Sedicesimo capitolo.

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Federico's pov.
«Credo di dover andare, Fe'» mi sussurra la mia ragazza, staccandosi lentamente e dalle mie labbra. Le sue sono un po' arrossate e gonfie per tutti i baci che abbiamo scambiato.
Ogni volta, dopo qualche bacio, si è fermata, si è staccata ed ha iniziato a parlare, dicendo ciò che pensava, perché  non riesce a non esprimersi e dire ciò che pensa. È buffa come cosa. A volte, come in questo caso con lei, le persone pare che non riescano a non esprimere il loro parere, le proprie idee. Spesso vorrei essere anche io così, ma poi non ci riesco e finisco per stare in silenzio, con le labbra serrate, ad ascoltare gli altri parlare.
«Forse si, dovresti» le rispondo io sottovoce, accennando un sorriso. Lei si sistema i capelli, guardandosi nello specchietto della mia auto, mentre io la osservo. Dopo di che, apre la portiera lentamente, girando il volto verso di me, guardandomi con un sorriso. Si china verso il mio viso.
«Mandami un messaggio quando arrivi a casa, va bene?» esclama, stampandomi un altro bacio, mentre io la tengo stretta per i fianchi. Annuisco, baciandole di nuovo le labbra, arrivando a mordicchiargliele. I suoi capelli mi sfiorano il viso, le sue mani mi sfiorano il collo e non vorrei lasciarla andare, ma credo di dover per forza.
Si allontana da me, mi sorride nuovamente con dolcezza, sgattaiolando via dalla mia auto, per poi dirigersi verso il cancello del suo condominio. Mi saluta con una mano, scomparendo nell'androne grande ed illuminato. Poi metto in modo l'auto, per tornare a casa mia. Il viaggio di ritorno lo passo a pensare, sorridere, ascoltando la musica a basso volume, utilizzandola come sottofondo, senza cantare, stranamente.
Sono davvero rilassato, felice e ammetto che non mi capitava da molto. Dopo parecchio tempo, ho di nuovo una ragazza. Certo, mi è capitato di sentirmi con alcune ragazze in questo lungo periodo, ma nulla di serio, perché nessuna riusciva a prendermi per davvero, mentre adesso sembra essere una cosa completamente diversa. Lei mi piace e voglio conoscerla sempre meglio, sempre di più, voglio capire cosa le passa per la testa, voglio capire ciò che pensa, ciò che vuole, ciò che spera. Lei parla sempre, ti riversa addosso il suo mondo, le sue idee, le sue aspettative, i suoi sogni e così facendo, ti fa sentire importante.
A volte le persone ti fanno sentire speciale, importante con cose molto semplici: dedicandoti sguardi, sorrisi, rassicurandoti o anche solo preoccupandosi per te, come lei ha fatto adesso con me, dicendomi di avvisarla quando arriverò a casa.
Non so davvero come sia possibile dato l'orario, visto che sono le 4 del mattino circa, ma c'è traffico. Capisco sia halloween e tutti stiano tornando a casa dalle rispettive feste o serate nei locali, ma non m'aspettavo ci fosse tutta questa gente per strada.
Mi sta venendo nuovamente voglia di cornetto, però credo che da oggi, lo prenderò quasi sempre con la biondina, perché è divertente vederla indaffarata a mangiare tutta contenta, mentre finisce per sporcarsi con la nutella e lo zucchero a velo, come fosse una bambina. Sorrido pensando alla scena dolce, tamburellando le dita sul volante dell'auto. Man mano, la strada si libera e dopo aver fatto attenzione a non investire 4 zombie, 7 fantasmi e 2 vampiri, riesco a tornarmene a casa. Poco dopo il mio arrivo, bussano alla porta e scopro sia il mio compagno di band. Entra in casa, togliendosi la giacca di pelle, che lancia sulla poltrona, e poi si siede accanto a me sul divano posto al centro del salotto. Io sono impegnato a fare zapping alla tv, anche se mi rendo conto sia tardi e dovrei andare a dormire, ma sono fin troppo entusiasta e non credo riuscirei a prender sonno.
«Allora fringuello, che hai fatto?» mi domanda Ben con un grande sorriso, mentre mi ruba il telecomando dalle mani e si distende.
«Stiamo insieme» dico soddisfatto con un sorriso da deficiente stampato in volto. Forse dovrei smetterla. Forse. Mi dà un'energetica pacca sulla spalla. Sembra contento.
«Finalmente!» mi urla dopo essersi avvicinato decisamente troppo al mio orecchio.
«Ma sei coglione?!» esclamo io infastidito, posandomi una mano sull'orecchio. Urla peggio di Fran e non è un'impresa tanto semplice. Lui mi alza il dito medio, per poi prendere il cellulare fra le mani ed aprire Twitter, per rispondere alle nostre sostenitrici che pian piano stanno aumentando sempre di più e ciò che non potrebbe renderci che fieri e felici.
«Adesso mi abbandonerai per stare sempre con la tua ragazza e limonare?» mi domanda lui, facendo un'espressione triste ed io lo guardo male. Non ho intenzione di abbandonare nessuno, perché non potrei mai. Non potrei mai abbandonare le persone che mi sono sempre state accanto e mi hanno reso ciò che sono. Poi mi chiede se sono felice, facendo un'espressione seria. Ben è il tipo che si preoccupa veramente per le persona a cui tiene, anche se forse conoscendolo superficialmente non sembra. Dà agli altri l'idea di essere una persona abbastanza distaccata, ma in realtà è speciale ed è un grande amico.
«Si, lo sono» balbetto in imbarazzo. Poi prendo il telefono fra le mani, mandando un messaggio a Francesca, dicendole che sono arrivato a casa. Lei mi risponde poco dopo, dicendomi che non riesce a dormire e che quindi si è messa a vedere i video miei e di Ben su Facebook. La cosa mi fa molto piacere e spero vivamente che apprezzi il nostro lavoro.
Come se m'avesse letto nel pensiero, mi scrive che siamo bravissimi ed io non posso che sorridere.
"La cover della canzone di Ligabue, tu sei lei. È qualcosa di spettacolare, ciao" mi scrive ed io la ringrazio. È davvero dolce. E ricordo ancora quando abbiamo registrato quella cover. Ricordo l'emozione, l'ansia, la paura. Ricordo tutto come e l'avessi fatto ieri.
"Mi sa che devo aggiornare Rob riguardo ciò che è successo stasera. Buonanotte e sogni d'oro, piccolo zombie!" mi scrive per messaggio, aggiungendo a fine frase un cuoricino blu. È il suo colore preferito ed in realtà, è anche il mio.
Quella balena di Benjamin, si alza e solennemente dice di avere fame, poi si dirige in cucina, lasciandomi solo. Quel tipo mangia sempre, poi puntualmente fa passare me per un mangione.
Guardo fuori dalla finestra e constato che se continuiamo così, vedremo l'alba. E non sarebbe neanche una cosa tanto negativa, se non dovessimo alzarci per andare a lavoro fra qualche ora. Forse è meglio che io non dorma, altrimenti non mi sveglio più.
Il mio socio torna con un pancarrè fra le mani, che praticamente divora in un minuto circa. Sembra essere particolarmente di buon umore e decido di chiedergli il perché, anche se in fondo credo già di saperlo: Roberta.
Ben non mi risponde e mentre aspetto lo faccia, riprendo il cellulare fra le mani, aprendo la chat con la mia ragazza, salvata ancora in rubrica con il suo nome per esteso. Mi sa che devo cambiarlo. E mi domando vivamente come io possa darle la buonanotte in modo carino. Non sono per niente bravo in queste cose.
"Buonanotte, piccola bimba" le scrivo di getto, aggiungendo anch'io un cuoricino. E non so esattamente perché io l'abbia chiamata così. Non so neanche perché io adesso l'abbia salvata come "bimba" in rubrica. Forse perché a volte sembra seriamente una bambina buffa. Sicuramente lo sembra mentre mangia cornetti alla nutella, mentre si guarda in giro con curiosità, con voglia di conoscere nuove persone, nuovi luoghi, nuovi cose, o quando si avvicina insicura a me, quando si preoccupa di dare fastidio. Sembra una bimba, ma in senso positivo ed io credo veramente di averle trovato un nomignolo più che giusto.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora