L'odore di bruciato ci stava letteralmente soffocando. Essendo nel piano più alto, il caldo e il fumo si erano bloccati nel sottotetto.
— Dobbiamo fare qualcosa, Nathan! —
— Ci sto pensando, cazzo! —
Guardai intorno, notando che in fondo c'era una piccola finestra.
— Possiamo rompere quella finestra per far passare l'aria. —
— Ci vedranno da fuori! —
Una voce alle nostre spalle fece ghiacciare il sangue nelle vene.
— So che siete in questa casa, vi consiglio di uscire prima che bruciate vivi. —
Il panico mi travolse in un istante. Lo sguardo di Nathan incontrò il mio, e vidi che anche lui era pietrificato dalla situazione.
— Dobbiamo uscire, Rose. —
Con grande paura, aprì la porta e scese le scale, ritrovandomi nell'armadio accanto a lui.
— Andrà tutto bene, Rose, — mi disse, prendendomi la mano. — Andrà bene. —
Il fumo ci stava letteralmente uccidendo. Ogni respiro era difficile, e l'aria sana nei polmoni sembrava ormai un ricordo lontano. La paura mi stava divorando.
Con passi svelti, uscimmo dal nascondiglio, correndo giù per le scale. Il fuoco stava già distruggendo la cucina sulla nostra destra, e in poco tempo sarebbe sicuramente esploso. Nathan tolse gli ostacoli davanti alla porta, e in pochi minuti, eravamo fuori, buttati per terra dalla stanchezza, finalmente riuscendo a respirare.
— Eccovi. —
Vidi Nathan essere sollevato di peso e gettato sulla strada. Un altro braccio mi afferrò con forza, sollevandomi da terra e facendomi inciampare fino a trovarmi davanti un uomo sui quaranta anni, moro e con un sorriso malizioso.
— Abbiamo qua due piccoli amanti che ci rubano le provviste, — disse, guardandomi con occhi lascivi. — E la ragazza è pure sexy. Abbiamo fatto bingo, John. —
Il suo complice, un uomo di stazza imponente, sorrise guardandomi mentre teneva il suo piede sopra la faccia di Nathan.
— E ora che facciamo? Ci avete rubato il cibo e le nostre cose. Dovete ripagare. —
La stretta che sentivo sul mio corpo diventava sempre più soffocante.
— Una voce dice che i zombie sono scomparsi, per questo siamo qua. Volevamo controllare zona per zona se fosse vero. —
L'uomo mi strinse il collo con una mano, interrompendo le mie parole.
— Che cazzo stai dicendo? —
Mi mancava di nuovo il respiro, e le parole faticavano a uscire.
— È vero, — intervenne Nathan, la voce tesa. — È una voce che gira da qualche settimana, e volevamo controllare uscendo dalla nostra base. —
Finalmente, la mano che mi stringeva il collo si fece più clemente. Mi lasciò cadere a terra accanto a Nathan.
— Mani dietro la schiena, tutti e due, — ordinò John.
— John, che vuoi fare con loro? —
— Il ragazzo non ci serve, la ragazza ci servirà per divertirci. —
Le immagini di Negan e quello che mi fece furono come aghi negli occhi, facendomi gelare il sangue. Il cuore mi martellava nel petto.
Sentii l'adrenalina salire al massimo, e senza accorgermi dei miei gesti, mi strappai la pistola dalle mani dell'uomo che mi teneva prigioniera, mentre Nathan approfittò della sua distrazione per farlo cadere a terra.
Il caos esplose in un attimo. Urla, rumori, e l'agitazione che mi sconvolgeva la mente. Non sapevo dove correre, ma il mio corpo si muoveva da solo, dirigendosi verso la parte opposta, accanto a Nathan.
Non molto più lontano, intravidi Daryl e Rick che correvano verso di noi, le loro figure che si facevano sempre più nitide.
Poi, un botto.
Un colpo di arma da fuoco mi colpì, facendomi cadere rovinosamente per terra.
STAI LEGGENDO
RIGHT HERE IN MY ARMS
FanfictionErano passati troppi anni da tutta questa situazione, avevo paura e non vi mentirò che ho passato tutto questo tempo a pensare alla mia vita prima degli altri. Quando incontrai i suoi occhi azzurri, riuscì a percepire tutto il dolore che aveva avut...
