Pov's Ades la mattina della rissa
Ho passato tutta la notte non riuscendo a dormire, il mio unico pensiero era lei, lei in quel fottuto vestito, lei e il suo profumo aspro e sensuale, lei e alle sue fottutissime labbra.
Sento ancora la sua pelle sulle mie labbra e le sue dita che mi stringono il braccio ansiosa, la sua immagine mi tormenta come una nausea piacevole che non mi lascia più.
Sono rimasto a guardarla mentre dormiva per un pò, non riuscendo a lasciarla sola o semplicemente perché il suo viso d'angelo era troppo bello per distogliere lo sguardo, ma quando sembrava che stesse per svegliarsi, nel pieno della notte, me ne sono andato.
Continuavo a fumare cercando di calmarmi, ma invano. Ogni tentativo era inutile, come quello di levarmela dalla testa.
Pensieri malati continuavano a passarmi davanti e restando lì dandomi un emicrania atroce.
Il sonno arrivò troppo tardi, ovvero alle sei del mattino lasciandomi dormire solo due ore.
Quando esco dalla mia camera avrei voluto non farlo, mi ritrovo Hodus Lancaster che cammina per il corridoio, lo guardo di sfuggita e cammino per la mia strada.
<ti ho visto sta notte, che ci facevi in camere di Hel?> sospiro pesantemente, discutere con lui era l'ultima cosa che avrei voluto fare stamani.
<ho riaccompagnato tua sorella mezza ubriaca, e poi...> mi avvicino a lui <...non ti devo nessuna spiegazione di ciò che faccio>
<e invece devi. Sei nella mia casa e si tratta di mia sorella>
<sorellastra direi> lo guardo saccente sapendo che prima o poi arriverà al limite, amo vedere come la gente perde le staffe, va in confusione e causa caos. Ogni istante della mia vita è stato causato da ciò e vedere gli altri che ci passano,
mi fa sentire forte e molto realizzato.
<è una Lancaster, ed è mio dovere proteggerla> la distanza che ci separa è davvero poca e il suo alito mi dice che si è appena svegliato, rivoltante.
<senti da che pulpito> ridacchio sapendo di alimentare la bomba.
<ti avverto Graison...> mi punta il dito contro, odio la gentente che mi tocca senza il mio consenso, anzi odio il contatto in generale.
Brutti ricordi risalgono fermando insintivamente il respiro e le gambe si irrigidiscono, come un tempo. Eppure tutto ciò non avviene mai quando mi tocca lei, anzi ha la capacità di toccarmi senza che la cosa mi infastidisca e mi porta a voler ancora quel suo tocco delicato sulla pelle, ogni singolo secondo.
Un suo tocco equivale a un pezzo del me arrogante e freddo che crolla e che difficilmente si rialzerà con lei. Nessuno riusciva a farmi sentire così...bene con me stesso.
<Sta lontano da Hel>
<sicuro che sia solo un atto da fratello il tuo? O sei solo geloso?> ahh la voce della verità.
Non fa altro che guardarmi con i soliti occhi da Lancaster, questi non hanno quasi nulla a che fare con i sui. Sono più chiari, con tratti di dolcezza ma pieni di sfida, freddezza e malizia. Quelli di Hodus invece, con riflettono nulla se non l'odio puro e morte.
<sto perdendo la pazienza>
<oh davvero? Io l'ho persa appena ho visto la tua faccia da cazzo> cerca di sganciarmi un pugno in faccia ma lo devio e gli è lo tiro nello stomaco facendolo sbattere al muro.
Continuo a colpirlo nello stesso punto ripetutamente ma lui trova un modo per tirarmi un pugno alla tempia e subito dopo al naso. Lo prendo per la maglia e lo trascino per le scale facendolo rotolare su di esse, scendo le scale tranquillamente cercando di togliermi il sangue dal viso ma sento che ho peggiorato la cosa, sento il sangue fino alle labbra e d'istinto lecco il labbro superiore sentendo il sapore del metallo.
Hodus si alza e mi tira un altro pugno in faccia prendendomi lo ziggomo destro, indietreggio e finiamo in cucina.
Continuiamo finché non sentiamo una voce richiamarci, la sua voce. Stavo per tirare un altro pugno ad Hodus ma non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei, è bella come sempre, forse anche di più ora che è stuccatura e con i capelli raccolti, non riesco a resistergli diamine.
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Mr. & Ms. of death
Romance"Perché, anche se dici di odiare l'amore sai bene che non è così, odi solo il fatto di non saperlo fare perché nessuno te lo ha mia dimostrato" Una città, controllata da tre famiglie: Lancaster, Covelays e Graison. Un quartiere, animato dalle corse...
