Mercoledì 1 febbraio
«Sono felice che ti sia finalmente decisa a fare qualcosa per ragazze della tua età. Stavo cominciando a perdere le speranze.»
«Mmm» replicai distratta. Mi massaggiai la fronte, nel tentativo di allentare il cerchio che mi faceva pulsare la testa. Senza risultati, ovviamente.
Lanciai un'occhiata obliqua alla mia interlocutrice, seduta composta sul suo lato del divano. Io e mia zia eravamo in salotto a guardare la televisione da almeno un'ora. O meglio, lei continuava a parlare della festa a cui sarei dovuta partecipare quella sera mentre io cercavo di non pensare a niente. «Lyn, ti prego, lasciami stare. Non sono in vena.»
«Tu non sei mai in vena, fiorellino. Non capisco. Come fai a non essere eccitata? E' la tua prima festa!»
«E quindi? Se è la prima a cui vado un motivo c'è: odio le feste. Semplice.»
Zia Lyn sbuffò. Per lei era inconcepibile una vita senza divertimento e il mio bisogno di tranquillità le sembrava insensato, anche se probabilmente avrebbe cambiato idea se avesse saputo il vero motivo della mia paura... "Ma non dovrà mai venirne a conoscenza. Non può capire, non ci riesco nemmeno io..."
«Allora, hai deciso cosa indossare?» mi riscosse lei in quel momento, cambiando argomento e portandolo su uno addirittura peggiore, almeno per me.
«Ehm...» Abbassai lo sguardo, imbarazzata. «Jeans e maglione?»
Mi guardò inorridita. «Cosa?! Stai scherzando vero? Si tratta di una festa liceale, non di un pigiama party fra babysitter annoiate!»
«Infatti. Se fosse stato un pigiama party avrei messo un pigiama.»
Mia zia si prese la base del naso fra pollice e indice, troppo sconvolta per parlare. Sospettavo che stesse pensando di abbandonarmi in mezzo alla strada e adottare una ragazza che avesse una minima idea del concetto di 'moda'. Lyn adorava i vestiti, aveva un centinaio di scarpe, trucchi di ogni colore esistente sulla faccia della Terra - e forse anche di Marte - e non so quanti accessori. Su questo lei e Claire andavano molto d'accordo. Io invece riuscivo a trovarmi a mio agio solo con pantaloni, felpe enormi e scarpe da ginnastica. Non potevamo essere più diverse.
«Senti tesoro, ora ci penso io al tuo look, ok? E non fare obiezioni» disse alla fine della sua meditazione.
«Ma...»
«Sì, ecco, è proprio questo che intendevo con 'obiezioni', brava.»
Alzai gli occhi al cielo. Dovevo andare a quella festa solo per indagare, non per partecipare ad un concorso di bellezza! «Lyn, ti prego, risparmiami...»
«Vedrai che ti piacerà, ne sono sicura. Scommetto che tornerai a casa fidanzata.»
Mi coprii il volto con le mani per non urlare. Ci mancava solo lei! Dovevo sembrare proprio una zitella disperata a giudicare da tutto questo impegno a trovarmi un ragazzo. Ero davvero irritata, ma sapevo che sarebbe stato inutile discutere. Era impossibile far cambiare idea a mia zia. «Vedi solo di non esagerare...»
«Naturalmente, fiorellino!» squittì lei, e con una giravolta scomparve nella sua camera, uno sguardo soddisfatto in volto.
Inutile dire che mezz'ora dopo ero più agghindata di un albero di Natale il 25 dicembre, regali inclusi.
Mi guardai allo specchio dubbiosa. Il vestito in sé era davvero carino, un abito da cocktail nero che verso l'orlo sfumava in un rosso scuro, ma su di me mi sembrava fin troppo corto, sebbene non fossi molto alta. Tirai il tessuto della gonna verso il basso, cercando di coprirmi le gambe il più possibile, mentre pensavo a come porre rimedio alla scollatura.
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Dreamkeepers
Fantasy«Un mondo di bugie e sotterfugi, dove gli incubi diventano realtà e dove il sangue detta legge. Ecco dove vivo. E dove vivrai anche tu se non mi starai lontana.» Owldale è tutto, fuorché un paese movimentato. Non c'è nulla che riesca a turbare la tr...
