Federico's pov.
Io e Fran ci allontaniamo dalla sua scuola e camminiamo vicini. Le nostre braccia e le nostre mani continuano a sfiorarsi mentre camminiamo.
Lei mi racconta di ciò che ha fatto durante le ore scolastiche, mi parla dei suoi strani professori, dei suoi compagni e dei troppo compiti che le hanno assegnato. Mi riporta alla mente i ricordi di un paio di anni fa, quando anche io andavo ancora a scuola.
La osservo mentre continuando a parlare senza smettere neanche un momento, lei passa da un tema all'altro. Con lei si può iniziare a parlare di scuola e si può finire a parlare di cuccioli di ippopotamo e non so come questa cosa sia possibile, ma nonostante tutto mi ci sto abituando. Mi sto abituando al fatto che abbia mille idee per la testa, pensieri su pensieri ed in fondo non è una cosa negativa, perché anche con un numero ristretto di conversazioni, praticamente puoi dire di conoscerla. Una, due conversazioni e conoscerai il suo punto di vista su tante e tante cose.
Sarebbe bello se fosse così con tutti, ma questo difficilmente accade, perché la gente non vuole farsi conoscere, vuole nascondersi dietro le banalità e dietro pareri uguali alla massa. Si nascondono dietro al non avere personalità, per paura dei giudizi, probabilmente.
Un'unica cosa di cui la ragazza pare però non parlare mai, sono le relazioni d'amore e dell'amore in generale. O almeno con me non ne ha parlato per nulla, impuntandosi per lo più a parlare dell'amicizia e di quanto per lei questa sia importante. Mi ha parlato della maggior parte dei suoi amici più stretti, promettendomi anche che un giorno me li presenterà e mi nomina praticamente ogni due minuti la sua migliore amica, accompagnando il suo nome con un bel sorriso.
È bello vedere una persona che ci tiene così tanto ai rapporti d'amicizia, perché ormai sembra che questi siano sempre basati per lo più sulla convenienza. Il giorno prima ti scrivono che ti vogliono bene, che ci tengono a te ed il giorno dopo ti parlano alle spalle e non ti salutano per strada. La gente è strana, ma io posso ritenermi fortunato, perché degli amici a cui tengo davvero e che a loro volta tengono davvero a me, li ho.
«...e quindi ha avuto un brutto voto e a me è dispiaciuto molto e voglio dargli una nano, però se non vuole fare nulla, io non posso fare nessun miracolo...» continua a dire la biondina, parlando di un suo compagno di classe. Continua a muovere le mani a destra e sinistra e non riesce a tenere il tono di voce basso e io non posso far a meno di sorridere, perché parla veramente tanto, però quando lo fa è davvero dolce e carina.
«Non puoi mica salvare tutto» le dico facendole un occhiolino, ricevendo un sorriso in cambio, per poi avvicinarmi alla mia auto, salire e mettermi al posto di guida, mentre lei si siede accanto a me. Mi sistemo i capelli prima di accendere l'auto e nel mentre sento il suo sguardo su di me.
«Sicuro non sia un problema accompagnarmi a casa? Non so, se magari devi tornare a lavoro, o devi fare qualcos'altro non ti preoccupare...» mi domanda lei preoccupata, poggiando per un secondo o due la sua mano sulla mia.
«Non ti preoccupare, riesco a fare tutto in perfetto orario» le rispondo io con tranquillità, per poi ridacchiare. Lei si preoccupa un po' per qualunque cosa e la ritengo una cosa piuttosto dolce, nonostante 'sta volta non ci sia bisogno di preoccuparsi, anche perché se faccio tardi, fa nulla, sono abituati al mio non essere puntuale. E poi mi faceva semplicemente piacere passare un po' di tempo con lei, perché abbiamo messaggiato parecchio in questi ultimi giorni e volevo vederla da vicino. Questa ragazza è capace di mettermi a mio agio e di mettermi di buon umore, anche se non credo avrò mai il coraggio di dirglielo.
Le sorrido e poi accendo la radio. Non riesco quandi a fare a meno di cantare ogni canzone che passa. È più forte di me, ne sento proprio il bisogno.
Quanto canto mi sento libero, ma allo stesso tempo a casa e protetto. È strano a dirsi, ma è così.
La biondina mi guarda dedicandomi un piccolo sorrisino. Credo sia un po' in imbarazzo e mi dedica soltando qualche occhiata, cercando di non farsi notare, anche se non ci riesce proprio nel migliore dei modi. Nonostante ciò io sto al gioco, continuando a cantare a squarciagola, guardandola spesso e sorridendole, cercando di farmi ricambiare.
«Stai cercando di attirare la mia attenzione?» mi domanda ad un certo punto, fingendo un tono di voce fin troppo frivolo che non le si addice per nulla.
«Ci sto riuscendo?» le chiedo io a mia volta per poi scoppiare a ridere spontaneamente. Le prendo la mano, tenendo comunque lo sguardo fisso sulla strada, mentre una nuova canzone inizia alla radio. Stranamente quest'ultima non la conosco, ma cerco lo stesso di seguirne il motivetto sonoro.
«Per niente» borbotta lei in risposta, fingendosi altezzosa al massimo, snob e antipatica, mentre toglie la sua mano dalla mia e si sistema più diritta sul sedile della mia auto. In realtà sta cercando di contenere un sorriso, non riuscendoci, fra l'altro. Si sistema una ciocca di capelli chiari che le è ricaduta davanti gli occhi e mentre lo fa, i suoi occhi sono su di me.
«Allora non ti dispiace se continuo?» domando ancora, dedicandole ancora una volta uno sguardo. L'auto davanti alla mia, ferma a causa del semaforo, riprende a camminare ed io faccio lo stesso.
«Fai pure» mi risponde lei mentre s'interessa al finestrino alla sua destra. Pochi secondi dopo però guarda di nuovo me, probabilmente perché i palazzi che si trovano ai lati della strada che percorriamo, non le interessano granché e nonostante me ne sia accorto, preferisco non dirle niente, anche perché in fondo non mi dispiace per niente che mi presti attenzione.
Alla fine inizia a cantare anche lei assieme a me, sottovoce, cercando di non farsi sentire. Si arrotola una ciocca di capelli attorno al dito, mentre passa lo sguardo da me, alla strada, allo specchietto dell'auto.
«Non avevi detto che odiassi quanto qualcunl t'attorciglia i capelli?» le domando ricordando un'informazione che m'ha dato il primo giorno in cui abbiamo parlato.
«Infatti. Quando qualcuno lo fa, non quando lo faccio io a me stessa» mi risponde dopo qualche secondo di silenzio. Probabilmente non s'aspettava una domanda del genere e come darle torto.
«Hai un'ottima memoria» mi dice ed io in risposta le faccio un occhiolino.
Arrivati al palazzo di casa sua, mi ringrazia almeno quindici volte, abbozzando un sorriso e stampandomi un bacio sulla guancia, prima d'aprire la portiera.
«Ci sentiamo stasera quando torno dal lavoro?» le chiedo e lei annuisce. La guardo scomparire dietro il portone scuro del condominio e rimetto in moto l'auto, senza riuscire a contenere uno stupido sorrido in volto.
È bello stare a proprio agio con un'altra persona, soprattutto se quest'ultima è una ragazza. Stare con lei mi regala un senso di tranquillità, di pace, mi fa pensare che potrebbe capitare qualsiasi cosa ed io ne uscirei sempre felice, col sorriso o con una risata. Sto bene ed è una cosa che non mi capitava da molto, perché dopo la mia prima ed unica relazione seria, non mi sono più sentito totalmente a mio agio con una ragazza.
Torno a lavoro giusto in tempo, o meglio, in ritardo di dieci minuti, quindi va bene e mi metto subito a fare ciò che devo, posizionandomi dietro al bancone. Non riesco però a non guardare Ben che sembra di nuovo abbattuto e nervoso.
Mi avvicino a lui, dandogli una pacca sulla spalla. Sono consapevole sia rimasto male per ciò che è accaduto poche ore fa con Roberta fuori scuola, anche se non so precisamente cosa sia successo.
Vorrei fargli capire che in un modo o nell'altro, io ci sono, se vuole parlarne. Lui mi guarda e abbozza un sorriso parecchio stanco e finto.
Probabilmente questa serata la passerà di nuovo chiuso in camera ad ascoltare o a comporre musica. Quando sta male e non riesce a parlare e sfogarsi con nessuno, si libera scrivendo e la maggior parte delle volte, finisce per creare veri e propri capolavori senza neanche rendersene conto.
Lui sembra tanto forte e vuole mostrare ciò, ma in fondo è fragile come tutti noi, se non di più.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
