e basta. Dal primo momento in cui mi si sono presentati sapevo che questa sarebbe stata la vita più adatta a me, anche se sbagliata> penso di non essermi mai aperta come sto facendo ora, e la cosa mi spezza.

<e perché ti chiamano così?> e ora cosa gli dico?
<Hel è il nome della dea della morte norrena, sai Thor; Loki... Ma anche perché ho fatto anch'io cose cattive, come tutti i presenti qui sicuramente>
<penso di si>
<ei...> lo picchetto con il dito sul braccio e finalmente mi guarda, I suoi occhi verdi mi addolciscono così come i suoi capelli castano scuro tutti arruffati <...hai ancora tutta la vita d'avanti, potrai far cambiare idea a tuo padre e fare la vita che sogni, credici e fai tutto il possibile>
<vorrei diventare un archeologo> mille ricordi e sogni infranti risalgono, come le lacrime che non dovrei versare. Anch'io volevo diventare un archeologa, amo la storia e tutti i suoi segreti, ma tutti quei sogni e obbiettivi, alla sua età, ho dovuto abbandonarli.

<sono sicura che ci riuscirai> finalmente mi sorride e gli occhi minacciano seriamente di versare lacrime.
<forza su, vai a mangiare ora. E non voglio più vederti così, capito?> mi alzo mentre lui annuisce e corre all'interno della villa per mangiare, nel mentre io lo guardo sentendomi un enorme peso, non so cosa sia, ma so che un dolore che non sapevo esistesse più sta risalendo.

L'unico rimedio che in questo momento penso sia bere, più che posso, per cacciare tutto dalla mia mente e sentirla libera.

Vado con il primo bicchiere, poi il secondo, un terzo, un quarto e sento la testa che inizia a girare, non ricordo chi o cosa stesse succedendo, so solo che, forse, verso il settimo bicchiere, mi siedo sulla stra maledetta altalena perché non mi reggo più in piedi.

Mi sento più leggera, questo è vero, ma in compenso sto morendo di caldo , i piedi mi fanno male per i tacchi e i capelli saranno tutti arruffati per l'umidità che si sta creando, eppure sto bene e in pace con me stessa, ogni pensiero svanito, come la capacità di farlo.

Ma c'è qualcono, qualcuno che in quel momento non avrei voluto assolutamente vedere o sentire, perché ogni mio piano di star bene ora si sta per sgretolare.

Mr. & Ms. of deathLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora