Federico's pov.
Io e la mia ragazza siamo rimasti soli in auto, bloccati nel traffico.
Io le tengo una mano poggiata sulla coscia, coperta da un tessuto leggero del vestito estivo che indossa. Nonostante sia ormai iniziato settembre, fa ancora parecchio caldo.
Sono contento, perché finalmente i nostri migliori amici sono tornati assieme.
O meglio, ci stanno tornando ed io quindi devo fare un'altra cosa, che mi mette un po' d'agitazione.
È una cosa bella, sì, ma che mi mette un po' sotto pressione.
«Visto che ormai siamo preparati per uscire, che ne dici se andiamo a mangiare qualcosa?» propongo io a Fran.
Lei immediatamente annuisce, aggiungendo che le stia brontolando lo stomaco da secoli.
Io rido spontaneamente, mentre il suo viso prende 10 espressioni diverse in circa un minuto.
Ad essere sincero, sono io il primo che sta iniziando ad avere parecchia fame.
Fino ad ora non ci avevo pensato, forse per la troppa adrenalina in circolo, ma ora la cosa cambia.
«Anche se ti avviso, dopo devo dirti una cosa» aggiungo immediatamente.
Dopo circa 20 secondi, penso che forse avrei dovuto evitare di farlo, perché a queste mie parole lei risponde agitandosi.
«Ma scusami, perché devi annunciarmelo prima? Dimmelo e basta!» sbotta imbronciandosi.
Dopo ciò, rido ancora di più e lei in risposta mi schiaffeggia il braccio, innervosita.
Sono consapevole sia una persona parecchio curiosa e forse l'ho provocata fin troppo con le mie parole.
In ogni caso, mi tempesta di domande per tutto il tragitto fatto in auto.
Sono molto divertito da tutto ciò, però non so quanto ancora sopporterò.
«Se vuoi lasciarmi però, dimmelo ora» borbotta ad un certo punto, guardandomi preoccupata.
A questa affermazione divento più serio e le prendo immediatamente una mano, intrecciando le nostre dita e accarezzandole la nocca con il pollice.
«Non potrei mai volerti lasciare, anzi...tutt'altro!» le rispondo, stimolando così ancor di più la sua curiosità, ma questa volta, senza farle fare pensieri tristi.
Credo però che se non le dirò presto ciò che voglio, mi inizierà a schiaffeggiare.
Appena arrivati nel posto desiderato, le prendo una mano, nuovamente, mentre raggiungiamo un tavolino posto in semioscurità ma che rende tutto più intimo.
Lei toglie la sua mano dalla mia, mettendo su un broncio e un'espressione accigliata.
«Prima mi dici ciò che devi e poi mi potrai prendere la mano» annuncia, sedendosi comodamente sul divanetto bordeaux del locale.
Credo sia decisamente arrivato il momento e mentirei se dicessi che non ho neanche un briciolo di ansia.
«Allora...» inizio a dire, tenendola sulle spine e facendola innervosire ancora di più.
«Come sai bene, Rob e Ben partiranno per New York in questi giorni e quindi resterò a casa da solo per un po'» aggiungo.
Lei mi ascolta, ma a quanto pare ancora non ha capito dove voglio andare a parare e le sue sopracciglia sono aggrottate più di prima.
«Ti va di farmi compagnia a casa e stare tutto il tempo con me?» le domando finalmente e il suo viso s'illumina a questa richiesta. Ora è decisamente più rilassata.
«Federico, mi stai proponendo una specie di mini-convivenza?» mi domanda con gli occhi che le brillano ed io annuisco.
Effettivamente direi proprio che le ho proposto ciò e non vedo l'ora di vederci in questi nuovi panni. Credo che dopo questi giorni, la nostra relazione passerà ad un livello superiore.
In realtà, già ora, sto vagando molto con la fantasia e pensando abbastanza al nostro futuro.
«Non so se ti conviene, perché dovrai sopportarmi 24 ore su 24, ma per me è un assolutamente sì» mi risponde, stampandomi un bacio sulle labbra e sorridendomi.
«Guarda amore, credo di poterti sopportare anche tutta la vita, amore» le rispondo spontaneamente, dopo averle poggiato una mano sulla coscia e aver fatto un po' pressione su questa, beccandomi un'occhiataccia.
«Credi? Non ne sei sicuro?» mi domanda in tono di sfida, ma non ho il tempo di controbattere, perché il cameriere ci raggiunge e ci chiede cosa vogliamo ordinare.
Stasera siamo più in sintonia che mai e praticamente abbiamo già la testa alla settimana che passeremo assieme.
Sono un po' preoccupato perché lei non è capace per niente a cucinare ed io me la cavo, ma neanche così tanto, quindi suppongo mangeremo pizza un giorno sì e l'altro pure, sia a pranzo che a cena e forse anche a colazione.
«Secondo me dopo questi giorni passati assieme, mi vorrai lasciare perché mi troverai più insopportabile che mai» mi dice lei dopo aver addentato il suo panino, fra l'altro, sporcandosi il labbro inferiore di ketchup.
«Insisti con il fatto che ti possa lasciare? Vuoi capire che questo ragazzo che ti trovi davanti non ce la fa senza di te e che non ti lascerà mai?» dico in tono scherzoso, pulendole poi le labbra con un bacio. In realtà, ora come ora, le cose stanno veramente così e non sto scherzando.
«Ho bisogno di una ragazza scema nella mia vita» aggiungo ancora per poi ridere. Lei mi guarda male e mette il broncio, facendomi ridere ancora di più.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
