Diciottesimo capitolo.

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Francesca's pov.
Il giorno della mia interrogazione, è arrivato. E alla fine, va abbastanza bene, per mia fortuna. Ho sempre tanta ansia e paura di andar male, di sbagliare tutto e di deludere, anche se ho persone attorno a me che credono nelle mie capacità.
Quando torno al mio posto, noto che Rob sembra essere un po' di mal umore e preoccupata le chiedo il perché, ma lei mi risponde che non è niente, solo che si è resa conto di alcune cose. So che è successo qualcosa, ma non voglio pressarla e quando vorrà parlarmene, lo farà autonomamente. La giornata a scuola continua e finisce, arriva all'ultima ora senza troppi drammi.
Il pomeriggio passa come sempre fra qualche messaggio, qualche richiamo al cane che abbaia troppo e tanti, troppi compiti di scuola. Una noia mortale, in poche parole, ma io non ho intenzione di arretrarmi qualcosa per quanto riguarda lo studio, perché questo che sta passando è l'ultimo anno ed io ho seriamente tanta ansia e tanta paura.
Dopo il pomeriggio stressante, tornano i miei genitori e finalmente posso preparare la tavola. Mi piace farlo, perché vuol dire che di lì a poco, inizieremo a mangiare. E non c'è nulla di meglio di mangiare, a mio parere. Il cibo è così buono.
«Allora com'è andata l'interrogazione tanto attesa?» mi domanda mia mamma dopo essersi seduta a tavola. Siamo stranamente tutti di buon umore, sia io, sia i miei genitori, cosa abbastanza rara, perché ci capita spesso di essere nervosi per un motivo o per un altro. La prima ad esserlo spesso, sono proprio io.
«Bene, non mi lamento!» esclamo io entusiasta, alzando troppo il tono di voce come mio solito e facendo in modo che mio padre si copra l'orecchio sinistro.
«Tanta ansia per niente, come sempre» risponde lui contento. I miei genitori credono molto in me e nelle mie capacità e fra l'altro, i miei voti scolastici non gli sono neanche mai interessati troppo. Preferiscono che io sia felice, piuttosto che io abbia bei voti a scuola. Poi se le due cose possono coincidere, a loro può fare solo piacere.
Restiamo in silenzio a mangiare, vedendo la televisione, per poi spostarci sul divano poco dopo, tutti e tre molto rilassati. Mi piacciono questi momento così semplici, perché credo siano i più belli e sinceri.
Io intanto, mentre guardo di tanto in tanto la tv, messaggio con Rob, i miei amici più stretti su un gruppo whatsapp e Federico. Stasera mi capita parecchio di sorridere come una scema e credo che i miei genitori se ne siano accorti.
«C'è qualcosa che ci devi dire? Chi è che ti fa sorridere così?» chiede mio papà, guardandomi con serenità. Di solito ho sempre raccontato delle mie cotte e dei miei innamoramenti ai miei genitori, perché loro non sono quei tipi pesanti ed oppressivi, ma anzi, si fidano di me e delle mie scelte.
«Mmh, forse c'è un ragazzo» rispondo, sorridendo radiosa. Dopo questa frase, sono consapevole di dover rispondere alle solite domande circa il suo nome, cognome e cose del genere, ma alla fine va tutto bene, sono felici per me. A mamma già piace e in fondo anche a mio padre.
«Se ti fa soffrire però gli spezzo le gambe» ci tiene a precisare lui, guardandomi seriamente, per poi sorridere. Per ora, non vedo proprio la possibilità che Federico possa farmi soffrire, ma sono anche piuttosto consapevole che sia solo l'inizio e ne passeremo tante, se dureremo.
La serata passa in un soffio ed io mi addormento felice, rilassata, stretta ai miei adorati cuscini.
Il venerdì a scuola con tutta la sua pesantezza, per fortunata passa e mi dà la possibilità di tornare a casa con Rob. Andiamo a casa sua, così dopo possiamo scendere assieme. Io ho portato una borsa più o meno grande con dentro i vestiti da indossare e i trucchi, perché dopo ci prepareremo per andare a vedere nuovamente i ragazzi esibirsi.
«Ah comunque poi non mi hai detto con precisione com'è andata la lezione di chitarra!» esclamo alla mia migliore amica, mentre sono intenta a stendere con più precisione possibile lo smalto rosso sulle unghie. Amo lo smalto. Amo ancor di più lo smalto rosso, in realtà.
Lei non mi risponde o almeno non subito. Ma quando lo fa, la sua risposta non mi piace per niente, perché semplicemente farfuglia un "mmh, bene". Non me la racconta giusta.
«Rob» la chiamo, alzando lo sguardo dalla boccettina di smalto e facendo in modo che i miei occhi ed i suoi si incontrino. Mantenendo il massimo della serietà, le chiedo se ha baciato il chitarrista. O lui a baciato lei, magari.
«No!» sbotta lei immediatamente, agitandosi fin troppo per i miei gusti. Io speravo veramente si fossero baciati e speravo potesse diventare ufficiale quella che sta diventando la mia ship. Ce li vedo seriamente bene assieme, quei due.
«Solo che...appena sono arrivata...ha aperto la porta...e aveva solo un asciugamano in vita...e basta...» racconta poi la mora, balbettando e arrossendo violentemente. È così tenera! Io non posso evitare di ridere e battere le mani.
«E com'? Ha un bel fisico?» domando curiosa, con un'espressione maliziosa in volto, soffiando sullo smalto fresco.
«Ma ti pare che io guardi certe cose...» risponde immediatamente, meritandosi una mia alzata di sopracciglio in risposta, assieme ad una risatina. Continuo a guardarla maliziosamente, mentre il rossore sulle sue guance tende a crescere smisuratamente.
«Okay sì, ha un bel fisico. È troppo bello e non solo quello, lui lo è, però si deve coprire» mi dice ancora coprendosi il volto con un cuscino colorato, mentre io sorrido soddisfatta. Non volevo metterla in imbarazzo, ma volevo solo farle ammettere ciò.
Lei resta in silenzio, persa nei propri pensieri ed io non posso proprio non chiederle se le piaccia Ben. Lei mi dedicata un'occhiataccia, però credo proprio di aver centrato il segno, quindi continuo a fissarla, mettendola di nuovo in imbarazzo.
«Fra', smettila di guardami così, ti prego. Non lo so se mi piace, okay?» mi risponde lei frustrata, sedendosi sul proprio letto.
«Credo che il non lo so, sia già una grande risposta. Perché se non provi niente, il dubbio non lo hai. Mentre se hai il dubbio, vuol dire che già provi qualche sentimento di troppo» le rispondo a mia volta. A volte sono sconvolta da me stessa e dalle citazioni molto profonde e filosofiche che caccio.
Rob non mi risponde, ma semplicemente mi rivolge uno sguardo preoccupato.
«Credo stia diventando importante per me. Si, è presto per dirlo, ma ci penso sempre più spesso e mi fa stare molto bene. Ieri poi mi ha regalato anche il suo plettro...e lo so, magari è una cosa stupida, ma mi ha fatto molto piacere. è sempre così carino con me, mi tratta sempre benissimo, nonostante all'inizio io non abbia fatto lo stesso con lui. Però non so che provo. Era per questo che a scuola ieri mi sono rabbuiata» racconta poi.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora