Quinto capitolo.

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Francesca's pov.
Come ogni sabato, io e i miei amici creiamo un immenso casino per organizzare l'uscita della sera. Tutti propongono ottocento idee, ma tanto si sa che in definitiva finiremo in uno dei soliti pub del centro, per poi fare una passeggiata e bere. Io personalmente dopo la passeggiata compro qualcosa di dolce, di solito, perché sono una mangiona ed un po' di dolcezza non fa male a nessuno. L'unico problema è che non so mai se scegliere la crepes o il cornetto alla nutella.
Rob mi ha scritto che stasera non sarà con noi, perché ha chiarito con Marco e quindi esce da sola con lui. Ho emozioni contrastanti in merito a questa cosa: sono felice che la mia migliore amica abbia chiarito con il suo ragazzo, ma vorrei tanto che stasera stesse con noi. Lo so, sono davvero infantile e dovrei solo augurare di passare una bellissima serata.
Però il fatto è che voglio bene a tutti i ragazzi del nostro gruppo, mi trovo bene con ognuno di loro per un motivo o per un altro, ma con Rob è diverso, perché la mia migliore amica è lei.
Il mio cellulare vibra, avvisandomi sia arrivato un nuovo messaggio ed aprendolo, scopro sia di Ola... di Federico. È da quando sono tornata a casa che sto messaggiando con lui e la cosa mi rende particolarmente felice ed entusiasta, perché non mi capitava da parecchio il fatto di messaggiare con un ragazzo che non faccia parte della mia cerchia di amici. Lui poi è gentile, simpatico e anche parecchio bello, in realtà. Per non parlare della sua voce che mi rilassa tantissimo e credo sentirei per ore senza stancarmi, devo dire e poi ha un talento immenso nel cantare.
Siamo stati a parlare tutto il pomeriggio, ad eccezione dei primi minuti in cui siamo rimasti soli, a causa dell'imbarazzo causato dalla mia figura di merda di ieri. Ma lui mi ha messo a mio agio, ha fatto in modo che stessi tranquilla e parlassi liberamente ed io di certo non potevo rinunciare a fare una delle cose che mi piace di più: parlare.
Mi ha parlato della sua passione per la musica, spiegandomi che lui e Benjamin, ogni venerdì suonano in qualche locale e che il proprietario di ieri li ha ingaggiati per un paio di settimane.
Loro pubblicano online dei video, alcuni sono cover, altri sono di canzoni scritte proprio da loro con l'aiuto di qualche amico. Sognano di poter pubblicare un album, un giorno. Io ho ascoltato attentamente ciò che diceva, restando leggermente incantata, non posso negarlo. In più, gli ho risposto che non la vedo una cosa così improbabile, in tutta sincerità, perché sono davvero bravi ed hanno molto talento. Entrambi mettono molta dedizione in ciò che fanno, si nota subito ed io me ne sono accorta prima di ubriacarmi. E in fondo come si dice? Volere è potere! Quindi perché non dovrebbero arrivare a ciò che vogliono? Anche se non si può negare che il volere deve essere accompagnato anche da una grande botta di culo, di solito, altrimenti la scalata risulta parecchio complessa.
Mi ha parlato della sua vita, del fatto che lavori con Benjamin nel bar dello zio di quest'ultimo e mi ha detto che da qualche mese abita con il suo migliore amico nella vecchia casa di sua nonna. Certo, dopo la nomina di tutti questi parenti, non posso negare di essere rimasta un po' confusa, ma il buon umore di Federico ha fatto sì che io non ci pensassi più di tanto.
Io intanto mi sono lamentata per gran parte del tempo dei miei postumi della sbronza e del mio mal di testa e il ragazzo ha finito per darmi consigli su come affrontare tutto ciò.
Ho scoperto di avere con Federico la passioņe per il cibo e ne sono stata grata, così non mi sono sentita fuori luogo quando ho detto 75 volte di avere fame.
Il ragazzo ha riso ogni volta, scompigliandomi i capelli e facendomeli finire sul viso. Io puntualmente l'ho guardato parecchio male, perché io già odio i miei capelli. Però devo dire che il fatto che lui avesse voglia di scompigliarmeli, me li ha fatti odiare un po' di meno. Ma solo un po'.
Per messaggio, ora, chiedo a Federico cosa farà stasera. Certo, gliel'ho domandato dopo mille ripensamenti, perché avevo una grande paura di risultare impicciona e probabilmente lo sono e anche molto, ma non riesco a non essere così curiosa.
Mi risponde dicendomi che andrà con gli amici a mangiare e bere e che probabilmente finirà più sbronzo di me ieri sera. Non smette di fare riferimenti alla mia ubriacatura, mettendomi quasi in imbarazzo, ma facendomi sorridere allo stesso tempo. Poi chiede a me cosa farò e continuiamo a messaggiare, finché non mi rendo conto di star facendo decisamente tardi. Ed io odio fare tardi e farmi aspettare in generale. Preferisco piuttosto essere io ad aspettare gli altri, ed è per questo che di solito mi inizio a preparare parecchio tempo prima dell'orario in cui devo uscire.
Questa volta però finisco per prepararmi in modo molto frettoloso, anche se nonostante tutto, cerco lo stesso di curare ogni particolare, probabilmente non riuscendoci. Indosso un jeans, una camicetta carina, una giacca e degli stivaletti scuri. Il tutto accompagnato da un po' di trucco e da una coda di cavallo. Appena mi poggio nuovamente sulla mia sedia da scrivania, mi squilla il cellulare e capisco che i miei amici sono arrivati e m'aspettano sotto casa.
Entro in auto sui sedili posteriori dell'auto di Alessandro, uno dei miei amici più stretti e dopo aver salutato lui e gli altri presenti, mi metto comoda e riprendo a messaggiare con il mio nuovo amico.
"Stavo facendo tardi per colpa tua" gli scrivo per messaggio, aggiungendo due faccine che ridono, per non far sembrare lo stia accusando con acidità, anche perché alla fine è colpa mia.
Cerco di non fare l'asociale e quindi inizio a chiacchierare con i miei amici, anche se la risposta del cantante non tardi ad arrivare ed io non riesco ad aspettare troppo per leggerla.
"Io mi sono reso conto adesso di aver fatto tardi, ops" leggo sullo schermo e non posso evitare di sorridere fra me e me, sperando che i miei amici non lo notino e non facciano domande, anche perché sarebbe piuttosto imbarazzante.
Provo a togliere internet e di non pensare al mio telefono, ma finisco puntualmente per controllare costantemente se ho ricevuto qualche nuovo messaggio da parte di Federico e così facendo, alla fine, messaggio quasi tutta la serata con lui e mi sento anche abbastanza in colpa, perché sto snobbando molto i miei amici.
«Fra, hai capito ciò che ti ho appena detto?» mi domanda Matt, seduto accanto a me sulla panca di legno del pub in cui ci siamo recati. Io lo guardo un po' confuso, abbozzando una risposta, perché sono quasi sicura abbia parlato fino ad ora di qualcosa di scuola, ma io ho smesso di ascoltare da quando Federico mi ha mandato una sua foto con un bicchiere di birra fra le mani. "Che cretino!" ho pensato, per poi sorridere come una scema.
«Ho capito. Non hai ascoltato neanche una parola di ciò che ti ho detto» borbotta il mio amico in modo stizzito e abbattuto.
«Ti voglio tanto bene, Matt» gli rispondo spontaneamente, abbracciandolo e scusandomi, mentre in volto ho stompato uno stupidissimo sorrisino nato dal pensare al cantante. Così continua la serata, con una me distratta dal fissare il cellulare ogni due secondi e mi sa che qualcuno se n'è accorto.
Valentina mi chiede con chi stia scambiando messaggi da tre ore e io le rispondo un modo riduttivo, dicendole sia semplicemente un ragazzo conosciuto ieri sera. Le domande da parte delle mie amiche continuano, ma io non me la sento di dire nulla di speciale, anche perché conosco proprio poco di Federico. Dico semplicemente che è un ragazzo gentile e simpatico, nient'altro.
Sentendomi parlare, Ale mi si siede accanto, poggiandomi un braccio attorno alle spalle e chiedendomi qualcosa di più del ragazzo in questione.
«Ma quanto siete curiosi» li richiamo, per poi scoppiare a ridere. Non sono una ragazza timida, ma tutte queste domande mi stanno mettendo seriamente in imbarazzo.
«Io ho le mie ragioni. Sono geloso» dice scherzoso il ragazzo al mio fianco, per poi ridere. Io lo guardo decisamente male, ma preferisco ridere con lui. Geloso? Magari me l'avesse detto un anno fa, quando  lui mi piaceva e pure tanto. Probabilmente sarei morta, svenuta o qualcosa del genere, ma al momento la sua esclamazione non mi fa né caldo, né freddo. In fondo, è semplicemente un mio amico e mi vuole bene, nulla di più.

Roberta's pov.
Scendo le scale del mio condominio lentamente e senza voglia. Avrei preferito restare a casa e dormire, o magari vedere Disney Channel con mia sorella minore. È un canale così bello, che mi porta alla mente i bei tempi delle elementari, quando potevo ritenermi spensierata ed innocente, senza preoccupazioni, senza problemi di autostima e senza problemi di fiducia verso gli altri. Adesso invece di preoccupazioni, problemi e dubbi, ne ho fin troppi e non posso evitarlo o negarlo facendo finta di niente. No.
Entro nell'auto del mio ragazzo  che non attende neanche un secondo per prendermi fra le sue braccia e baciarmi calorosamente. Non sembra proprio voler fare altro e non sembra ben disposto a staccarsi da me ed una volta forse questo non mi sarebbe dispiaciuto poi così tanto.
«Amore, non faremo tardi?» gli domando con un filo di voce dopo un po', staccandomi da lui e sistemandomi per bene sul sedile dell'auto. Non mi sembra né il momento né il luogo per limonare, anche perché siamo sempre accanto al palazzo dove abito e ci potrebbe vedere chiunque.
Lui mi guarda maliziosamente, per poi mettere in moto l'auto.
Durante tutto il tragitto, per fortuna restiamo completamente in silenzio e io contemplo la strada dal mio finestrino, pensando ai miei amici, pensando cosa stiano facendo. Chissà se gli manco.
Mi chiedo cosa abbiano fatto Fran, Benjamin e Federico quando me ne sono andata dal caffè stamattina. Mi sono completamente dimentica di chiederlo alla mia migliore amica, anche se del chitarrista, io ormai non voglio saper nulla, poichè ha messo ancor più in bilico la mia relazione. O forse sto solo cercando di trovare una scusa, perché la causa della distruzione della nostra relazione, siamo io e Marco. Benjamin in realtà non c'entra granché, anche se avrebbe potuto evitare lo stesso di raccontare cazzate al mio ragazzo. Immaginavo fosse diverso, quel ragazzo dagli occhi grandi, espressivi ed il sorriso dolce e mozzafiato allo stesso tempo.
«A che pensi?» mi domanda il mio ragazzo, probabilmente notando il mio morale a pezzi. Non credo proprio sia il caso di parlarne, perché finirebbe malissimo la serata ed io voglio evitarlo, visto che già sono stanca.
«Al film da vedere» mento, continuando a guardare l'asfalto sotto e accanto a noi.
Circa venti minuti dopo, siamo nell'ultima fila di una delle tante sale del cinema dove trasmettono un film di cui non so neanche il nome, visto che l'ha scelto Marco. Non che gli interessi particolarmente il film, perché vederlo è l'ultima delle sue intenzioni.
Le luci si spengono e le pubblicità pre-film iniziano. Quasi neanche il tempo di far finire quest'ultime che mi ritrovo il braccio del mio ragazzo attorno alle spalle e la sua mano che mi accarezza la guancia, mentre mi sussurra parole che non capisco, mentre mi respira lentamente sulle labbra. Ci baciamo per quasi tutta la durata del film, ad eccezione dell'intervallo dei due tempi e qualche momento preso per riprendere fiato.
Marco sembra particolarmente soddisfatto ed io lo bacio anche, ma sento che qualcosa è cambiato e mi rendo conto che è così già da un bel po'.
«Ti amo» mi sussurra ogni tanto ed io sorrido falsamente, farfugliando qualcosa di insensato, incapace di fare altro e di dargli una risposta convinta e certa.
I suoi occhi verdi sono fermi sul mio viso e mi scrutano attentamente, mi studiano e io mi sento quasi nuda, mi sento fragile e scoperta, come se lui potesse leggermi nella mente e vedere tutti i miei pensieri, che non sono al momento per niente dolce e romantici.
Il film finisce e ritorniamo in auto, dove il ragazzo mi fa capire bene che ha voglia di coccole e io non me la sento di negargliele. Mi sento uno schifo, ma restiamo comunque in auto per diverso tempo, mentre i minuti scorrono lenti. Io non vedo l'ora di andare a casa.
Lui poggia la sua testa sulla mia spalla e mi osserva, mentre io non capisco perché lo faccia. Mi sta mettendo seriamente in imbarazzo, nonostante credevo d'essermi abituata al suo sguardo su di me.
«Che c'è?» gli domando, guardandogli i folti capelli corvini che continuano a solleticarmi il collo, mentre li accarezzo.
«Niente, ti amo» mi risponde lasciandomi un piccolo bacio sul collo. Dovrei rispondergli e non rimanere in silenzio a fissarlo.
«Ti amo anche io» sussurro io, mentre lui continua con i suoi baci. Mi sento un peso sullo stomaco, mi sento in colpa per la risposta forzatissima che gli ho dato.
Non lo amo più?
Posso continuare così?
Forse no, ma non so che altro fare.
Torno a casa per le due passate, saluto mia madre che è rimasta sveglia ad aspettarmi.
«Tutto bene?» mi domanda lei, nonostante sia vicina all'addormentarsi sul divano.
Annuisco, sorridendole falsamente, per poi chiudermi in bagno dove resto a pensare, dopo aver vomitato. Mi sento davvero male. Perché devo mentire alle persone che mi amano? Perché non sono sincera e dico apertamente di non stare bene? Ho paura. Ho paura di rivelare le mie emozioni, quindi lasceró che queste restino dentro di me. Cercherò di silenziarle, di dimenticarle, di non pensarci. Non so ancora se ci riuscirò, ma molto probabilmente no.
Poggio la testa sul cuscino del mio letto e dopo aver pianto per un po', mi addormento profondamente.
È così bello dormire, è rilassante e per un po' non ti fa pensare ai problemi, fa riposare il cervello che viene così lasciato libero dalle domande e dai dubbi.
Voglio dormire fino all'anno prossimo o forse anche di più.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora