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Nono capitolo.

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Roberta's pov.
Sto cercando di capire cosa mi stia capitando. Sono così confusa, sempre di mal umore, sempre stanca e vorrei solo e soltanto dormire. Non mi va di vedere quasi nessuno e ancor meno parlare. Le uniche persone che mi stanno salvando dalla completa depressione sono la mia sorellina e la mia migliore amica, per il resto sto cercando di evitare chiunque.
Sono sempre distratta e questo accade pure a scuola, in classe e quindi il mio malumore peggiora, perché è l'ultimo anno e ci tengo ad andare bene, ad avere buoni voti e a seguire le lezioni.
Passo il mercoledì ed il giovedì a studiare e a deprimermi, parlo pochissimo con chiunque e vado a dormire presto. Ed ora è arrivato il venerdì. La mattinata passa lentissima ed il pomeriggio passa in un soffio, contro il mio volere. Preferirei fosse passato lentamente.
Ora sto aspettando che Marco venga a prendere me e Fran, che per comodità è venuta a prepararsi da me. Dobbiamo andare al disco-pub per vedere Benjamin e Federico esibirsi.
Dovevamo andare solo io e la bionda, ma Marco ha insistito per venire con noi, a detta sua per evitare la situazione creatasi la settimana scorsa. In realtà questa cosa mi ha infastidito, perché ci tenevo a passare una serata fra ragazze con la mia migliore amica, ma per evitare litigi inutili che mi renderebbero solo più triste di quando già sono, ho acconsentito a farlo stare con noi.
Fran è particolarmente entusiasta stasera e si è preparata con grande cura, indossando una gonna a vita alta alquanto aderente con una maglia scura, calze, stivaletti e cardigan. Prepara il suo trucco con grande cura e stira attentamente i capelli. Di solito lei neanche le usa le gonne, ma stasera ha voluto indossarla, ha voluto cambiare un po'.
Io ho messo un jeans nero con una camicetta a giro maniche, una giacca leggera e le scarpette da ginnastica, qualcosa di molto semplice, anche perché già so che in caso di look più elaborato, Marco inizierebbe a fare esageratamente il geloso e non mi va proprio.
Ricevo un messaggio proprio da quest'ultimo che ci dice di uscire di casa e dal palazzo, perche lui è arrivato e ci aspetta. Io e la mia amica prendiamo le borse e dopo aver salutato i miei genitori e la mia sorellina, che mi dedica un lungo abbraccio ed un dolce bacio sulla guancia, usciamo da casa mia.
Saliamo nell'auto blu e saluto Marco con un piccolo bacio a stampo, per poi sistemarmi sul sedile, rivolgendo lo sguardo verso il finestrino alla mia destra.
Fran si siede dietro di me, stranamente silenziosa e particolarmente interessata al telefono. Non credo sia il massimo della felicità lo stare in auto con una pseudo-coppietta, però apprezzo che non l'abbia fatto pesare, ma anzi, abbia reagito con un sorriso, seppur forzato e probabilmente finto, quando le ho detto che sarebbe venuto anche Marco con me.
Partiamo ed il mio ragazzo mi guarda ogni tanto, dedicandomi sorrisi, con la mano poggiata sulla mia coscia sinistra. Io sorrido, mascherando la confusione che ho in testa. Cerco di star serena e di rilassarmi, mentre il vento che entra dal finestrino un po' aperto, mi finisce sul viso e fra i capelli, mi fa sentire un po' più libera. Mi fa sentire un po' più lontana dalla gabbia composta dai miei stessi pensieri.
Arriviamo fuori il locale e la mia migliore amica si precipita fuori dalla macchina e subito dentro il disco-pub, mentre Marco cammina con me, mano nella mano.
Entriamo e raggiungiamo la bionda, impegnata a parlare con Federico e Benjamin che non hanno ancora iniziato la loro esibizione. Ci avviciniamo anche noi ed io saluto Federico con due baci sulle guance, mentre a Benjamin dico un semplice "ciao" con un tono di neutralità. Marco invece porge una mano ad entrambi i ragazzi, per poi stringere particolarmente forte quella del chitarrista e poggiare un braccio attorno al mio bacino, mantenendomi forte, come se avesse paura che il suo "nemico" mi possa rapire da un momento all'altro e portarmi via da lui. Io non posso evitare di dedicargli un'occhiata confusa e triste. Non mi va che mi stringa soltanto per far vedere al chitarrista che sono sua.
«Andiamo a sederci?» mi domanda con serietà e con la mascella super contratta, da cui non riesco a togliere il mio sguardo. Mi sono sempre piaciute le mascelle ben visibili sui ragazzi.
Io annuisco e assieme raggiungiamo uno dei tavoli più lontani dal palco e di conseguenza, dai ragazzi.
La mia migliore amica si intrattiene vicino a loro, sembra essere a suo agio e non posso negare che un po' la invidio, perché lei riesce a fare amicizia così facilmente, mentre io a causa della mia timidezza sento di perdere veramente tante occasioni, in amicizia e in generale nella vita.
La bionda ci raggiunge soltanto quando l'esibizione dei suoi nuovi amici deve iniziare. Sta con noi, ma in realtà passa tutto il tempo ad osservare il suo "amico" Federico, che ricambia ogni sguardo e sorriso, nonostante siano un po' "lontani". Direi che sono carini e sono super sicura che si piacciano a vicenda.
Mangiamo la nostra cena e appena finiamo, Marco poggia la sua mano sulla mia coscia, senza poi toglierla neanche un secondo, neanche per sbaglio e continua a guardarmi, a sussurrarmi "ti amo" e a lasciarmi baci sul viso. Un po' d'affetto non dispiace mica, ma credo che stia iniziando di nuovo ad esagerare e mi sta mettendo in imbarazzo, sento le mie guance andare a fuoco.
Mi prende per mano, alzandosi e chiedendomi di ballare assieme. Ci mettiamo in un angolo del locale, un po' in disparte e lui mi bacia, mi stringe, mi sfiora e mi guarda, dedicando ogni tanto sguardi antipatici a Benjamin. Guardo anch'io il chitarrista, che a sua volta ha gli occhi puntati su di me. Deglutisco. Ringrazio solo che le luci su di me siano basse e probabilmente non mi vedrà, o almeno non così bene.
Marco mi respira sulle labbra, mentre il mio udito entra in contatto con qualcosa di nuovo, una nuova voce nel microfono e solo dopo mi rendo conto che il chitarrista abbia iniziato a cantare insieme al suo amico. Ha una voce davvero meravigliosa, come quella di Federico fra l'altro. I brividi prendono il sopravvento sulle mie braccia ed io dedico uno sguardo al palco.
Il mio ragazzo aumenta la pressione sui miei fianchi, stringendoli forte e abbracciandoli di nuovo, lasciandomi un bacio o due sul collo.
«Marco, smettila» lo riprendo borbottando e staccando il mio collo dalle sue labbra, guardandolo poi con molta serietà.
«Che c'è? Non ti va che ti baci?» mi chiede con acidità, contraendo nuovamente la mascella e guardandomi incazzato. Pone le braccia lungo i propri fianchi. Siamo uno di fronte l'altro e non ci tocchiamo.
«Stai esagerando. Ci sono tantissime persone e io mi sento fin troppo osservata da queste» aggiungo, cercando di mantenere il controllo, senza agitarmi, anche se è difficile, difficilissimo.
«è perché ci sta il tuo amichetto del telefono?» mi domanda il ragazzo, avvicinandosi a me e sussurrando al mio orecchio, che sfiora con le labbra, mentre digrigna i denti dalla rabbia.
«Forse davvero avete fatto qualcosa...» insinua, continuando a starmi vicino. Gli poggio le braccia le petto, spostandolo dal mio viso.
«No. Non ci ho fatto proprio niente e non insinuare mai più una cosa del genere. Ma poi lo sa che mi dà fastidio fare cose in pubblico!» esclamo al ragazzo con un tono di voce comunque basso, perché non mi va di attirare l'attenzione della gente.
«"Fare cose"» riporta la mia frase, mentre il suo viso si arrossa.
«Sentiti. Sei esagerata. Ti stavo solo baciando, ma se non ti va, tranquilla, me ne vado» mi dice 'sta volta con un tono acido e cattivo. Si avvicina al tavolo dove precedentemente eravamo seduti e prende la giacca, per poi uscire dal locale come una furia.
Io non lo fermo, resto impalata, per poi sedermi al tavolo. Che lui faccia ciò che vuole, anche se ora non so assolutamente come tornare a casa, ma dettagli. Non avrei voluto che restasse, incazzato, solo per accompagnare me.
Fran mi guarda confusa, non capendo cosa sia successo. Mi avvicino a lei, abbracciandola di mal umore.
«Abbiamo litigato, ma fa niente, nulla di preoccupante» borbotto, poggiando la mia testa sulla sua spalla, mentre lei inizia ad attorcigliarsi i miei capelli al dito. Adoro quando gli altri giocano con i miei capelli.
Io e lei restiamo abbracciate per un po', io appoggiata a lei che intanto continua a guardare Federico.
«Ti piace, eh?» le chiedo, provando ad abbozzare un sorriso e provando soprattutto a distrarmi, perché ne ho bisogno. Non voglio buttarmi giù, o almeno non ora, non davanti a tutti. Al massimo voglio crollare quando tornerò a casa, da sola, al buio.
La bionda mi guarda un po' in imbarazzo e dopo aver accennato un sorriso, annuisce. Sono veramente felice per lei e spero soltanto che il ragazzo non la faccia soffrire, anche se, per ora, anche se è precoce parlarne, sembra un ragazzo davvero carino e gentile.
Io penso a Marco, penso che mi ha deluso, penso che la sua gelosia mi porterà allo sfinimento. Certo, anch'io sono una tipa molto gelosa, per carità. L'idiota però oltre ad aver esagerato, se n'è andato ed io e la mia migliore amica ora non sappiamo come tornare a casa, ma qualcosa mi dice che risolveremo grazie ai due ragazzi che si esibiscono sul palco.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora