Federico's pov.
Domani inizia il primo tour mio e di Ben in giro per l'Italia.
Non ci credo che questa cosa stia accadendo davvero, che il mio più grande sogno si stia avverano.
E finalmente, mi sto concentrando solo sul mio lavoro.
La prima data del tour è Firenze e noi siamo già qui, per studiare al meglio il posto dove ci esibiremo e il palco, per fare le prove, sia oggi, sia domani, prima dello show.
Sono emozionato ed in tutta sincerità, non so neanche se avrò il coraggio di salire sul palco.
Ma che io abbia o meno coraggio, devo, perché lì sopra, su quel palco, c'è il mio sogno.
Certo, un po' di incoraggiamento non mi dispiacerebbe e sì, lo sto ricevendo, ma mi sembra sempre che manchi qualcosa ed anche se non voglio ammetterlo, so di cosa si tratta. Non manca qualcosa, ma qualcuno. Manca lei.
Ma sto fingendo con tutti, anche e soprattutto con me stesso, dicendo che non ci sto pensando più di tanto. Ho detto che pian piano, sto riuscendo a superare tutto quello che è successo.
Se sono credibile? Assolutamente no, ne sono consapevole.
Probabilmente quando lo dico, le persone mi vorrebbero ridere in faccia, ma non lo fanno.
Probabilmente, provano tenerezza nei miei confronti, vedendomi così disperato e sciocco.
Ora sono in hotel. Io e Ben stiamo condividendo e condivideremo le stanze per questi giorni.
Ho da poco finito di fare la doccia e lo shampoo, ho messo addosso dei vestiti comodi ed ho i capelli ancora umidi, ma nonostante questo, decido di uscire dal bagno, intenzionato ad andare a dormire, o almeno, di provarci. Ne sento piuttosto il bisogno in questi giorni, anche perché non riesco a farlo mai decentemente.
Esco dal bagno e appena lo faccio, mi rendo conto di sentire diverse voci nella stanza.
Solo dopo aver trovato Ben, steso sul letto con il cellulare fra le mani, mi rendo conto che stia facendo una videochiamata con Rob.
«Ehi, ciao Rob!» esclamo io, avvicinandomi allo schermo ed abbozzando un sorriso.
Solo quando ho di fronte il cellulare, mi rendo conto che la ragazza non è da sola ed il mio sorriso, svanisce, mentre mi sento il cuore in gola.
Affianco a lei, c'è Fran. È struccata, con i capelli in disordine ed una felpa che conosco fin troppo bene, visto che, fino a qualche mese fa, era nel mio armadio.
Allora, le usa ancora. Non credevo, in tutta realtà.
Notare questo particolare, un po' mi rassicura, perché mi illudo che lei un po', ancora mi pensi.
Non so con quale forza, riesco a dire un "ciao" anche a lei.
E lei ricambia, nonostante sembri in difficoltà quanto me.
Non la vedo da una vita ed in questo momento, mi sembra ancora più bella del solito, nonostante non credo stia proprio bene, anche se non so perché.
Mi illudo ancora, dicendomi non stia bene, perché le manco.
Ma so che non è così, altrimenti sarebbe di nuovo da me.
«Vado in bagno» borbotta il mio migliore amico, lasciandomi da solo, con il suo cellulare fra le mani.
Mi sento veramente a disagio, lo ammetto.
Ancora di più mi ci sento, quando anche Rob, dall'altro lato, magicamente scompare, borbottando debba controllare "qualcosa".
L'hanno fatto apposta, gli stronzi.
Stanno un po' facendo quello che in fondo facevamo noi per loro quando si sono lasciati, ma quella era una storia diversa e probabilmente, questa nostra, non avrà lo stesso finale.
Rimaniamo io e lei, uno di fronte all'altro, anche se non fisicamente parlando. Credo di avere un po' il viso a fuoco ed è qualcosa che non mi capitava da molto. O almeno, non con lei, visto che in quel caso ero semplicemente me stesso e non mi vergognavo di nulla.
Mi mordo nervosamente il labbro inferiore, mentre non posso far a meno di dedicarle qualche occhiata. Ha lo sguardo basso ed io non posso che pensare che mi manchi il suo sguardo su di me, quello che di solito era tanto luminoso e che l'ultima volta che l'ho vista, non aveva più.
«Come stai?» mi domanda ingenuamente, forse fin troppo ingenuamente, con voce dolce. So che le interessa come sto e che non l'ha chiesto solo per educazione. So che le interessa, ma non so cosa si aspetti di sentirsi dire.
«Sono stato meglio» le rispondo cercando di non far trapelare nessuna emozione dal mio tono di voce.
«Però mi sto concentrando sul lavoro e sto cercando di dare tutto me stesso» aggiungo immediatamente, vedendola in difficoltà.
Nonostante tutto, non voglio farla sentire in colpa, o meglio, non voglio lo faccia ancora di più. So che lo fa, so che si sente in colpa, perché anche se forse non mi ama più, a me ci tiene.
«Sei emozionato per domani?» mi domanda ancora, abbozzando un sorriso debole.
«Moltissimo» le rispondo sinceramente.
Vorrei aggiungere che mi farebbe piacere se ci fosse, ma non parlo, perché creerei danni.
Resto in silenzio, pensando alle promesse che mi ha fatto e che beh, non sta mantenendo.
«E tu? Hai iniziato l'università?» le domando a mia volta.
In realtà so già la risposta, so che ha iniziato, so che si trova anche piuttosto bene, perché ovviamente, ho domandato a Rob.
Ma mi fa piacere sapere la sua risposta, mi fa piacere sentirla parlare, perché una delle cose che più mi manca di lei, sono le chiacchierate interminabili che facevamo.
Mi risponde, iniziando a fare uno dei suo monologhi, anche se ad un certo punto, si blocca, rimanendo in silenzio, forse pensando a sua volta ai vecchi tempi.
Io sinceramente, l'ho fatto, illudendomi quasi che potessero ritornare, quei giorni.
Nello stesso momento in cui faccio questo pensiero, lei mi saluta, avvisandomi che debba andare.
Ma mentre è ancora lì, dall'altra parte del telefono, le sussurro che mi manca.
Non mi risponde, non so neanche se mi abbia sentito, ma dovevo dirglielo.
Pochi secondi dopo, dopo un sguardo piuttosto malinconico da parte di entrambi, restituiamo i telefoni ai proprietari.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
Fiksi PenggemarA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
