Sessantanovesimo capitolo.

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Federico's pov.
Se ho paura di un rifiuto? Tantissimo.
Ho una paura tremenda.
Dopo le cose successe negli ultimi mesi, sarebbe impensabile non avere paura.
Dopo averla quasi persa, ogni cosa che faccio, la faccio con timore.
So che è sbagliato, soprattutto perché lei mi ama e l'ha fatto anche durante quei giorni in cui siamo stati separati e lontani, però ora non riesco a non avere la costante paura che succeda qualcosa che ci porti di nuovo a lasciarci.
Però voglio farlo, voglio farle questa domanda e sperare con tutto il cuore che lei mi dica di sì.
Anche perché, se accettasse, avremmo la possibilità di unirci ancor di più.

Mi continuano a sudare le mani esageratamente e non mi permettono di avere una presa solida sul volante.
Io e Benjamin stiamo in auto e stiamo andando a prendere le ragazze che ci stanno aspettando già assieme.
«Dai zio, che ce la fai!» mi rassicura il mio migliore amico.
Ecco, ora sono ancora più agitato e sto sudando anche il resto del corpo, nonostante siamo all'ultimo giorno dell'anno e faccia tutto tranne che caldo.
Di scatto, spengo l'aria calda dell'auto.
«Ma sei impazzito, mi vuoi far congelare?» mi domanda Ben, senza ricevere neanche una mia mezza risposta.
Quando sono agitato, è così: parlo pochissimo e resto a macchinare pensieri su pensieri, che si accumulano fra di loro, rendendomi solo più nervoso.

Basterebbe soltanto credere un po' di più in me e tutto ciò non accadrebbe.

Arriviamo finalmente a casa di Rob, dove sono entrambe le ragazze.
Io e Ben usciamo dalla macchina, aspettando le ragazze fuori il cancello della casa.
Ora che sono in piedi, mi rendo conto che non riesco a stare fermo neanche un istante.
Perfetto, sembro un cretino.

Aspettiamo qualche minuto e poi le ragazze escono di casa.
Fermo con le mani nelle tasche, sobbalzo quando vedo la mia di ragazza.
Sarà che sono agitato, che non sto capendo veramente nulla e ho il cervello fuso, ma stasera mi sembra ancora più bella del solito.
E già normalmente, credo sia la ragazza più bella che io abbia mai visto.

Mi sembra di essere un po' tornato al giorno in cui ho capito di amarla.
E no, non intendo di quando gliel'ho detto.
Intendo proprio quando l'ho capito: vedendola vestita nel modo più semplice possibile, con i capelli scombinati, struccata ed ho sentito il cuore sobbalzare, tanto da portarmi una mano sul cuore.
Certo, ora è molto preparata, vestita elegante (anche se non vedo quasi nulla, visto il cappotto nero e lungo che indossa), con i capelli e il trucco sistemati.
Ma ho la tachicardia come quel giorno.

Mi si avvicina, stampandomi un bacio sulle labbra e sento il profumo fortissimo che si è spruzzata.
«Tutto bene?» mi domanda con un tono di voce particolarmente alto, mentre mi poggia una mano sulla spalla.
«Sì» le rispondo, per poi aggiungere immediatamente dopo un «sei bellissima, amore mio».
Mi sorride dolcemente ed io non posso fare a meno di baciarla nuovamente.
Poi mi sento costretto a dovermi staccare, altrimenti non arriveremo mai a destinazione.
Anche se non vorrei.

Alzo lo sguardo e noto che i nostri migliori amici ci stanno osservando.
Rob mi mostra il pollice all'insù, cercando di incoraggiarmi, eppure mi sembra che la mia mente sia ancora più offuscata di prima.

Per fortuna arriviamo a destinazione velocemente.
Passeremo il capodanno in una grande villa affittata con tutti i nostri amici. E gli amici di amici.
Una volta parcheggiata l'automobile ed essere uscita da questa, prendo per mano la mia ragazza ed assieme ai nostri migliori amici, ci dirigiamo verso l'entrata.
La villa è già strapiena di persone e pochi minuti dopo essere entrato nella sala principale, mi ritrovo circondato da persone, ma non lascio neanche un secondo la mano a Fran, che continua ad osservarmi piuttosto curiosa.
Penso abbia capito ci sia qualcosa di strano, perché lei 'ste cose le capisce sempre e tutto questo è solo una prova di quanto mi conosca.
Per fortuna, o per sfortuna, fra tutta questa gente non credo mi domanderà cosa mi prende ed io, non potrò risponderle.

Ci ritroviamo in compagnia a mangiare e a ridere e la mezzanotte si avvicina sempre di più.
Quando noto che mancano circa 5 o 6 minuti, mi decido: è il momento.
Sarei ridicolo se non ammettessi che ho il cuore mi sta per scoppiare.

Mi avvicino a Francesca, che è di spalle, avvicinandomi al suo orecchio.
Sobbalza a questo mio gesto e quando nota sia io, mi sorride e mi accarezza una guancia.
«Piccola, puoi venire un attimo con me?» le domando con un filo di voce.
Lei aggrotta le sopracciglia, probabilmente preoccupata da questo mio atteggiamento, ma nonostante questo, annuisce.

Probabilmente questo nuovo anno sarà veramente speciale.
O forse no.

Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|La tua prossima ossessione. Scoprilo ora