Martedì 31 gennaio
Le gambe mi bruciavano, i polmoni sembravano scoppiare, ma non potevo fermarmi, dovevo continuare a correre o sarei stata spacciata.
Percorsi il corridoio a grandi falcate, spostando gli studenti che incontravo sul mio cammino con gomitate e timide scuse, per poi lanciarmi su per le scale del primo piano. Mi aggrappavo alla ringhiera con tutta la mia forza, per non cadere, mentre le mie gambe sembravano trasformarsi in panna montata a ogni nuovo passo.
"Ancora poco, ci sono quasi" mi ripetevo nella mente come un mantra. Non dovevo cedere, non potevo. In volata giunsi al secondo piano, dove si trovava la mia classe. Nella mia scuola, dato il piccolo numero di abitanti del paese, c'erano pochissime classi, una per ogni età, e di conseguenza frequentavamo tutti gli stessi corsi. Per mia fortuna, i miei inseguitori erano tutti più grandi di me, e in aula sarei stata finalmente al sicuro.
Sentivo il rumore ticchettante dei suoi tacchi a spillo alle mie spalle, unito a quello più pesante degli anfibi dei suoi scagnozzi. "Accidenti, speravo che fosse caduta dalle scale con quei trampoli..." pensai, mentre continuavo a correre verso la mia meta, che intanto sembrava allontanarsi sempre di più come un miraggio. Alla fine arrivai a qualche metro dalla soglia della classe, dove Claire mi aspettava preoccupata. Quando mi vide avanzare come se stessi facendo una maratona i suoi occhi nocciola si sgranarono ulteriormente.
Con un ultimo salto mi buttai letteralmente sulla porta, gettando a terra tutti i libri che avevo stretto al petto fino a quel momento. Ansimai ad occhi chiusi per un paio di minuti, con Claire che mi accarezzava la schiena per calmarmi e i miei compagni di classe che mi ignoravano bellamente. Dopo un po', una volta calmati i battiti del mio cuore, decisi di controllare la situazione in corridoio.
La Belva sembrava essersi finalmente arresa: di lei o della sua banda di delinquenti non c'era l'ombra, l'ambiente era deserto. Il silenzio regnava sovrano. Probabilmente doveva già essere suonata la campanella, ma nella mia fuga disperata verso la salvezza non l'avevo sentita. Sospirai, cercando di calmarmi; il petto aveva ricominciato a rimbombare come se stesse venendo percosso da delle cannonate, ne percepivo le vibrazioni fin dentro alla testa, in fondo alle ossa.
Mi sentivo una codarda. Non avrei mai avuto paura di lei se fosse stata sola, Lyn mi aveva insegnato alcune mosse di autodifesa, ma quei tizi con la pelle coperta di inchiostro e metallo da cui si faceva accompagnare non sembravano tanto facili da battere.
Stavo per rientrare quando scorsi una sagoma vicino alla portafinestra che dava sul balcone del piano. Alzai un sopracciglio. Mi era stranamente familiare. Sembrava un ragazzo a giudicare dall'altezza e dalla corporatura, sebbene in controluce i suoi lineamenti non fossero visibili. Cosa ci faceva fuori dalla sua aula a quell'ora? Incuriosita, mi sporsi ancora un poco verso l'esterno per vedere meglio. Il ragazzo aveva corti capelli mossi e disordinati, era appoggiato con la schiena contro una parete e teneva le braccia incrociate sul petto. Dalla curva del collo pareva che stesse guardando fuori dalla finestra... finchè non si girò verso di me.
Feci un salto all'indietro per lo spavento, per poi rimproverarmi mentalmente per la mia stupidità. Avrei dovuto far finta di niente, ora quel tizio avrebbe pensato che lo stessi spiando di proposito... Cosa che ovviamente non stavo facendo.
«May, va tutto bene?» Claire mi fissava come se fossi pazza, ma forse era soltanto un'impressione. O forse lo ero davvero. In ogni caso, sicuramente dovevo sembrarlo molto: quella mattina avevo le occhiaie più profonde del solito e i capelli mi sparavano in ogni direzione possibile, a cui si aggiungeva poi lo sguardo allucinato che dovevo avere in quel momento. Quella notte avevo sognato ancora l'incendio, naturalmente. L'incubo era lo stesso, anche se...
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Dreamkeepers
Fantasía«Un mondo di bugie e sotterfugi, dove gli incubi diventano realtà e dove il sangue detta legge. Ecco dove vivo. E dove vivrai anche tu se non mi starai lontana.» Owldale è tutto, fuorché un paese movimentato. Non c'è nulla che riesca a turbare la tr...
