Trentasettesimo capitolo.

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Benjamin's pov.
Sono con Rob a casa sua. Lei è impegnata a studiare con la schiena contro il mio petto, mentre io continuo a giocare con i suoi meravigliosi ricci, attorcigliandoli attorno alle mie dita.
Ripete ad alta voce e gesticolando e questo mi diverte non poco, ma evito di ridere, altrimenti probabilmente sarei picchiato con tanta violenza e non mi va proprio.
Penso a quanto lei ci tenga ad andare bene ed avere bei voti a scuola, mentre se penso alla mia di carriera scolastica, le uniche cose che mi vengono in mente sono note, brutti voti e delusioni per la mia famiglia.
Ma ora, mi sto riscattando con la mia musica, rendendo fiere di me tutte le persone che ho sempre e solo deluso. O meglio, io ho sempre pensato di deludere, anche se non mi è stato mai detto apertamente, forse perché mi hanno sempre voluto tutti troppo bene.
Mentre la mia ragazza ripete per l'ennesima volta un argomento di fisica che le serve per un compito che deve fare, mi viene in mente che questo sia il momento perfetto per attuare uno scherzo che ho già ideato qualche giorno, a cui seguirà una bella sorpresa per il suo compleanno che sarà fra due giorni.
«Amore» dico, richiamando la sua attenzione.
Lei gira immediatamente il viso verso di me, perplessa e con le sopracciglia aggrottate.
È veramente molto carina, così.
«Io purtroppo non ci sarò al tuo compleanno...devo andare a Milano per la Warner. Non ti dispiace, vero?» le dico, mentendo.
In realtà ci sarò eccome, però voglio farle credere il contrario e sorprenderla. Anche perché so quanto ami le sorprese. 
Lei poggia il libro che aveva pochi secondi fa fra le mani sulla scrivania, alzandosi e allontanandosi da me.
«Stai scherzando, vero?» mi domanda, portandosi le braccia incrociate al petto.
Ha un'espressione indecifrabile al momento.
Io come risposta, faccio "no" con la testa.
«Seriamente me lo domandi? Credi che non mi possa dispiacere? Penso veramente che non mi interessi che tu ci sia al mio compleanno?» mi domanda, mentre i suoi grandi occhi si socchiudono in due fessure sottilissime.
Credo di averla fatta proprio incazzare, ma ben o male sapevo a cosa sarei andato incontro, dicendole una cosa del genere. Devo essere forte e non cedere.
«Non dico questo, però...beh, pensavo non ti sarebbe dispiaciuto più di tanto» rispondo semplicemente, facendo spallucce.
Forse sto rischiando la vita in questo momento, me ne rendo conto, ma sto solo pensando alla sua espressione quando mi vedrà il giorno del suo compleanno.
«Beh, ti sbagliavi e forse non hai capito molto come sono fatta. Mi dispiace e pure molto, perché ci tengo a quel giorno. Ma non fa nulla, okay, lo passerò a casa da sola, non è un problema» dice con una calma assurda, mentre le lacrime iniziano a rigarle il volto. Non volevo piangesse, non volevo proprio.
Mi alzo dal suo letto mi avvicino a lei, mentre borbotta a ripetizione dei "vaffanculo". Cerco di stringerla a me, abbracciarla e asciugarle le lacrime, ma lei mi respinge, chiudendosi in sé stessa.
«Benjamin, non è il momento. Vai a casa, per favore» mi dice, dandomi le spalle.
«Ma non voglio lasciarti sola» ammetto sincero, sfiorandole un braccio che però lei ritrae di scatto.
«Non fa nulla, non fa niente. Vai a casa, veramente. Ho bisogno di stare da sola come ci starò fra due giorni» sbotta nervosa, iniziando a camminare avanti e indietro.
«Ma non sarai sola...puoi organizzarti comunque con i tuoi amici» le consiglio.
Mi sento incredibilmente in colpa e vorrei dirle la verità. Allo stesso tempo però non voglio, perché voglio farle una sorpresa. Che devo fare?
«Ora non sono affari tuoi quello che farò o non farò al mio compleanno. Ciao Ben» mi dice fredda, mentre si dirige verso la sua porta di casa, spalancandola.
Nonostante lei non voglia, la stringo in un abbraccio veloce, lasciandole un bacio fra i capelli.
Lei non mi parla, non mi dice niente e resta immobile.
«Prometto che mi farò perdonare, piccola. Ti amo, ricordalo» le dico con dolcezza, mentre le accarezzo la schiena.
Lei si libera dalle mie braccia, silenziosa, sedendosi nuovamente sul letto.
Sembra così piccola in questo momento. Più del solito, per essere precisi.
Non vedo l'ora di farla felice di nuovo. Non vedo assolutamente l'ora, anche perché in questo momento sono consapevole di essere stato piuttosto stronzo.
Dopo esser uscito dal cancelletto di casa di Rob, prendo la mia auto.
Ora devo andare a comprarle il regalo, che per fortuna, già ho scelto e so che la renderà felice.
Vorrei tanto che il suo primo compleanno con me, fosse indimenticabile.
In realtà, credo che già lo sia, ma in senso negativo ed io non voglio assolutamente questo.
Quando sono diventato il suo ragazzo ho promesso a me stesso che l'avrei resa felice, perché se lo merita e perché è una ragazza speciale, che non è stata capita, in passato.
Io sono veramente fortunato perché lei è la mia ragazza e perché ho capito com'è.
Voglio solo renderla felice, ora.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora