Federico's pov.
La mia vita ultimamente sta andando proprio a gonfie vele.
Sto finalmente realizzando il mio più grande sogno con attorno persone che mi sostengono, ci tengono a me e mi amano per ciò che sono.
In questa ultima settimana, dopo aver passato San Valentino -ed il giorno successivo- nel migliore dei modi, io e Ben siamo tornati a lavoro, in studio di registrazione. Ora il nostro principale obiettivo è finire di comporre e registrare il nostro primo singolo. La resa di questo, ci porterà o meno ad incidere un intero album ed io non posso negare di avere un po' paura.
Paura in primis di deludere tutti, dalla famiglia, ai nostri fans. Non voglio neanche immaginare cosa potrebbe succedere se il nostro lavoro non venisse apprezzato.
Suona la sveglia, mentre io faccio tutti questi pensieri.
Oggi è il mio compleanno. Compio 21 anni e mi sento veramente vecchio, non posso negarlo.
Ancora intontito, mi alzo dal letto scostandomi le calde coperte da dosso e facendo entrare i piedi nudi con il pavimento freddo.
Non ho proprio idea di dove siano finite le mie pantofole.
Cammino scalzo verso la cucina, dove trovo Ben impegnato a fare colazione con Fran seduta accanto che fissa il vuoto con la testa poggiata sulla sua stessa mano. Sembra leggermente assonnata. Ma che ci fa qua?
Appena lei mi vede, sembra risvegliarsi magicamente e dopo essersi alzata, saltella verso di me, per poi stringermi in un abbraccio.
Io le tengo i fianchi, stampandole un bacio sulle labbra.
«Buongiorno amore mio! Auguri! Ti stai facendo vecchio, eh» mi dice contenta, ricevendo un'occhiataccia da parte mia e una risata da parte di Ben.
A quest'ultimo dico che è più vecchio di me.
«Sticazzi» risponde lui, alzandomi il dito medio e finendo di bere il cappuccino nella sua tazza.
«Anche Rob lo ama» dice la mia ragazza al mio migliore amico, indicando la tazza ormai vuota.
«Fatti proprio per stare insieme» aggiunge felice, senza staccarsi neanche un secondo da me.
Il mio migliore amico sorride a questa affermazione, nonostante sia molto assonnato e si veda benissimo. Poi mi si avvicina, mi fa gli auguri ed esce dalla stanza, probabilmente per andare in bagno.
Restiamo io e la bionda da soli.
«Niente scuola, oggi?» le domando curioso, cercando di tenere un tono molto serio ed autoritario senza scoppiare a ridere.
«Ho pensato che sarebbe stato meglio romperti le scatole tutta la giornata, piuttosto che andarci» esclama entusiasta, battendo le mani. In questo preciso momento è schiacciata fra me ed il mobile della cucina e continuo ad osservare ogni suo minimo dettaglio. È vestita in modo semplicissimo ed ha giusto un filo di trucco sul viso ed io credo che sia veramente mozzafiato.
«A me può fare solo piacere» le dico, stringendole e poggiandole il viso contro il collo e nel farlo, mi piego leggermente sulle ginocchia.
Le affonda una mano nei capelli, mentre mi stringe più forte a sé.
Non credo potremmo essere più vicini di così.
«Noi comunque fra poco dobbiamo andare in studio di registrazione. Vieni con noi?» le domando, lasciandole un bacio o due sul collo. Lei ride a questo mio gesto, probabilmente perché le sto facendo il solletico.
«Assolutamente sì!» urla, facendomi sobbalzare.
Ride rumorosamente e si stacca da me, facendomi segno di aspettare.
Esce dalla cucina ed io sono più confuso che mai.
Torna un minuto dopo, con una busta rossa fra le mani.
«Ancora auguri, amore» mi dice dolcemente, dandomi un bacio.
Mi siedo su una delle serie della cucina ed apro la busta, dove trovo una scatola rettangolare.
Quando la apro, trovo un numero incalcolabile di carte che inizio a spostare, pensando anche sia tutta una fregatura e che nella scatola ci siano solo queste.
Ma poi lo trovo: c'è un microfono.
È tutto blu con dei ghirigori argento ed una scritta dello stesso colore.
«Canta e non smettere mai di sognare. Canta e fai sognare gli altri con la tua voce» leggo la frase ad alta voce, mentre ho gli occhi azzurri della mia ragazza puntati addosso.
«Non vedo l'ora che tu sia su quel palco a fare ciò che ami di più» mi dice in un sussurro, stampandomi un bacio su una guancia. Io mi giro di lato, così che le nostre labbra si scontrino. Lei reagisce ridacchiando.
«Non potevi farmi regalo migliore, grazie» le dico poi, stringendola a me.
Ed è vero, non poteva farmi regalo migliore e non parlo soltanto del regalo materiale in sé per sé, ma per quello che mi ha appena detto e per avermi dimostrato il suo completo appoggio in ciò che faccio.
Sostenere il lavoro che voglio fare, non penso sia per nulla facile, perché spiccare il volo in questo campo lavorativo per me e Ben significherebbe girare moltissimo da città in città, allontanandoci dagli affetti. E lei la sa. Ma nonostante questo, mi dà il suo completo appoggio, che per me, significa tantissimo.
Mi ama ed ha capito cosa amo fare io.
Dopo un tempo incalcolabile, in cui restiamo praticamente appiccicati, sentiamo Ben tossire.
«Puoi andare in bagno...se vuoi» mi annuncia, aggiungendo poi che gli farebbe piacere se non limonassimo davanti a lui. Ops.
Mi chiudo in bagno e mi preparo, vestendomi in un modo semplicissimo, come mio solito.
Prima di andare in studio di registrazione, aspettiamo che arrivi Rob.
Questa cosa che le nostre ragazze oggi ci vedranno e ascolteranno registrare, mi mette un po' di ansia.
In realtà, avrei voluto che il singolo fosse una sorpresa anche per le ragazze, ma vedendo il loro sorriso in questo momento, mentre ascoltano me e Ben cantare e suonare, non riesco a trattenere una felicità assurda. Sono radiose.
E spero che come loro, reagiscano tanti e tanti fans. Non voglio nient'altro nella vita.
Per tutto il tempo, io e Fran ci scambiamo un sacco di sguardi e sorrisi.
La sua presenza qui, in questo momento, è molto stimolante. Quasi quasi la inviterò anche per quando dovremo incidere altre canzoni del disco, soprattutto quelle più romantiche.
La mattinata passa velocemente e l'ora di pranzo arriva prestissimo.
Arriviamo noi quattro in una pizzeria del centro per mangiare qualcosa di veloce.
Ci separiamo poi dalle ragazze, prima di tornare nuovamente in studio.
«Vi passiamo a prendere stasera alle dieci e mezza, così andiamo a bere qualcosa con gli altri e andiamo a fare un giro» avviso, prima di stampare un bacio sulle labbra a Fran.
«Non fare tardi!» mi minaccia lei, per poi ridere.
«Tanto so che invece lo farai» aggiunge.
A questa sua affermazione, rispondo con una smorfia. Okay, sono leggermente ritardatario, ma non c'è bisogno di ricordarmelo sempre...
Torniamo in studio e dopo aver avuto l'ennesimo problema con le cuffie che utilizzo per registrare, usate e rovinate, Ben mi blocca. Lo guardo confusissimo, poi mi porge una busta nascosta dietro ad uno dei divanetti scuri presenti.
«Aspettavo solo questo momento e sembrava non arrivare mai. Queste cuffie ti danno sempre problemi e oggi invece no...bah!» borbotta prima.
«Ho pensato di farti un regalo utile» aggiunge poi, soddisfatto.
All'interno della busta, trovo delle cuffie nuove da utilizzare subito.
Oggi i regali che posso utilizzare nel mio amato lavoro, non scarseggiano per nulla e questa cosa non potrebbe che farmi felice.
Lo ringrazio, abbracciandolo.
Ci stacchiamo pochi attimi dopo, dicendoci a vicenda che è arrivato il momento di continuare a lavorare e di non perdere tempo!
Dopo il pomeriggio lavorativo, ceno da mia mamma con tutta la mia famiglia.
Nonostante io sia più che cresciuto per fare felice o quant'altro, ci tengono a starmi accanto e festeggiare in questo giorno dell'anno e la cosa non potrebbe che farmi solo piacere.
Dopo aver finito di cenare ed esser stato per un tempo interminabile a chiacchierare, ricevendo domande su domande riguardarti l'inizio di questa mia carriera lavorativo, mi rendo conto che come qualcuno aveva già previsto, ho fatto tardi, di nuovo.
Saluto tutto velocemente, catapultandomi fuori casa e dentro l'auto. Per fortuna mi ero già preparato per uscire questa sera con tutto il mio gruppo di amici.
Arrivo sotto casa della mia ragazza con circa venti minuti di ritardo.
«Che avevo detto? Sei il solito ritardatario!» mi accusa lei scherzosa, sedendosi accanto a me.
Mi bacia, lasciando una scia di profumo intenso, sistemandosi poi sul sedile.
Probabilmente le lancio qualche occhiata di troppo, perché ad un certo punto mi incentiva a mettere in moto.
Arrivati fuori al locale dove avevamo appuntamento con tutti gli altri, trovo lì giù tutti i miei amici, che calorosamente -e alcuni anche molto violentemente, con schiaffi dietro il collo- mi fanno gli auguri e mi porgono vari regali che hanno comprato pensando a me.
Prendiamo da bere, offro io stasera e ci mettiamo comodi, seduti su alcuni divanetti.
Parliamo, scherziamo e di tanto in tanto ci alziamo per ballare, nonostante siamo uno più incapace dell'altro.
Quando meno me l'aspetto, si avvicina un addetto del locale. Fra le braccia ha una torta enorme. È la terza che mi portano quest'oggi, se devo dire la verità: una stamattina in studio, una qualche ora fa con la mia famiglia ed ora questa.
Mentre mi cantano il solito "tanti auguri a te" che ancora mi fa sentire in imbarazzo, sento però qualcosa di diverso dal solito.
Sono sempre stato un ragazzino qualunque, uno come tanti, che si confondeva fra la massa. Da quella massa però mi sono sentito sempre un po' diverso. Saranno stati i tanti sogni nel cassetto, gli stessi che man mano stanno uscendo fuori.
Per questa mia "diversità", ho sempre avuto paura che le persone attorno a me, mi usassero, oppure mi prendessero semplicemente in giro.
Ma stasera no, penso tutto, tranne che a questo. Sento di essere circondato da persone che a me ci tengono.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
