Almost is Never Enough

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Eleonora's POV
Ciao a tutti. Mi chiamo Eleonora Bieber,ho 15 anni da poco e sono un'Arianator. Sì,adoro le canzoni di mia mamma e la posso considerare un'idola. Sono alta,magra,ho i capelli biondi e gli occhi color caramello. Frequento un liceo linguistico di Los Angeles e sono al secondo anno. Potrete dire che la mia vita è perfetta: ho il papà che fa il pugile,la mamma cantante,un ragazzo che mi ama...cosa posso volere di più? Ma in realtà non è così. Con mio padre non sono in buoni rapporti e il mio ragazzo,a volte,mi picchia. Non violentemente,ma mi dà qualche schiaffo. Direte che sono pazza,si. Sono pazza di lui. Non trovo il coraggio di lasciarlo,lo amo troppo. Si chiama Dylan e ha due anni in più di me. È semplicemente magnifico,sono fortunata ad averlo. Certi ragazzi non si trovano in giro molto spesso! Mi svegliai di soprassalto per un altro incubo. Scoppiai a piangere dalla disperazione,non ne potevo più di questi incubi. Sognavo principalmente mio papà e Dylan che mi picchiavano e sentivo anche il dolore delle loro menate. Mi guardai intorno e andai in panico quando mi accorsi che tutto intorno a me era buio. Pensavo di essere morta,non c'era un filo di luce.

《 Papà! 》Urlai piangendo e sentì qualcosa muoversi,per poi fare luce con un oggetto. Era l'abat-jour. Allora non ero morta! Un'altra cosa accanto a me si mosse e si accese così anche la luce della stanza. Erano i miei genitori. Mi guardavano spaventati e i nostri respiri erano affannati e profondi per la paura.

《 Che succede,Eleonora? 》Mi disse mio papà spaventato,per poi guardare mia mamma che si era messa una mano sul cuore per lo spavento. Al suono della sua voce,scoppiai a piangere e mia mamma mi avvolse in un caloroso abbraccio,accarezzandomi i capelli ripetutamente e lasciandomi qualche bacio sulla guancia.

《 Pensavo di essere morta! 》Urlai ancora piangendo e sentì un sospiro da parte di lui,che si avvicinò e mi allontanò dalla mamma,avvolgendomi con le sue braccia. Mi irrigidì a quel contatto ma poco dopo mi sciolsi come un ghiacciolo al sole,sentendo le sue labbra tra i miei capelli. Respirai affannosamente,cercando di regolarizzare il respiro e cercando di convincermi che è stato solo un brutto sogno. Cercai di convincermi che non era la realtà. Mi posizionai meglio nel suo petto e sentì la mamma posizionarsi accanto a papà,passandomi una mano sulla mia schiena.

《 Ci dici cosa hai sognato? 》Mi disse mia mamma spaventata. Insomma,aveva preso un bello spavento alle tre di notte,mentre doveva soltanto riposare. La guardai con le lacrime agli occhi e cercai disperatamente la sua mano,perché avevo bisogno di conforto. Lei capì e strinse la mia,sorridendo leggermente.

《 Ho sognato che papà e Dylan mi picchiavano 》Dissi con voce flebile e strinsi maggiormente la mano a mia mamma. Papà si irrigidì,lo potevo sentire benissimo. Non sapevano delle menate che mi dava Dylan,coprivo i lividi con del trucco. Sapevo che prima o poi lo avrebbero scoperto e sarebbero stati guai seri sia per me che per lui,ma poco importava. Non volevo farli preoccupare maggiormente,avevano già problemi.

《 Dai,era solo un incubo. Vado a prenderti un bicchiere d'acqua. 》Mi disse la mamma e,detto questo,si alzò lentamente dal letto,per poi andare in cucina. Papà cominciò ad accarezzarmi la schiena,facendo movimenti circolari con la mano. Respiravo ancora pesantemente,ne avevo abbastanza di questi maledetti incubi. Non sapevo neanche perché sognavo queste cose,forse perché avevo paura di queste due persone. Sapevo che papà non mi avrebbe mai fatto del male,di Dylan non ero affatto sicura. Aveva sempre la meglio su di me e questo lo odiavo,perché non sapevo ribattere. Mia mamma ritornò con un bicchiere di acqua,che prese papà. Lo avvicinò alla mia bocca e io posai le labbra sul vetro,cominciando a bere l'acqua che mi schiarì la gola. In poco tempo,finì l'acqua e mi riaccoccolai nel suo petto.

*Il giorno dopo*
Erano le tre del pomeriggio. Ormai l'incubo l'avevo dimenticato e mi ritrovavo spaparanzata nel letto di camera mia a leggere un libro. Sentì il mio cellulare vibrare nel comodino e abbandonai per qualche secondo la lettura. Chiusi il libro dopo aver segnato con un segnalibro la pagina che dovevo ancora leggere e presi il cellulare. Era una chiamata da parte di Dylan. Tremai alla vista del suo nome e premetti la cornetta verde per avviare la chiamata.
Posai il cellulare all'orecchio e sentì dei brividi lungo la mia schiena quando parlò.

Dylan: Ciao,amore mio.
Io: Ciao,Dylan.
Dylan: Che hai? Sembri strana.
Io: Oh,non ho niente. Stavo schiacciando un pisolino.
Dylan: Ah ok,beh,verresti a casa mia?
Io: Si,c-certo. A che ora?
Dylan: Anche subito,direi. Ho una sorpresa per te.
Io: Ok,arrivo.

Detto questo,schiacciai il tasto rosso del telefono. Tremai ancora e mi alzai lentamente dal letto,presi dei leggings neri e una maglietta a maniche corte con le strisce nere e bianche. Andai in bagno e mi cambiai i vestiti,per poi prendere il mio cellulare e uscire da casa. Camminai per vari minuti e alla fine mi trovai davanti la casa del mio ragazzo. Sbuffai leggermente. Non avevo proprio voglia di incontrare Dylan,volevo ritornare nel mio letto. Suonai il campanello e subito dopo si aprì la porta,rivelando Dylan in tutta la sua bellezza. Mi trascinò dentro casa prendendomi per il polso e mi buttò sul divano. Aveva un ghigno stampato in volto e io cominciai ad avere molta paura.
Non avevo mai visto così il mio ragazzo e avevo paura che mi potesse fare qualcosa. Senza parlare,mi strappò la maglietta e il reggiseno,facendomi urlare. Prese il mio seno a coppa e cominciò a morderlo violentemente,stuzzicando e dando pizzicotti ai capezzoli. Non provavo piacere,provavo solo un dolore immenso. Non poteva strapparmi la verginità,ero ancora troppo giovane per fare sesso. Urlai ancora quando mi sfilò i leggings e le mutandine,infilando un dito nella mia intimità. Inarcai la schiena per il dolore e provai a fermarlo con le braccia. Niente da fare. Il suo dito pompava dentro e fuori di me,facendomi urlare dal bruciore. Era impossibile che nessuno intervenisse in mio soccorso,c'erano almeno quattro persone che abitavano al piano di sopra della casa. Vidi soltanto la sua erezione entrare in me senza preservativo,facendomi urlare più forte di prima per il dolore. Era come se fossi stata squarciata in due. Era un dolore lancinante,pungente. Dopo svenni.

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