36. domande

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Pov's Hel

Tutto il mio corpo ditrutto, la mia mente? Distrutta piu del mio corpo. Mai mi sarei immaginata una punizione del genere, mai mi sarei immaginata in queste condizioni, così...debole.
Il mio corpo è diventato un ammasso di carne che cammina, e le future cicatrici che mi rimarranno non saranno altrettanto fighe come lo sono io. Il ribrezzo, l'orrore, è questo che vedo quando sono d'avanti allo specchio ora, ma vedo anche una donna che voglia di combattere non ne ha più come la prima volta qui.

"Vedi di cambiare atteggiamento Hel o le cose andranno peggio di così, o ti attieni alle miei regole o nulla"
Questo mi ha detto il vecchio e caro Odino Lancaster, e due sono le opzioni: sottomettersi oppure raggirarlo e oppormi, fargli capire che mettermi alle strette sulla sedia delle torture non mi fa paura, e neppure lui.
Io non sono Hodus, il suo cagnolino che scodinzola, son più il gatto che si fa i cazzi suoi e che graffia chiunque non gli sta a genio, e quel quacuno sono proprio gli uomini Lancaster.

Non so per quanto resto a guardarmi nello specchio, dopo aver disifettato sia i tagli procurati dal coltellino porta fortuna, come lo ha chiamato Odino, e la famosa ferita sul fianco che ogni volta che la guardo mi ricorda lui. È inciso nei miei pensieri da ormai tutta la serata, dalla sua voce preoccupata a quella infuriata con Odino, dalle sue mani nelle mie al suo sussurro.

"se tenta un altra volta di farti del male non esitare a chiamarmi, hai capito bimba?"
Perché dove fare così? Passa dal odiarmi al desiderarmi, dal trattarmi di merda a...questo.
È un indovinello, un enigma, tutto di lui lo è.

All'improvviso, sento qualcuno bussare alla mia porta. Mi avvicino lentamente non sapendo cosa o chi mi aspetti dietro la porta, ormai non sarò al sicuro neppure mentre dormirò, ne sono certa.
<chi è?> tentai di non far tremare la voce, ma invano.
<sono Hodus> proprio una delle ultime persone che volevo vedere. Gli apro, l'immagine di lui con ancora indosso il completo mi si presenta davanti, l'unica cosa che non ha ora è la cravatta.
<cosa c'è?> mi fissò per un lungo istante.
<papà vuole vederti> basta, basta, basta.
Lo seguì in silenzio fino al suo ufficio, l'ansia e la paura cominciavano farsi sentire. Cosa vorrà ora? Non penso che abbia sentito che ho parlato con Ades, che, senza specificarlo, avevo ammesso che fosse stato lui a picchiarmi.

Ti prego dimmi che non lo sa.

Appena mi apre la porta e mi invita ad entrare il cuore batte troppo forte, troppo.
Lui è lì, al suo solito posto, con la sua solita espressione corrucciata e concentrata su dei documenti, pareva una brava persona.
<siediti Hel> obbedì.
Quando punta i suoi occhi nei miei un brivido mi attraversa la schiena. Mantieni il suo sguardo Hel.
<Alexander Covelays, come ha già detto, vuole la massima partecipazione dei ragazzi, inclusa te, ne sono d'accordo ma Hel...> si sporge sulla scrivania che ci divide.
<questa missione è molto, molto importante. Non voglio stronzate, solo obbedienza. Fai ciò che dico e andremo d'accordo, non lo fare e le cose andranno sempre a peggiorare, hai capito?> ho vie di fuga?
<ho capito.> eppure non so per quanto potrò stare alle sue regole.
<un altra cosa. Come vanno le cose con Graison?> cosa?
<cosa vuoi chiedermi di preciso?> sto sudando freddo.
<tempo fa ti avevo chiesto di avvicinarti a lui, sta procedendo?> cosa vuole da lui? In verità non ricordavo più questo compito. Era diventato tutto così naturale, perché io volevo davvero avvicinarmi ad Ades Graison.
<si, andiamo d'accordo...se così si può definire>
<ti ha anche salvata dalla sparatoria, così mi ha detto Hodus> lo indica con un leggero gesto della mano e involontariamente mi giro a guardarlo. È fermo, alla porta, nella penombra. Gli è lo ha detto, odioso odioso odioso.
<si.>
<bene, mi sembra che le cose procedino bene, continua a instaurare un rapporto> perché? perché? perché?
<ok> mi scruta, cercando di tirarmi fuori qualcosa, qualche indizio, qualche rivelazione. Sono più brava di te Odino.
<puoi andare a dormire ora> mi alzo e ma quando Hodus sta per aprirmi la porta, lui parla un altra volta.
<quello che ho fatto, l'ho fatto solo per il tuo bene...> certo, come no. <...mi duole il cuore farti ciò, ma è per il tuo bene. Ti voglio bene Hel, e voglio solo che tu sia al sicuro> annuisco ed esco il più veloce possibile da quella stanza, ne ho abbastanza.

Mr. & Ms. of deathLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora