45. cuore di panna

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Pov's Hel

Altra mattina, altro giorno di lavoro, altre provocazioni di Hodus, altri indovinelli di Odino e altro giorno con Ades in quel cazzo di ufficio in cui può succedere di tutto. Dopo aver passato la serata a lavorare e la notte a pensare sono arrivata alla conclusione che...non so cosa cazzo fare.
Mi dico che è meglio che segua il consiglio di Hodus, eppure dei suoi consigli non me ne frega un cazzo e che continuare questa cosa con Ades non mi farà male. Alla fine chi sta pensando ad una relazione? A una vita insieme a lui? O peggio ancora all'amore? Quest'ultimo è ciò che ha rovinato la razza umana.

Come può una ragazza che non ha fatto altro che sopravvivere e odiare una madre che gli ha dato solo disgrazie provare amore? Non ho mai potuto provarlo e mai vorrò, vivo con il mio odio perenne e il mio cuore non è mai stato meglio. La comparsa di Ades però ha cambiato qualcosa, qualcosa di fondamentale che però tento di nascondere a me stessa, e rimarrà così.

Parcheggio fuori dal locale per poi entrare, i bodyguard all'entrata mi fanno spazio per entrare. Ades ha ascoltato i miei consigli, ottimo.

Senza bussare entro e un Ades più bello di così penso di non averlo mai visto -e questa volta dico davvero-
Molte volte l'ho visto con il classico completo elegante interamente nero, poche volte l'ho visto con quelle sue magliette aderenti che gli fasciavano il corpo divinamente, ma mai l'ho visto a torso nudo, con tutto il suo corpo tonico e tatuato. Ogni muscolo ben definito, ogni tatuaggo così ben evidente, ogni vena sporgente delle sue braccia che si contraggono ad ogni peso, i capelli sudati sugli occhi. La tentazione di saltargli addosso è così forte.

Finalmente mi nota, e avrei voluto che non lo facesse. Lascia i pesi soffocando una piccola risatina.
<scusa, non ho avuto tempo di allenarmi stamattina> ora capisco come faccia ad avere un corpo così bello.
Io resto immobile, speranzosa che non noti la mia tensione.
<buongiorno> lo sguardo fisso su di lui, senza guardarlo negli occhi.
Mi si avvicina lentamente con quel sorriso malefico che tanto amo.
<buongiorno anche a te, ma i miei occhi sono qui piccolo inferno> mi alza il mento trovandomi così pericolosamente vicina a lui, arrossisco di colpo. Perché arrossisco?

Cosa dico?
Cosa faccio?
Perché ora è diventato tutto così complicato?

<non montarti la testa ora> sguscio via e vado a lasciare la borsa con tutto il lavoro di ieri sera sulla scrivania.
<l'ho già fatto, mi dispiace> mi volto un altra volta. Perché dev'essere così fottutamente bello?
<potresti farmi il favore di rivestiti?>
<perché? Ti distraggono?> mi si avvicina un altra volta e prego gli Dèi che non faccia nulla, o non potrò far altro che assecondarlo.
Ignoio saliva inutilmente, facendo troppo rumore. Sono a disagio, sottomessa e lui lo sa, e si diverte.
<abbastanza> il sorriso spontaneo, gli occhi che mi divorano, luccicano. C'è la possibilità che Hodus si sbagli? Che lui provi davvero qualcosa per me? Quacosa di concreto, di vero?

La sua mano continua a giocare con i miei capelli per poi scostarmi un ciuffo davanti al viso.
<solo per questa volta, bimba> si allontana facendomi riprendere aria.
Si mette una canotta bianca per poi tentare di legarsi i capelli invano, i suoi stupendi ricci biondi gli cadono ancora sugli occhi.
<perché sorridi così?> mi accorgo solo ora che lo sto fissando, con ancora un sorriso da ebete. Cosa mi sta succedendo?
<vuoi una mano con quelli?> gli indico i capelli, ricordo ancora la loro morbidezza, sembravano nuvole.

Senza farselo ripetere mi viene in contro lasciando sempre quei pochissimi centimetri che ci dividono, quanto potrò resistere ancora?
<sei troppo alto, siediti> non so perché rido, ma non riesco a fermarmi, e la voglia di continuare e troppa.

Mr. & Ms. of deathLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora