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"Compro!" Esclama Marco contando i soldi per acquistare Via Roma. Stiamo giocando a monopoli da almeno un'ora e ne mancano altre diecimila. È interminabile questo gioco.
"Smettila! Hai acquistato tutto!" Esclama Martina mentre tira i dadi e si becca la prigione. Sbuffa incrociando le braccia al petto mentre getta la schiena indietro sul divano.
Kevin l'osserva mentre lei mostra il broncio e scoppia a ridere. Martina ha legato subito con tutti da quando sono arrivati prima di cena e non hanno fatto altro che parlare.
"Tocca a te, Ale." Lo richiamo mentre è intento a fissare Martina e Kevin.
"Comunque, voi andate via domani mattina?" Domanda proprio Kevin e i ragazzi annuiscono.
"Peccato, sarebbe stato bello trascorrere delle giornate insieme al mare."
"Io rimango tutta l'estate." Annuncia Martina e Kevin si gira verso di lei sorridendo.
"Ottimo, almeno avremo sicuramente modo di rivederci." Le strizza l'occhio e lei sorride.
"Di chi è Parco del Vittoria?" Domanda Alessandro.
"Mio!" Esclama Kevin contento"Mi devi un bel po' di soldi!"
Alessandro afferra una manciata di soldi e glieli sbatte davanti mentre Kevin lo guarda confuso.
Qualcuno qui è geloso. Trattengo una risatina quando incrocio lo sguardo dì Filippo che vorrebbe sbottare a ridere da un momento all'altro. Che odio l'orgoglio.
Rimaniamo a giocare per un'altra ora ma poi decidiamo di smettere dato che i ragazzi si dovranno svegliare presto domani mattina. Inoltre Alessandro ha abbandonato improvvisamente il gioco quando Kevin ha regalato 100€ a Martina sull'orlo del fallimento e lei lo ha ringraziato con un bacio sulla guancia.
Alessandro, svegliati finchè sei in tempo perchè Kevin con quegli occhi nocciola e quei ricci è davvero un buon partito.
I miei ex compagni di liceo sono appena andati via, Giacomo sta sistemando le ultime cose in cucina ed anche mio padre è appena rientrato dalla cena di lavoro che aveva questa sera.
Filippo si sta accomodando sul divano mentre Alessandro e Michele sono andati in camera.
"Prendo solo le mie cose e me ne vado." Dice Martina entrando in camera dei ragazzi seguita da me. Normalmente lei dorme qui, ma in questi giorni in cui c'era Michele è venuta a dormire con me. Peró tipo alcune cose come prodotti per capelli o biancheria le ha lasciate in camera sua.
Quando lei entra trova solo Alessandro, forse perchè Michele è in bagno, ed io rimango fuori dalla porta ad origliare.
Prima di uscire Martina gli dice: "Divertitevi in questa settimana."
"Lo faremo, tu fai la brava."
"È buffo, mi era venuto spontaneo di dirtelo ma poi mi sono ricordata che non avevo il diritto proprio come te." Dice con voce aspra "Mi divertirò anche io."
"Martì..." sbuffa lui.
"Ti devo ricordare che mi hai lasciato tu?" Dice solo questo prima di uscire e vedere me fuori dalla porta. Tira su col naso e si fionda in camera mia. Le vado subito dietro e quando entro in stanza chiudo la porta a chiave.
"Marti..." mi avvicino a lei sul letto e la stringo a me mentre trattiene le lacrime "scusami, non dovevo invitarli a dormire qui."
"Tranquilla, dopotutto da settembre torneremo ad abitare insieme." Sorride amaramente "Resterà comunque il migliore amico di mio cugino."
"Sì, ma ora la ferita è ancora fresca." Le accarezzo la schiena.
"Lo sarà anche a settembre." Dice amaramente.
"Lo ami ancora, vero?" Le sussurro ad un orecchio e lei si morde il labbro inferiore prima di rispondermi. Ancora non ha versato nemmeno una lacrima e me lo aspettavo perchè Martina è forte e orgogliosa.
"Mi ha lasciato lui, Gin, e non posso obbligare una persona a stare con me. Forse ha già un'altra, non lo so. Peró ad oggi lui è la mia metà anche se io non sono la sua."
Appoggio le mie labbra sulla sua testa e la stringo ancora più forte. Adoro Alessandro come persona, è intelligente e gentile, peró in questo momento lo sto detestando. Sta facendo soffrire Martina inutilmente dato che dalle reazioni di stasera si vede perfettamente che ci tiene ancora anche lui.
"Anche tu sei la sua." Le sussurro ma lei scuote la testa, poi mi dice che ha sonno e si infila sotto le coperte senza neanche mettere il pigiama. So perfettamente che non dormirà, ma a volte le persone vogliono semplicemente essere lasciate sole.
Esco dalla camera facendo meno rumore possibile e vado in cucina a dare una mano a mio fratello che sta spazzando le briciole dal pavimento.
"I bambini dormono?" Mi sussurra sorridendo ed io annuisco.
Ripongo i piatti nella credenza mentre lui colpisce i miei piedi con la scopa beccandosi il mio piede sugli stinchi.
"Ginevra, posso avere una bottiglia d'acqua?" Domanda Alessandro sulla soglia della cucina.
"La devo andare a prendere in cantina, te la porto in camera." Gli dico e lui, dopo avermi ringraziato, esce.
Vado in camera sua con la bottiglia in mano e quando entro trovo Michele infilato sotto le coperte mentre guarda il telefono.
"Martina dorme?" Mi domanda Alessandro mentre gli porgo la bottiglia.
"Sì." Mento, ma giusto per evitare che vada da lei perché in questo momento più gli sta lontano e meglio è.
"Passati i bollori?" Lo provoco e lui mi guarda male.
"Te la sei cercata, amico." Borbotta Michele e Alessandro gli dice di stare zitto.
"Ho ragione, so che brucia la verità. L'hai lasciata tu, ora non ti arrabbiare se frequenta un altro." Continua Michele non ascoltandolo.
"Frequenta un altro?" Si gira verso di me e faccio spallucce, meglio lasciarlo con il dubbio.
"Il mare è pieno di pesci..." dice saggio Michele mentre ripone il telefono sul comodino "e in Spagna ce ne sono molti!"
Tira su le lenzuola fino al naso e spegne la luce con una mano.
"Se dovete chiacchierare, fatelo in silenzio." Sentenzia "Buonanotte."
"Va bene, vado..." ridacchio mentre mi alzo ma Alessandro mi afferra un polso.
"Tu me lo diresti se si sentisse con un altro, vero?"
"Ale, dormi e pensa ai pesci spagnoli." Lascio la camera con un piccolo sorrisetto in volto. È una piccola vendetta femminile lasciarlo con il dubbio.

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