Federico's pov.
Dopo l'ennesimo grazie e il lancio della mia maglietta al pubblico, rientro dietro le quinte, ma in un angolo appartato, dove probabilmente nessuno mi vedrà. Attendo lì, senza farmi vedere da nessuno, finché non vedo che la struttura dove prima c'erano tutti i fans, è ormai vuota e libera.
Mi avvicino al bordo del palco, per poi sedermi lì, con i piedi a penzoloni che finisco per fissarmi. Molto interessante, devo dire.
Non so perché, ma non ho la ben che minima voglia di stare con tutti gli altri.
Sarà che il mio primo concerto lo immaginavo diversamente. O meglio, è stato meraviglioso ed i fans sono stati spettacolari, ma fra loro, mi immaginavo ci sarebbe stato qualcuno in particolare, ma così non è stato.
Sono stato benissimo su quel palco, mi sono sentito da Dio mentre cantavo, eppure, non ho smesso mai di pensare a lei, a cui ho dedicato anche "Lettera".
L'ho fatto, ma tanto, non lo scoprirà mai.
Perso nei miei pensieri, sobbalzo, quando sento qualcosa cadere.
Penso sia qualche pezzo della batteria.
«Richi, che hai combina...» ma mentre parlo, mi blocco.
Davanti a me, o meglio, a poco da me, fra la batteria e una parte del palco, c'è l'ultima persona che mi sarei mai immaginata di vedere: lei.
«Che ci fai qua?» dico in un sussurro. Non so neanche se lei sia riuscita a sentirmi.
«Lo so che probabilmente sono la persona che meno vuoi vedere in questo momento, ti ho fatto del male e quindi lo capirei se mi odiassi» dice lei a sua volta, avvicinandosi a me, facendomi segno che vorrebbe sedersi accanto a me. Io le faccio capire che se vuole, può farlo.
«Stronzate. Odiarti è l'ultima cosa che sto facendo o che in generale farei nella vita» rispondo, nuovamente sussurrando. Odiarla? Veramente pensa che potrei odiarla?
Siamo seduti uno accanto all'altro, le nostre spalle si sfiorano e siamo di nuovo così vicini.
Lei non lo sa, ma probabilmente la sto amando ora più che mai.
E vorrei abbracciarla, ma non mi muovo, resto fermo e immobile, probabilmente con un'espressione incomprensibile. Non so neanche io come sto in questo momento.
Sono stupito, questo è poco ma sicuro.
Ha la mia felpa addosso e notando ciò, non posso far a meno di abbozzare il sorriso.
Anche durante la nostra videochiamata indossava qualcosa di mio. Ed in effetti, anche Rob mi aveva avvisato che non indossasse altro.
«Fe', mi dispiace» dice con voce strozzata, iniziando a piangere.
«Non dovevo lasciarti e farti soffrire. Ho fatto una stronzata, scusami. Ora capisco anche se non mi vuoi vedere mai più, se magari vuoi cacciarmi, fallo, lo capisco» aggiunge, strizzando gli occhi e stringendosi con le sue stesse braccia.
Non so che fare, in questo momento, quindi decido, per una volta, di seguire l'istinto.
«Ehi» la richiamo, mettendole un braccio dietro alla schiena, accarezzandogliela con dolcezza.
«Stai dicendo un mucchio di stronzate. Mi sei mancata. E certo, non posso negare di sentirmi molto strano in questo momento, non pensavo saresti tornata da me, pensavo di averti persa. E ho sofferto abbastanza, ma sarei un falso se non ti dicessi che mi sei mancata da morire e che nonostante tutto, io ti ami» le sussurro ad un orecchio, avvicinandola a me.
Sento il suo profumo e capisco quanto anche questo mi sia mancato.
Spalanca gli occhi, ormai rossi dal pianto e mi guarda con dolcezza.
«Mi perdonerai mai per quello che ho fatto? Io, non volevo farti soffrire, davvero, solo...ero nervosa e triste, mi sei mancato così tanto e pensavo che standoti lontano, avrei sofferto di meno... ma in realtà non ho fatto altro che soffrire di più e ho fatto soffrire anche te...e non me lo perdonerò mai, io...» balbetta, giustificandosi, ma io la interrompo.
La bacio, perché al momento, tante spiegazioni non mi servono.
O meglio, ci ho pensato tanto a quello che mi ha urlato quando mi ha lasciato e nonostante, le cose sarebbero potute essere gestite meglio, senza abbandonarci a vicenda completamente, non la incolpo per la scelta presa in precedenza.
Non le ho dato troppe attenzioni per un po', c'ha ragione.
È anche vero però che alcune decisioni, non dipendono da me.
Glielo vorrei spiegare, ma in questo momento, l'unica cosa che mi riesce è baciarla, mentre lei mi scombina i capelli.
Sì, mi è decisamente mancato tutto ciò.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
