Tra me e Ades non successe più nulla, Odino volle andarsene dalla festa sostenendo di essere "stanco", cazzate.
Riuscì a malapena a salutare occhi demoniaci.
Ora ci troviamo in macchina, direzione Asgard.
<non avevo idea che avessi una sorella> Odino mi guarda un pò sorpreso.
<Astrild era alla festa?>
<non ne ho idea, ma suo figlio Glenr si. Pensavo che la nostra famiglia felice fosse composta solo da tre persone> si sposta sulla sedia a disagio. A disagio? Odino? Allora lui non è il peggiore dei Lancaster, qualcuno dev'esserlo più di lui, è forse quel qualcuno è Astrild o peggio ancora Glenr, con quel faccio carino e gentile. Può essere lui il diavolo travestito da angelo.
<non c'è mai stata l'occasione di presentarteli, sei qui da meno un mese e abbiamo avuto molto da fare> si certo, come portarmi ad un gala squallido, aver imparato a giocare a tennis, le frustate su Hodus, le torture su di me e tante altre cose.
<certo. Beh visto che ora siamo un pò più liberi perché non farmeli conoscere?> la sua bocca tenta di dire qualcosa ma resta fermo e immobile a fissarmi, è perso.
<si, va bene. Li inviterò da noi una di queste sere> sembra quasi rassegnarsi, e il modo in cui si sposta continuamente sul sedile dimostra che non è d'accordo, ma che ormai è costretto a farlo. Perché?
Appena arrivati a casa ci fanno scendere dall'auto.
Mentre mi dirigo all'entrata sento Odino urlarmi quacosa:
<poi non dire che non ti avevo avvertita Hel> che significa ora?
Non mi giro, questo gli farebbe capire che ciò che dice mi importa, è per quanto questo mi incuriosisca, devo essere neutrale. Continuo a camminare e in men che non si dica sono in camera mia. Mi accascio alla porta rilassando i muscoli e buttando fuori l'aria.
<ho bisogno di alcool>
Vado a farmi un bagno caldo e non so quanto tempo passo il quella cazzo di vasca, so solo che il mio unico pensiero è lui.
Le sue mani su di me sono come una condanna a restare per sempre nel suo regno dei morti, una dolce condanna. Ogni tocco delle sue labbra si faceva desiderare sempre di più e tutte le parole che mi ha detto sono impresse nella mia mente, e difficilmente si rimuoveranno.
Sento ancora il suo tocco su di me.
Il suo corpo premuto contro il mio e i suoi occhi che mi guardano come mai aveva fatto.
Lui ha quel tipo di viso che alla gente piace da impazzire, troppo intenso per essere bello e troppo raro per non esserlo.
Sa sconvolgermi con uno sguardo, distruggermi con con un bacio.
Quando penso che sia troppo esco dalla vasca, mi metto qualcosa di comodo e vado a bere, se trovo della sambuca, la serata può anche finire nel miglire dei modi.
Scendo senza fare rumore e quando arrivo in cucina, non c'è nulla, nessun alcolico, merda.
<e ora?> da quando ho cominciato a parlare da sola?
Poi sento un rumore, un lieve rumore, di una bottiglia che viene posata su un ripiano. Mi affaccio alla piscina, e chi poteva esserci se non Hodus? E ha anche dell'alcool, ottimo.
Mi avvicino, so che ha capito che sono io, eppure non distoglie lo sguardo dalla piscina, oppure non la sta guardando, sta solo fissando il vuoto. Arrivata vicino a lui sulla sedia a sdraio, incrocio le gambe e aspetto che mi guardi, o che almeno mi rivolga la parola.
<che ci fai qui?> butta giù un altro sorso di...wodka? Non è un pò troppo poco raffinata per lui?
<è anche casa mia>
<che ci fai qui? Accanto a me> finalmente mi da un occhiata, avrei voluto non lo facesse. Questa sua bellezza oscura è malata mi manda in confusione, non so se esserne attratta o averne tremendamente paura. Eppure i lineamenti dolci e gli occhi grandi e neri sono così...di classe.
<volevo bere> gli prendo la bottiglia dalle mani, non si oppone.
Restiamo in silenzio per un bel pò, passandoci la bottiglia di tanto in tanto. Non ho mai passato una serata tranquilla come questa con Hodus, di solito finiamo sempre per litigare o che uno dei due si dilegui prima che possa succedere.
<hai sbagliato di grosso a chiedere di incontrare i nostri familiari> si riprende la bottiglia, io lo guardo interrogativa. Il suo sguardo non dice nulla, solo vuoto.
<perché? Che c'è di male a voler conoscere l'altra parte orrenda della bella famiglia Lancaster> soffoca una piccola risata svogliata.
<loro non sono l'altra parte orrenda, loro sono la parte più orrenda>
<cosa intedi>
<se pensi che io e Odino siamo il diavolo reincarnato allora sei proprio ingenua> tutto ciò non mi spaventa, anzi, mi incuriosisce in un modo così orrendo. Non so se fidarmi delle sue parole, ma poi ricordo l'atteggiamento di Odino in auto.
<è per questo che Odino li teme?> mi passa la bottiglia.
<teme il padre, da ciò che ho potuto vedere, da quelle poche volte, è un uomo brutale e violento, non mi stupisce che ne abbia paura>
<questo spiegherebbe il perché delle punizioni in quella cazzo di camera delle torture> annuisce pensieroso.
<lo fa per rivincita, o per scaricare l'odio di Borr> aggrotto la fronte.
<si chiama così?> annuisce ancora.
<che nome di merda> gli passo la bottiglia.
<aspetta di conoscere gli altri allora> Glenr Croft sembra normale, non un Lancaster spietato e assetato di sangue, ma l'apparenza inganna e mantenere la guardia alta non fa mai male. Borr Lancaster non so come sia ma da ciò che Hodus ha detto, potrebbe essere benissimo lui il diavolo reincarnato. Gli altri non so chi siano e quanti, ma sono sicura che quando li incontrerò, sarà come essere all'inferno, e questa volta per davvero.
<meglio che vada ora> nel metre che mi alzo Hodus parla un altra volta.
<ti ho vista questa sera. Con Ades, ad un angolo della casa> smetto di respirare e inizio a sudare freddo, se lo viene a sapere Odino potrebbe uccidermi.
Lo guardo, quasi impaurita di ciò che potrebbe dire o fare.
<e cosa intedi fare?> si alza, ci separa mezzo metro.
<io? Nulla. Non mi importa chi ti scopi, te ne accorgerai da sola che è un grosso sbaglio il tuo> mi si avvicina ulteriormente per sussurrrarmi all'orecchio.
<tranquilla, non dirò nulla a nostro padre. Sempre se fai la brava> io fare la brava? Dovrebbe pensare a se stesso più tosto che a me.
Dopo ciò me ne torno in camera e senza voler pensare ad altro, mi butto sul letto e mi addormento.
Il mattino dopo mi sveglio per l'insopportabile caldo e il mio unico pensiero e quello di mettermi un costume e buttarmi in piscina, ma prima, vado in cucina e chiedo ad una delle cameriere di portarmi un caffè in veranda. Sfortuna vuole che ci sono anche i due fantastici diavoletti succhia anime, mai una giornata tranquilla.
Borbotto un buongiorno mentre mi siedo. Hodus mi fa un sorriso malefico mentre Odino mette da parte il giornale e mi guarda raggiante, ok sta per dirmi quacosa.
<buongiorno cara. Ho buonissime notizie per te> e chi lo dice che lo saranno davvero?
<dimmi>
<ho visto che il tuo comportamento sta migliorando e che, nonostante da poco, stai seguendo le regole e volevo premiarti> come? Con dei soldi? Un cane? Una moto? Che non potrei comunque usare?
<vieni con me> si alza e lo seguo a ruota, attraversiamo tutta la casa per finire in garage, vuole uccidermi?
Mi metto ad osservare tutte quelle macchine che raggiungiamo, una di quelle è coperta, che non voglia....
Tira il telo e macchina più bella non l'avevo mai vista, una ferrari SF90 stradale, così lucida e rossa, delle lacrime rischiano di uscire.
<allora? Ti piace?> annuisco.
<ma...è-è per me?>
<certo che è per te> inconsapevolmente avevo la bocca aperta, e rischiavo di sbavare.
Mi si avvicina e mi lascia le chiavi, mi tremano le mani.
<e qual'era l'altra cosa?> un sorriso ampio e genuino -per quanto sia possibile per Odino- lo accende, e felice, troppo.
<Ades Graison ti vuole come sua socia per il suo nuovo night club> occhi demoniaci.
Spazio autrice
Helloooo. So che vi sono mancata e mi dispiace per l'assenza, cercherò di pubblicare di nuovo tutti i giorni (spero di riuscirci) intanto godetevi questo capitolo e aspettatevi molto molto presto il prossimo.
Muah🫶
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Mr. & Ms. of death
Romance"Perché, anche se dici di odiare l'amore sai bene che non è così, odi solo il fatto di non saperlo fare perché nessuno te lo ha mia dimostrato" Una città, controllata da tre famiglie: Lancaster, Covelays e Graison. Un quartiere, animato dalle corse...
