Cinquantasettesimo capitolo.

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Federico's pov.
Sono le sei del mattino ed io, stranamente, molto stranamente, sono sveglio.
Sono steso a letto, con gli occhi spalancati, incapace di riaddormentarmi.
Ci ho provato, ma no, non ci riesco proprio.
Fran è poggiata con la testa sul mio petto e dorme profondamente, mentre mi tiene una mano nella sua.
Dice che è un'abitudine presa da piccola, quella di dormire tenendo la mano a qualcuno ed io, ovviamente, non le ho negato la possibilità di farlo con me.
Dopo questa notte, non dormirà più con me, o almeno, non lo farà per diverso tempo, immagino.
Non nego che mi dispiace parecchio, perché ci ho fatto un po' l'abitudine a vivere con lei.
La settimana passata qui con lei è stata intensa e fatta di risate, dolcezza e beh, ammetto, anche qualche battibecco, basato su cose tremendamente stupide, che si è risolto con il solletico fatto a vicenda sul letto o sul divano. Cose di tutte le coppie.
In questi giorni ho pensato che mi piacerebbe parecchio se tutto ciò che ho vissuto in questi giorni, diventasse vera e propria quotidianità, ma so anche che è presto e se proponessi una cosa del genere alla mia ragazza, probabilmente sverrebbe, o scapperebbe dalla paura.
Però, in un futuro, potrei tentare la richiesta.

Mi viene spontaneo accarezzarle piano i capelli, spostando parte di questi che le stanno coprendo una guancia.
Sento che al mio gesto, si avvicina ancora di più a me e con dolcezza, le lascio un piccolo bacio sulla fronte.
Poi semplicemente la guardo, sperando che nel frattempo, mi venga almeno un po' di sonno.
Alla fine, ci rinuncio fortemente, notando che il sonno mi ha completamente abbandonato.
Cercando di non svegliare la mia ragazza, mi sposto da vicino a lei e mi alzo, intenzionato a dirigermi in cucina per preparare la colazione.
In questi giorni l'ho fatta raramente e quando è capitato, era Fran ad averla preparata, visto che mi sveglio sempre fin troppo tardi.
Ma non è colpa mia se la sveglia suona, la spegno e mi riaddormento.
O forse sì, è colpa mia, ma chi se ne frega.

Metto due tovagliette sul tavolo con bicchiere e tovagliolo.
Prendo tutti i pacchi di biscotti che sono nella credenza, perché so di far felice la mia ragazza con questi e scaldo il latte.
Mentre compio quest'ultima operazione, sento un rumore di passi e pochi istanti dopo, un corpo caldo che preme contro il mio.
«Qualcuno sta preparando la colazione» borbotta la mia bionda, lasciandomi un bacio sulla schiena, poggiandoci contro la testa. Le sue braccia intanto stringono il mio bacino.
«Sono o non sono un uomo da sposare?» le domando, spegnendo il fuoco e girandomi verso di lei.
«Ci devo pensare» mi risponde, stampandomi un bacio leggero sulle labbra.
Ci mettiamo entrambi a tavola e per la prima volta in vita mia, parlo, nonostante sia mattina presto. Di solito l'unica cosa che faccio è brontolare e fare cenni col capo.
Ora invece no.

«E svegliarsi la mattina, con la voglia di parlare, solo con te...» canticchio, citando gli Zero Assoluto.
Lei a questa mia frase, alza lo sguardo -che fino a pochi istanti fa era dedicato ai biscotti-, mi fissa e mi sorride.

Mi accarezza una guancia, dicendomi che non sa come sia possibile che io sia così dolce a quest'ora.
«Mai successo prima d'ora» le rispondo, bevendo un sorso di latte.
«Ora sì che mi sento speciale» dice a sua volta, per poi bloccarsi.
«Hai i baffi bianchi» esclama indicandomi le labbra e ridacchiando.
In questo momento sembra una bambina di cinque anni, ma non posso far a meno di sciogliermi.
Prende un tovagliolo, con l'intenzione di pulirmi e sfregarmi le labbra, ma io mi scanso, stampandole un bacio sulla guancia e sporcandola a sua volta.

Rido a crepapelle, mentre lei mi guarda malissimo.
«Buongiorno, amore» esclamo ancora ridendo, facendomi guardare ancora più male.
Si sfrega la guancia, pulendosi e poi mi si avvicina, cercando di fare lo stesso con me.

Mi dimeno, ridendo più di prima e lei si siede su di me, per bloccarmi.
Purtroppo, mi va male e sono "costretto" a rimanere fermo ed immobile a fissarla.

«Oggi tornano Ben e Rob! Li andiamo a prendere all'aeroporto, vero?» mi domanda Fran, mentre ci stiamo preparando per uscire e andare a fare una passeggiata in centro.
«Dobbiamo proprio? Io non so se voglio rivedere Ben» borbotto scherzoso, prendendo una felpa che porterò con me, consapevole che non mi servirà, perché starò bene anche solo con la maglia a mezze maniche.
«Dobbiamo proprio, devo saltare addosso alla mia migliore amica» mi risponde lei, prendendo la borsa e le chiavi di casa, al posto mio.
«Allora prendiamo solo Rob e lasciamo Ben là» propongo io ironico.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora