31. un pezzo del mio cuore

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Pov's Hel

Vi capita mai di pensare alla vostra vita senza aver fatto o incontrato specifiche persone? Beh la mia prima volta è ora, nel limbo, tra la vita e morte. Penso a come sarebbe stata la mia vita se mia madre non fosse stata una stronza madornale, a come sarebbe se non fossi mai entrata nel mio appartamento in fiamme, ad aver rifiutato di andare ad Asgard con Odino e Hodus, ma soprattutto cerco di immaginare in tutto e per tutto come sarebbe la mia vita se non avessi mai incontrato Ades Graison, il mio cervello ormai non riesce più a captare nessuna informazione se non quelle su di lui, non riesce ad immaginare altro se non lui e forse vivrò grazie a lui.
Ecco un altro fatto strano della vita, colui che prima ti voleva morta ora ti salva. Se non lo avessi mai incontrato forse ora sarei davvero morta.

Ogni sua singola immagine mi passa davanti come un flashback, e creano nuove immagini che non riesco a distinguere tra la realtà e la fantasia. Vedo me, vedo Ades, e vedo noi due come una semplice coppia su una terrazza mentre guardano il mare l'uno abbracciato all'altra e sembriamo così...innamorati? Non so esattamente cosa si debba provare o cosa significhi la parola innamorata o peggio ancora amare.
L'amore lo reputo un sentimento inutile e privo di senso, a che serve se non per farti stare male quando finisce o non ricambiato?
Non so se è un idea stupida o estremamente geniale, ma sono più che convinta che persone come me, che non lo cercano e non lo vogliono, prima di tutto non lo meritino e poi non aiuterebbe. Per ciò immagini del genere devono svanire dalla mia mente, ma non la controllo, come le miei emozioni quando lui è con me.

Lui mi dà quel qualcosa che non ho mai avuto e provato, non voglio ripetere come mi senta quando lui è con me, ma posso dire che mi piace, le sensazioni che sento mi fanno sentire più umana, più viva e meno crudele, mi fanno sentire meno una Lancaster e più una comune ragazza di diciotto anni. Eppure tutto ciò mi terrorizza, perché non posso indebolirmi così.
Questo mondo non è fatto per le persone deboli.

Quando mi sveglio la prima cosa che vedo era l'ultima che immaginavo e che volevo, eppure non riesco a distogliergli lo sguardo.
Ades e di fianco a me che dorme tranquillamente, raramente l'ho visto così, mai con me.
Molte volte associo Ades ad un angelo caduto, penso che lui ne sia la pura definizione. Lui è un angelo ma con il comportamento e l'anima da diavolo, lui è Lucifero. Il bello e dannato angelo avido di potere sconfitto per la sua superbia e spedito al centro della terra, per poi stasformarsi in un mostro e principe dei diavoli, era lui e per quanto avrei dovuto stargli lontano volevo solo stargli il più vicino possibile, e volevo anche essere l'unica.

Sarei stata lì per sempre, guardarlo dormire mi rilassava e incantava.
Tentai di alzarmi ma un dolore tremendo al fianco mi fece fare un piccolo urlo, e fece svegliare anche Ades che acquisì una faccia preoccupata all'istante, lui preoccupato? Per me? Non smetterà mai di stupirmi.
<stà stesa> mi appoggia la mano sulla spalla riportandomi stesa sul tavolo, mi fa più male la schiena che il fianco, il tavolo è così scomodo.
<ma è troppo scomodo> piagnucolo.
<ci sei stata per otto ore e non te ne sei lamentata>
<ero incosciente> alza gli occhi al cielo.
<si stava molto meglio>
<COSA!?> sbuffa sistemandosi sulla sedia, maleducato.
Però continua a guardarmi, quasi impassibile, non rilascia alcuna emozione, e la cosa mi spezza.

Poi si alza passandomi un braccio dietro le gambe e uno sulla mia schiena mi porta su un divanetto cercando in tutti i modi di non farmi male, ma appena mi lascia la ferita mi provoca dolore, reprimo il dolore.
<tutto bene?> uno spiraglio di preoccupazione, cazzo Hel non vivere di questi momenti.
<si sto bene> annuisce e si siede d'avanti a me, su una poltrona.
Continua a guardarmi, senza sosta, senza batter ciglio, concentrato, mi chiedo a cosa stia pensando, se a quanto sia rompi coglioni o che non vorrebbe più che mi riprenda così da tenermi lì a vita, perché questo mi trasmette, mi fa sentire un quadro, lì solo per essere guardata.
<hai mantenuto la promessa> sa di cosa parlo, anche se ero mezza morta ricordo oggi cosa della notte precedente, sento ancora la presenza delle sue mani sul mio corpo.
Il suo sguardo privo di emozioni trema, una piccola scintilla con un minuscolo sorriso appaiono sul suo viso perfetto.
<a quanto pare> perché sto sorridendo? Smettila Hel.

Non sapendo più che fare o come comportarmi tento di alzarmi, questa volta non fa nulla per fermarmi, sa che mi alzerei lo stesso. Per quanto la ferita mi facia male riesco a sedermi, ok per ora basta, prossimo step camminare.
Sospiro per la fatica, e per il suo sguardo che mi brucia addosso, eppure due secondi dopo lascia la stanza senza dire nulla, ok tutto normale per lui. Ritorna dopo pochissimo con un bicchiere d'acqua, tutta questa gente che all'improvviso diventa così gentile mi spaventa.
Gli faccio un piccolo sorriso di ringraziamento e bevo, finalmente.

<che è successo ieri?> e tremendamente serio.
<non so se posso dirtelo> mi sento una bambina in questo momento.
<voglio solo sapere come ti sei ritrovata nel mio lato di Miami con un uomo che voleva ucciderti, me lo devi bimba> beh, non ha tutti i torti.
<traffico d'armi. Io prendevo quelle armi russe e io gli davo i soldi, ma a quanto pare voleva entrambe le cose...>
<un classico> ha riso, cazzo ha riso, so di essermi incantata ma non riesco a tornare normale.
<poi?>
<poi i miei cecchini, vedendo la situazione critica, hanno iniziato a sparare e sono scappata, come mi aveva detto quella testa di cazzo di Hodus>
<Beh per quanto detesti il tuo fratellastro, ti ha dato un buon consiglio> fa sul serio?
<mh, peccato che non abbia funzionato gran ché> mi indico il fianco, solo ora mi accorgo di avere in dosso una maglietta che non è la mia, è di un grigio scuro ed è tre volge più grande di me, ha il suo profumo.
<nessuno poteva sapere che ti avrebbe inseguita>
<mi fa strano che tu sia d'accordo con Hodus>
Apre le braccia drammaticamente sorridendo leggermente, non mi ci abituerò mai.
<sono pieno di sorprese>
<già...>

È sera, e io sono ancora a casa di Ades, non voleva che tornassi a casa prima che mi fossi ripresa per bene, dice che sono le parole di Thomas, il suo braccio destro e mio salvatore, perciò mi ritrovo fuori, seduta sull'erba a guardare il sole che scompare dietro il mare, la vista e mozzafiato, resto così per tanto, non avendo né voglia né avendo la possibilità di spostarmi facilmente, infatti qui fuori mi ci ha portato Thomas ma mi ha detto di non dire nulla ad Ades, ha usato esattamente queste parole: <
"non dire ad Ades che ti ho accompagnata io qua fuori o mi farà il culo" gli ho chiesto il perché ma lui ha solo riso, da ciò che ho capito sono entrambi nello studio di Ades a discutere di affari, sembra un deja-vu, il solito.

Mi sento così tranquilla e calma da non accorgermi del sole ormai scomparso e del freddo che inizia a sentirsi, eppure io non lo sento, sono così immersa nel vuoto da non sentire più nulla, neppure il dolore della ferita che ormai non fa più così male, ma la coperta che mi ritrovo sulle spalle mi risveglia, quando alzo la testa lui è qui, mi guarda con la sua solita aria da incazzato con il mondo e menefreghista.
<che ci fai qui fuori?> alzo le spalle.
<mi annoiavo dentro e poi stava tramontando il sole, volevo vederlo> con non so quale forza riesco a distogliere lo sguardo e concentrarmi sulle stelle.
<lo sai che è tramonto già da un pezzo vero?> quanto sei inteligente Graison.
<lo so ma...> mi fermo non trovando le parole giuste.
<ti piace il panorama> mi volto vedendolo sedersi di fianco a me e guardando anche lui davanti a sé, perché mi sento così debole? E non intendo fisicamente ma mentalmente, come se potrei piangere da un momento a l'altro, senza una ragione e sento il cuore che si scioglie.
<esatto> il silenzio che si crea è rilassante, nessun disagio, nessuna provocazione, nessun litigio, finalmente per una volta sembriamo due persone normali.

<tutto bene piccolo inferno?> lì per lì mi sorge una domanda.
<perché non mi chiami mai per nome?> aggrotta la fronte, brava Hel ora siete tornati alle origini.
<ti ho già chiamata per nome>
<si ma alla festa non conta> fa un tremendo e preoccupante intervallo.
<non posso?>
<non ho detto che non puoi, volevo solo sapere il perché> smettila di fare la bambina.
Mi guarda, fa solo questo, per lunghi minuti, rido nervosamente e distolgo lo sguardo <va bene ho capito> meglio non insistere, se no questo mi spara.
<non riesco a pronunciarlo...>
<nel senso che...> non capisco.
<nel senso che se lo pronuncio o lo sento pronunciare da altri e come se perdessi un pezzo della mia sanità mentale, il solo pensiero di te manda il mio cervello a puttane> resto così sorpresa dalla sua sincerità che neppure mi rendo conto che non sto respirando, l'ho ha detto davvero? Ades Graison ha confessato ciò che sente? Lui prova emozioni?
Bruscamente si alza <e meglio che tu ritorna ad Asgard. Ti accompagnerà Thomas> senza neppure guardarmi, né salutare se ne va, lasciandomi lì ancora scioccata per la sua confessione.
Ed è proprio in quel momento che capisco di aver perso una gran parte del mio cuore, è che si trova nelle mani del mio occhi demoniaci.

Mr. & Ms. of deathLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora