Benjamin's pov.
Io e la mia ragazza siamo al mare, rilassati più che mai.
Siamo stesi su due lettini vicini, intenti a prendere il sole -anche perché siamo uno più pallida dell'altra e ne siamo più che consapevoli- ed io non potrei desiderare di meglio.
Abbiamo passato la giornata a buttarci in acqua a vicenda e a schizzarci come se non ci fosse un domani, come se fossimo bambini piccoli.
Mi rendo conto che prima di ora non avevo mai avuto un rapporto così con nessuno in precedenza.
Non avevo mai avuto un rapporto così pieno di passione, complicità e divertimento. Sto così bene.
Apro gli occhi tenuti chiusi per un po' e mi giro verso di lei, stesa con le cuffie nelle orecchie, più rilassata che mai.
Vado a fare una doccia veloce sul lido e gocciolante di acqua, mi stendo su di lei, che inizia ad urlare come una matta, guardandomi malissimo.
«Benjamin Brian, tu sei proprio un cretino!» mi dice arrabbiata, tenendomi il broncio.
Le poso il telefono e le cuffie nella borsa, ricevendo uno sguardo confuso, per poi prenderla fra le mie braccia e correre verso il mare.
Lei mi continua a dire istericamente di metterla giù, ma io lo faccio soltanto quando l'acqua ormai mi arriva al petto.
Quando esce dall'acqua, mi tira un paio di schiaffi sulle spalle, per poi ricordarmi che io sia uno scemo.
«Ma tu mi ami pure per questo» le dico malizioso, facendole la linguaccia e arricciando il naso. «Gne gne» mi risponde lei ed io la bacio.
Fosse per me, neanche mi staccherei più.
Si incolla alle mie spalle ed io la trascino verso la riva, ma prima di arrivarci, mi blocco in un attimo, dopo aver sentito il mio nome chiamato da una voce che riconosco non subito.
Solo dopo aver visto chi mi abbia chiamato, mi sento strano per davvero, mi sento uno schifo.
«Ciao Ben!» mi esclama la ragazza in questione, avvicinandosi.
Sento le unghie della mia ragazza conficcarsi nella mia pelle, mentre mi stringe con forza il bicipite, ma non dico nulla, resto fermo ed immobile.
«Non dirmi che non ti ricordi di me, dai» dice la ragazza dai capelli lisci, lunghissimi -più di quanto ricordassi- e nerissimi, che ormai mi è di fronte.
«Sì, mi ricordo, Sonia» le rispondo freddamente.
In contemporanea Rob chiede dalle mie spalle chi sia questa.
Dopo aver sentito la mia risposta e il nome della ragazza però capisce, perché lei sa chi è lei.
È la mia ex ragazza.
«Come stai, tesoro?» domanda Sonia.
Sento Rob agitarsi alle mie spalle, spostandosi poi al mio fianco e sfiorandomi la mano.
«E lei chi sarebbe?» domanda ancora la ragazza con un tono di voce molto strano, direi anche antipatico.
«Io sono Roberta, la sua ragazza e dovrei essere io a fare questa domanda a te» risponde la mia ragazza, facendo all'altra un sorriso finto e probabilmente di sfida, mentre incrocia le braccia sotto il seno. Fiero della mia piccola.
Non posso dire di essere fiero di me però. Mi sento molto a disagio e non riesco a spiccicare neanche mezza parola.
In più in un attimo mi sono tornati alla mente tutti i momenti in cui la mia ex mi ha fatto stare male e mi ha fatto sentire un cretino e quindi mi sale un grande fastidio.
«Che c'è? Non ti sono mancata neanche un po'?» mi domanda Sonia.
Con che coraggio me lo chiede? Ma poi davanti alla mia attuale ragazza...
«No tranquilla, non gli sei mancata per nulla, è stato benissimo senza di te» risponde Rob al posto mio, prendendomi la mano e trascinandomi a riva.
È incazzata, si vede dall'espressione che ha in volto e dal modo in cui cammina -sembra voglia prendere a pugni qualcuno- e non posso darle torto, perché pure io starei così al suo posto. Corre al lettino, stendendosi sopra, senza rivolgermi la minima parola.
Io la raggiungo e inizialmente non mi preoccupo di ciò che sia appena successo.
Ma appena vedo che il silenzio della mia ragazza si prolunga, inizio ad essere un po' perplesso.
«Che succede?» le domando. Probabilmente è una domanda un po' stupida, un po' azzardata, ma non capisco veramente cosa io abbia fatto di sbagliato.
Inizialmente lei resta in silenzio, guardandomi malissimo, poi parla.
«Me lo chiedi seriamente? Che succede? Nulla! Abbiamo solo appena avuto un incontro ravvicinato con la tua ex, che a proposito, non mi potrebbe stare più sulle ovaie di così. E tu che hai fatto? Sei rimasto in completo silenzio tutto il tempo! Ti ha chiamato anche "tesoro", facendomi venire la nausea e tu non hai detto nulla, zero» sbotta lei nervosa, parlandomi quasi tutto il tempo con tono ironico e stizzito.
Poi si alza di scatto dal lettino e recupera le sue cose.
Le chiedo dove stia andando, non riuscendo a spiaccicare nessun altra parola.
So che in fondo ha ragione, ma io in quel preciso istante non sapevo cosa dire, cosa fare.
«Io vado in hotel a fare una doccia. Tu fai quello che vuoi, vai a parlare con quella là, resta qua, non lo so, non mi interessa» borbotta, prima di girarsi di spalle e camminare verso il lido.
«Torno con te. Se non ci stai tu, non mi interessa proprio rimanere in spiaggia» l'informo.
Lei si gira, segno che mi ha sentito, poi prosegue verso il suo obiettivo.
Cammina velocemente e sparisce per le strade del lungomare prima che io possa raggiungerla.
Mi è venuto mal di testa -anche a causa del sole e del caldo- ed in più sono molto confuso.
Non vedevo Sonia da tanto tempo -per fortuna- e non sono riuscito a comportarmi normalmente, ma non volevo che la mia ragazza si infuriasse o ingelosisse, visto che amo solo lei, nel modo più sincero e profondo.
Però, la visione della mia ex, mi ha scombussolato.
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Come Un Fulmine A Ciel Sereno. |Benji e Fede|
FanfictionA volte la vita può sorprenderti. Una serata, può cambiare il tuo futuro, donarti amicizia, fiducia, amore. Una serata, può mandare all'aria tutto ciò che ti eri prefissato precedentemente. Un serata in cui arrivano nuove persone nella tua vita, co...
