Settantesimo Capitolo.

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Roberta's pov.
Stamattina per la prima volta in quasi vent'anni, mi sono svegliata presto.
O meglio, non ho dormito quasi per niente.
Da stasera, non dormirò più nel mio solito letto, quello che mi accompagna da un bel po' di anni ormai. Se dicessi che non mi sento strana e a disagio, direi una grandissima stronzata.
Sono un po' divisa.

Sono felicissima di vivere con Ben, di poter passare ogni momento con lui, di poterlo vivere come mai prima d'ora, ma allo stesso tempo, non so se sono adatta a tutto questo.
Ma nonostante tutta la mia insicurezza, voglio farlo.
Voglio farlo perché sento di potermi buttare a capofitto in qualcosa di mai fatto prima, per lui.
Sento che per lui potrei superare tanti miei limiti, anche perché mi ha fatto capire che molti di questi, me li pongo da sola e che non hanno senso.
Sono ancora la solita ragazzina insicura, ma avere una persona come Ben al mio fianco, mi ha fatto capire molte, molte cose. Ed inoltre, avere per me tutto il suo amore, mi ha fatto capire che qualcosa di speciale, devo avercelo anche io, altrimenti, non avrei lui.

Anche se allo stesso tempo, a volte, mi sento un po' a disagio, avendo una persona tanto meravigliosa, talentuosa ed intelligente al mio fianco.
Benjamin mi lascia senza fiato e non solo perché esteticamente sia il ragazzo più bello che abbia mai visto.
Mi lascia senza fiato quando mi parla della musica, dell'arte e di tutte le cose che gli stanno a cuore.
Mi lascia senza fiato quando mi parla di qualcosa che ha letto in uno dei tanti libri che ha sparsi per la sua camera.
Mi lascia senza fiato quando parla di me, quando mi dice che ha pensato a me dopo aver visto qualcosa, quando mi dice che mi ama.

Persa nei miei stessi pensieri, busso al citofono con mano tremante.
Non so se tremo per l'ansia oppure per il freddo che mi sta devastando.
So solo che quando sento la voce del mio ragazzo dall'aggeggio telefonico, inizio a sorridere come una scema.
Pochi attimi dopo, me lo ritrovo davanti alla porta, senza maglietta.
«Ma sei completamente impazzito? Fa freddo, copriti!» esclamo guardandolo malissimo.
«Volevo essere scaldato da te» mi dice entusiasta, aprendomi le braccia, dentro le quali mi fiondo.
«Ho acceso i termosifoni per te, pensando avresti avuto freddo» mi dice nell'orecchio, per poi stamparmi un bacio sulle labbra.
«E comunque, hai le tue chiavi di casa, potevi entrare da sola» aggiunge divertito.
Ammetto che mi ero un po' dimenticata di questo particolare. 

Dopo questo momento di alta confusione, mi fiondo in camera di Ben.
Adesso è arrivato il mio momento di sistemare tutta la mia roba in giro per casa.
Abbiamo portato alcuni pacchi e molti, molti borsoni ieri ed ora, sono pronta a sistemare.
Qualche giorno fa, siamo andati per negozi a comprare oggetti d'arredamento ed anche questi, sono poggiati in un angolo della sua stanza.
«Aspettavo te per metterli in giro per casa» sento dire alle mie spalle da lui.
Mi giro, trovandolo con le braccia incrociate ed un grande sorriso in volto.
«Non ci credo che lo stiamo facendo per davvero» dico sottovoce, incerta se voglia che lo senta oppure no.
«Finalmente non mi spaventerò più quando vedo che non rispondi ai messaggi perché a mezzogiorno stai ancora dormendo» esclama lui divertito.
«Io non mi sveglio mai a mezzogiorno!» rispondo io di scatto, guardandolo male.
«Quasi» borbotta lui, per poi scoppiare a ridere, probabilmente a causa delle mie espressioni.
«Fra te e Federico non so chi sarà peggio» aggiunge poi. 

Si avvicina al suo armadio, mostrandomi tutte le parti di queste che ha liberato per mettere le mie cose.
«Sì, lo so che hai troppi vestiti e mi troverò magliette corte e pantaloni a vita alta fra le mie cose» dice immediatamente, per poi farmi un occhiolino.
Io gli rispondo con una linguaccia, anche se in realtà mi batte fortissimo il cuore.
Ogni attimo che passa, mi sento sempre più a mio agio e mi sento sempre più a casa.
In fondo, quando c'è lui, è così.

Abbiamo girato un bel po', ci siamo trovati in posti lontani, lontanissimi dalla nostra città, eppure, mi sentivo come se fossi in posti visti e stravisti, vissuti e stravissuti, semplicemente perché c'era lui con me. Il mio punto fisso in questo mondo in movimento e mutazione continua.

«Domani ti faccio trovare cappuccino con il cornetto alla Nutella, va bene?» mi domanda sedendosi sul suo letto.
Anche 'sta volta, mi giro verso di lui, dedicandogli un sorriso radioso.
«Sfoglia o brioche?» domando, riferita al tipo di pasta del cornetto.
Faccio questa domanda per metterlo alla prova, ma in fondo, so che lo sa, so che mi conosce più di ogni altra persona al mondo, nonostante ci siano persone che mi conoscono da molto più tempo di lui.
«Brioche» mi risponde soddisfatto.
Sapevo avrebbe risposto bene.
«Se avessi risposto male, probabilmente me ne sarei andata» esclamo io ironica.
«Non l'avresti fatto mai» mi risponde lui, tirandomi verso di lui.
Gli finisco addosso, mentre la sua schiena sbatte contro il materasso.
«No, infatti, non me ne andrò mai» sussurro, stampandogli un bacio. 

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora