Roberta's pov.
Sono fuori all'università, ferma e immobile, aspettando che Ben arrivi con la sua auto.
Ho fatto questo maledetto test d'ingresso, che spero con tutto il cuore sia andato decentemente, nonostante abbia studiato pochissimo e malissimo.
Ma ora come ora, non voglio pensarci più di tanto, perché fra poche ore sarò in volo verso New York. Ammetto che ancora non ci credo, in realtà.
Se è un sogno però non svegliatemi, perché è il più bello che io abbia mai vissuto.
Mi siedo su una panchina sotto il sole cocente con il cellulare fra le mani, finché non mi sento chiamare.
Alzo lo sguardo e trovo il mio meraviglioso Benjamin con un sorrisone a trentadue denti.
Io non ci credo ancora che possa esistere una persona così bella a questo mondo e non parlo solo di bellezza a livello fisico.
Okay, ora sono fin troppo sdolcinata e sono consapevole che dovrei smetterla.
Gli corro incontro e lui mi stringe forte in un abbraccio, baciandomi dolcemente.
Diciamocelo, siamo più affiatati di prima che ci lasciassimo e già prima lo eravamo tantissimo.
«Ciao amore mio, com'è andata?» mi chiede immediatamente, staccandosi da me e poggiandosi comodamente alla sua auto, incrociando le braccia al petto.
Gli fisso giusto un po' le braccia bellissime ricoperte di tatuaggi che non smetterei di guardare ed accarezzare.
«Pensavo peggio, dai!» gli rispondo subito, sorridendogli.
Al momento la mia testa è completamente libera dai pensieri, ora è il mio momento e dopo questo ultimo mese di sofferenza, devo godermi le esperienze bellissime verso cui sto andando.
«Sei pronta per partire?» mi domanda ed io non riesco a non rispondere che con un urlo immenso, baciandogli una guancia e fiondandomi nella sua auto.
Sono prontissima, ma che domande fa!
Prima però di andare in aeroporto, passiamo dai nostri genitori per salutarli.
I miei, nonostante tutto ciò che sia successo, dopo che gli ho spiegato ciò che veramente è stato, non sembrano essere arrabbiati con Ben, anzi, lo accolgono come hanno sempre fatto.
Notando ciò, un grande peso mi si toglie da dosso, perché il loro incontro mi spaventava e non poco. Voglio che loro accettino ed apprezzino la persona che ho accanto e beh, a giudicare da ora, direi che è andata più che bene.
Loro comunque praticamente non sembrano aver intensione di staccarsi dall'abbraccio che ci unisce e ancor di meno vuol farlo mia sorella.
E la scena si ripete molto simile a casa dei genitori di Ben, anche perché loro, il figlio lo vedono anche di meno.
Mentre il mio ragazzo è impegnato a salutare suo padre, sua mamma mi viene vicino, dicendomi che è veramente felice che io e lui siamo tornati insieme e non vedeva l'ora avvenisse ciò.
Dopo ciò, mi abbraccia.
Le sue parole e il suo gesto mi fanno sciogliere e sorridere non poco e resto colpita dalla dolcezza che questa donna dimostra ogni volta che la incontro.
Se fossi da sola, probabilmente mi sarebbe anche uscita una lacrimuccia.
Ben sorride radiosamente vedendo la scena, poi mi dice che è ufficialmente il momento di andare.
Una volta che siamo di nuovo in auto, mi dice che mi ama, baciandomi e io sento come al solito un mix di emozioni e tanto tanto amore. Può un cuore contenere così tanto amore?
«Amore, ma chi te le porta tutte quelle valigie che hai portato? Sono enormi e pesantissime, io mi stancherei troppo» mi dice lui, rovinando l'atmosfera romantica che si era creata nella mia mente.
«È vero che sono tanto, tanto muscoloso, però anche io ho un limite» aggiunge divertito.
«Se vuoi vedo se ci sta in aeroporto qualche ragazzo carino che mi aiuta in questa difficile missione» gli rispondo spontaneamente, provocandolo e divertendomi tantissimo.
«Lascio te qua e porto le valigie a New York» controbatte, mettendo su un broncio bellissimo che ho tanta voglia di baciare.
«E io scappo con il ragazzo carino» dico io, beccandomi un'occhiataccia da parte sua.
Scoppio a ridere, specificando abbia iniziato lui e non io.
Arriviamo in aeroporto e le valigie, alla fine, me le porta lui, aiutandosi con un carrello.
Prima di dargli una mano, gli rido in faccia per circa mezz'ora perché sembra essere veramente in difficoltà.
Prima di farci scappare a New York, ci sentiamo urlare alle spalle un "dove credevate di andare senza salutare me?!".
Sobbalzo, per poi girarmi e trovarmi avanti una testa bionda che mi salta addosso.
Quella pazza della mia migliore amica ci ha raggiunto pure qua e assieme a lei, decisamente più calmo, c'è Federico. Sono entrambi vestiti abbastanza eleganti e solo ora mi ricordo, che stasera hanno un impegno.
«Vi stavate dimenticando di me» dice sia me che a Ben, per poi abbracciarci entrambi.
Per essere precisi, mi sta per strangolare e spero non lo faccia proprio ora che il mio sogno più grande si sta realizzando.
Per fortuna, ci lascia nel momento prima che io smetta di respirare. Grazie, baby.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
