Ventinovesimo Capitolo.

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Benjamin's pov.
Natale è passato ed io e Federico siamo tornati a casa nostra. Sono sdolcinato se dico che un po' mi è mancato?
Ma bando alle ciance, abbiamo di meglio a cui pensare, visto che oggi le ragazze staranno qui con noi tutta la giornata e scambieremo i regali che sono ancora sotto l'albero.
Io e Federico siamo in cucina da quando ci siamo svegliati –io da parecchio tempo, lui da un'oretta circa- per cercare di preparare qualcosa di commestibile, ma io sono completamente incapace e lui cerca di cavarsela. Ho la netta sensazione che resteremo digiuni.
«Passami il sale» dice il mio amico tutto concentrato davanti alla pentola, mentre continua a girare il contenuto di questa.
«Sii più gentile e non comandarmi. E comunque sappiamo che non sei capace a cucinare» ribatto io, alzandogli il dito medio per poi passargli il barattolo di vetro con il sale dentro. Lui ricambia il gestaccio e portandosi pensieroso una mano sotto il mento, inizia a contemplare il soffitto cercando di decidere la quantità di condimento da utilizzare.
Per nostra fortuna, o meglio, per la fortuna del nostro palato, il campanello inizia a suonare. Mi fiondo ad aprire la porta ed in un nanosecondo mi trovo fra le braccia la mia piccola.
«Auguri» esclama, per poi poggiare le sue morbide labbra sulle mie dopo essersi messa sulle punte ed avermi poggiato le mani sulle spalle. Appena si stacca da me, le sposto una ciocca di capelli dal viso e la bacio di nuovo, per poi chiederle un grandissimo aiuto per cucinare. Lei sorride e dopo aver tolto il cappotto e aver posato dei pacchetti sotto l'albero di Natale da noi creato, mi prende la mano e mi trascina in cucina.
«Togliti dai fornetti e fai fare a lei» borbotto io a Federico. Dopo una prima occhiataccia, non sembra per niente infastidito dal cambiamento di programmi, perché così ha la possibilità di stare attaccato alla sua ragazza senza nessuna distrazione.
«Auguri Ben!» urla la bionda, salutandomi, mentre in contemporanea la mia ragazza fa lo stesso con Fede. Ricambio l'augurio e mi sistemo dietro la mora, abbracciandola e poggiando la mia testa sulla sua spalla.
«Mi distrai» mi borbotta dopo qualche minuto di silenzio che io ho passato sfiorandole e di tanto in tanto accarezzandole il ventre ed i fianchi. Io rido, beccandomi una grandissima occhiataccia da parte sua. Le rubo un bacio, per poi osservare ogni suo movimento restando in silenzio, guardando ogni passaggio e ogni azione che compie.
«Perché mi guardi così?» mi chiede lei a bassa voce, mentre le sue guance iniziano a tingersi di un rosa intenso e i suoi occhi incontrano per un attimo i miei.
«Perché sei bella e mi piaci» rispondo io con semplicità, con l'ingenuità di un ragazzino alle prime armi, anche se in realtà non lo sono. Però la motivazione è davvero quella. Lei in risposta mi bacia spontaneamente, per poi chiedermi di dare una mano per il pranzo, mentre l'altra coppietta sistema il tavolo in salotto. O almeno così hanno detto, nonostante probabilmente si siano poggiati sul divano a fissarsi o qualcosa del genere.
Io mi lascio spiegare ogni passaggio da compiere, tutto nei minimi dettagli per evitare di fare casini e alla fine ammetto di essere particolarmente fiero di me.
«Oggi ho cucinato io, non risparmiatevi con i complimenti» annuncio poco dopo a tutti, sedendomi a tavola. Ho gli sguardi di tutti su di me e c'è da specificare che mi stanno guardando male.
«Non ci crederei neanche se lo vedessi con i miei occhi» borbotta il mio migliore amico per poi ridere e prendere la forchetta fra le mani. Posso notare lo sguardo incantato di Fran nei suoi confronti.
«Vaffanculo» gli rispondo gentilmente, mentre la mia ragazza mi richiama, aggiungendo poi con un sorrisetto di lasciar stare "Rico".
«Da quando lo chiami così?» le chiedo con curiosità, in quanto solo io e qualche fans chiamiamo così il cantante. Poi affamato, metto in bocca il primo boccone di cibo.
La mia lei mi sorride, rispondendomi poi che lo chiamerà così da ora.
Pranziamo e chiacchieriamo fra di noi, parlando di qualunque cosa, fermandoci di tanto in tanto per risposare lo stomaco. È tutto buonissimo ed io non trattengo per nulla i complimenti per la mia mora.
«Sei una donna da sposare» le dico spontaneamente e lei in tutta risposta mi ringrazia più imbarazzata che mai.
Quando i piatti poi sono completamente vuoti, riportiamo tutto in cucina ed in fine torniamo nuovamente in salone. Mi tuffo sul divano e dopo aver recuperato i pacchetti regalo da sotto l'albero che abbiamo addobbato tutti insieme, Rob si siede accanto a me, esclamando con voce da bambina che sia l'ora dei regali!
Le stampo un bacio sulla guancia, mentre lei mi dà due pacchetti che sono i suoi regali per me. Me ne porge prima uno di forma quadrata e ricoperto di carta azzurra. Prendo il pacchetto e me lo rigiro fra le mani, poi curiosissimo inizio a scartarlo.
Fra le mani mi ritrovo un cd, ma non uno di qualche artista famoso o qualcuno di poco affermato, no, è un cd fatto da lei con scritto sulla copertina: "Queste mi fanno pensare a te".
Resto colpito e mentre la ringrazio, la stringo fra le braccia, pensando che non vedo l'ora di essere da solo per ascoltarlo ed apprezzarlo a pieno. Tutto ciò mi crea una certa emozione, perché attraverso le canzoni che una persona ti dedica, si capisce molto, moltissimo, di ciò che l'altro prova per te ed io voglio assolutamente capire, perché il mio sentimento nei suoi confronti aumenta sempre di più e sono consapevole di star arrivando ad un punto da cui non si torna indietro. O almeno, è veramente, veramente difficile tornare indietro ed io lo so bene.
Dopo avermi sfiorato la schiena delicatamente avermi stampato un bacio sulla guancia, mi porge un secondo pacchetto, più grande del primo. Stavolta lo scarto più velocemente e la scatola all'interno rivela un paio di bellissime cuffie rosse, grandi, come piacciono a me.
«Con queste potrai sentire il cd» mi dice sotto voce.
«Senti tutto da solo e ascolta con attenzione» aggiunge con un sorriso.
«Sarà fatto» le rispondo io, accarezzandole una guancia e stampandole un bacio leggero e delicato, dopo il quale le porgo i suoi regali.
Prima un pacchetto più grande che si capisce lontano un chilometro sia di un gioielleria. Aprendolo, si ritrova fa le mani uno charm per il suo bracciale che ho scelto molto facilmente. È un lucchetto a forma di cuore con accanto una piccola, piccolissima chiave d'oro.
«Questo è per dirti che hai la chiave del mio cuore» le sussurro, poggiandole le labbra sulla guancia, senza muovermi ulteriormente. Lei intanto mi regala uno di quei sorrisi immensi e spontanei che io tanto amo, mentre arrossisce leggermente.
«Quanto siete carini!» esclama Fran ad un certo punto, battendo le mani e sobbalzando. La mia ragazza a ciò arrossisce ancora di più ed io le pizzico una guancia, cercando di distrarla, mentre le porgo un altro pacchetto.
Lei mi guarda confusa, aggrottando la fronte, per poi aprire il piccolo pacchetto quadrato. Lo apre e spalanca gli occhi come una bambina stupita.
«ECCO PERCHè NON LO TROVAVO! CREDEVO DI AVERLO PERSO» urla, facendomi scoppiare a ridere senza che riesca a contenermi in nessun modo.
Durante la nostra ultima lezione di chitarra, mi sono ripreso il plettro che le avevo regalato. Ora questo è diventato un ciondolo da mettere al collo con su scritta la frase della canzone preferita della mia ragazza: "I will try to fix you", di Fix You dei Coldplay. Dal lato opposto alla frase ci sono le nostre iniziali intrecciate fra di loro e sotto, in piccolo, la data in cui ci siamo messi insieme. Tenendo il plettro fra le mani, lo analizza attentamente in ogni minima parte ed i suoi occhi diventano lucidi, mentre io la prendo fra le mie braccia.
«Non volevo di certo farti reagire così, piccola. Sorridimi» le sussurro ad un orecchio. Mi ascolta ed io credo di essermi incantato.
«Quanto sei bella quando sorridi» le dico dolcemente.
In realtà lo è sempre.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora