Francesca's pov.
Mi sveglio con un terribile dolore alla testa, oltre che una nausea tremenda e lentamente apro gli occhi a causa della luce che entra dalla finestra della camera di Rob. Ieri sera non abbiamo pensato ad abbassare le tapparelle ed ora ci ritroviamo così.
Ho sempre odiato la luce mattutina che ti finisce addosso mentre dormi, svegliandoti fastidiosamente. Sembra di avere un faro puntato nell'occhio! Ora sogno che una nuvola mi venga a salvare, mettendosi fra me e il fastidioso raggio di sole, proteggendomi.
Mi guardo attorno, intontita, notando la mia amica stesa a dormire su un fianco, con il viso rilassato. Sembra una bambina ed è tanto dolce e mi piacerebbe vederla più spesso così, perché purtroppo molte volte il suo umore viene rovinato da altri. La guardo un altro secondo e la sua visione è così dolce, che abbozzo un sorriso, per poi sedermi al centro del letto con le gambe incrociate, per poi sentire un odore particolarmente piacevole e nuovo, mai sentito prima. Sono letteralmente fissata con i profumi, gli odori, soprattutto quelli dellepersone che mi stanno accanto.
Prendo il mio cellulare che è poggiato sulla scrivania della mia amica. Sono molto curiosa di vedere che figure di merda ho fatto ieri, mandando messaggi o registrazioni audio. Ora come ora, non ricordo molto. O meglio, ricordo in generale ciò che è successo, ma ci sono momenti della serata che è come se non avessi vissuto. Ma il mio attimo di smarrimento non dura tanto, perché mi basta leggere la notifica "nuovo messaggio da: Olaf", per ricordare tutto, come per magia.
Mi copro il volto con le mani, come se servisse a qualcosa, come se potesse cancellare ciò che è successo ieri. Mi ripeto almeno venti volte che sono un'idiota e che ho fatto seriamente la figura da scema, poi ridacchio stizzosamente e nervosamente. Solo a me possono capitare certe cose, a quanto pare.
Ricordo il volto del ragazzo, la sua voce mentre cantava e il suo sguardo curioso, confuso, quando il mio drink si è riservato addosso a lui. In realtà ricordo anche il suo bellissimo addome, che si notava dalla maglia bagnata, ma sono particolari irrilevanti, o forse no. Capisco pure che l'odore particolare che continuo a sentire, è proprio quello del ragazzo. Il suo odore, su di me. Il mio vestito si è impregnato del suo bellissimo profumo, da quando gentilmente, lui mi ha preso fra le sue braccia per accompagnarmi nell'auto di Rob.
Pensandoci, è stato veramente gentile, nonostante le circostanze non giocassero proprio a mio favore, in quel momento. Sorrido al pensiero del ragazzo ed esco dalla camera della mia migliore amica.
La madre e la sorella minore di lei, sono sedute al tavolo della cucina, impegnate a fare colazione. Io le saluto educatamente, dando il buongiorno, per poi chiudermi nel bagno della casa, con non poche difficoltà, a causa dei forti dolori che ho. Però, ad eccezione dei postumi, non posso negare che sia stato particolarmente divertente, anche se avrei preferito non fare brutte figure con un ragazzo così carino. Comunque mi sentivo leggera e spensierata, libera, pure troppo, a quanto pare.
Faccio una doccia veloce, indosso dei jeans scuri, una maglia a maniche lunghe, un cardigan e un paio di scarpe da ginnastica, per poi tornare dalla mia amica che trovo finalmente sveglia.
«Ubriacona, come hai dormito? Bene?» mi domanda la mora, abbozzando un sorriso. Le scompiglio i capelli e in tutta risposta, lei fa il suo solito verso, "gne gne".
«Ho dormito. Ora la testa mi sta scoppiando e potrei vomitare da un momento all'altro, ma comunque... sei pronta per riprenderti il cellulare?» le chiedo, sedendomi sul suo letto e legandomi i capelli in una comoda coda di cavallo. Appena tornerò a casa mia, farò un grande shampoo. Mi stropiccio gli occhi, sbadigliando, mentre lei si alza di scatto, avvicinandosi al suo grande armadio.
«Prontissima» borbotta lei nervosamente, spostano vestiti da un lato all'altro della sua stanza.
«Comunque, credo che Olaf o come diamine si chiama, abbia salvato il tuo numero» mormora, guardandomi con uno strano sorrisetto malizioso, prima di uscire dalla stanza e chiudersi nel bagno.
Più confusa che mai, prendo nuovamente il mio cellulare, decidendo di chiamare mia madre, che appena sente la mia voce, inizia a lamentarsi del fatto che non l'abbia avvisata quando sono arrivata a casa di Rob. Mamma, direi che è stato meglio così. La rassicuro, cercando di non rispondere in modo infastidito, anche se mille domande a prima mattina, non mi sono mai piaciute, poi stacco la chiamata, stendendomi sul letto ancora sfatto.
Circa un'ora dopo, siamo nel caffè dove abbiamo appuntamento con il chitarrista, che Rob mi ha detto chiamarsi Benjamin.
Ci mettiamo nell'angolo più illuminato della sala, quello affianco ai grandi finestroni che danno sulla strada, al momento poco trafficata. Ci sediamo e Rob ordina un cappuccino, mentre io preferisco rimanere a stomaco vuoto.
Mentre sono impegnata a fissare lo schermo del mio cellulare, alzo lo sguardo e due ragazzi entrano nel bar. Sono i ragazzi di ieri.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
