Mentre cammino a passo svelto verso il tavolo con il vassoio con il pollo arrosto infilo un piede nel camioncino di mio figlio e per poco non cado a terra.
"Filippo! Quante volte ti ho detto di non lasciare le macchine e i camion in giro per casa!" Urlo mentre posiziono il vassoio al centro del tavolo.
"Veramente io ho parcheggiato fuori." Dice Filippo ridacchiando ed io lo guardo male.
"Sai perfettamente che non mi riferivo a te..." gli dico tornandomene in cucina dove Martina sta preparando l'insalata.
"Ragazzi! A tavola!" Li avviso con un po' di anticipo perchè so perfettamente che non arriveranno prima di mezz'ora.
Non ho più l'età per organizzare grandi pranzi o feste. Oggi compio quarantaquattro anni e ogni giorno mi sento un po' più vecchia nel vedere mia figlia ormai una ragazza.
"Amore, la bambina ha fatto la pupù." Entra Alessandro in cucina con la sua piccola Arianna.
"Allora cambiala." Gli risponde Martina ma Alessandro non sembra molto convinto.
"Non sai cambiare un pannolino, Ale?" Domando e lui storce la bocca.
"Così e così."
"Vieni, ti mostro io. Ma la prossima volta fai da solo!" Lo invito a seguirmi fino in camera di Filippo dove adagio la bambina sul letto e gli mostro come si fa.
"Ragazzi! A tavola!" Ripeto nuovamente, ma questa volta affacciandomi nella sala dei giochi, un piccolo spazio in soffitta che Andrea ha realizzato per tenere calmi i bambini. In realtà ormai i bambini si sono trasformati in ragazzi dato che Alessia ha quindici anni, Jacopo diciannove, Elena e Matteo sedici.
Solo Filippo e Thomas, il secondo figlio di Filippo e Amanda, hanno rispettivamente undici e nove anni e ancora si divertorno a giocare con le piste delle macchinine o qualche videogioco.
Mio figlio Filippo peró stravede anche per Jacopo perchè a volte gioca con lui benchè ormai sia grande e lo vede come un supereroe quando riesce a superare tutti i livelli del suo videogioco preferito.
Dopo aver convinto Filippo e Thomas a scendere in giardino e a sedersi a tavola, vado a chiamare i ragazzi che sul retro della casa stanno parlando raccontandosi le avventure tipiche di quest'età.
Come previsto dopo mezz'ora siamo tutti a tavola.
"Durante questa settimana abbiamo raccontato ai ragazzi come ci siamo conosciuti." Dice Andrea prendendosi una coscia di pollo.
"Davvero? Sarà stata una lunga storia." Dice Martina e mia figlia annuisce.
"I vostri genitori erano due teste dure." Ride Alessandro.
"Perchè te no?" Domanda Andrea "Avete fatto giri immensi per poi rimettervi insieme."
"Anche tua sorella non scherzava..." ride Filippo guardando Amanda.
"Diciamo che la famiglia Chiarelli è una famiglia di teste calde." Ammette Andrea e tutti ridono.
"Ma il filo rosso è andato oltre la vostra testardaggine." Dice Alessia e sorrido spontaneamente.
"Il filo rosso?" Domanda Michele confuso.
"Sì, quello che ti ha fatto incontrare Melissa nonostante tutte le tue teorie." Ride Alessia e anche Melissa la segue.
Da quando Michele ha incontrato Melissa otto anni fa è cambiato totalmente, sembra quasi stregato. Convivono da sette anni e lui è follemente innamorato di lei, nonostante, come ha detto Alessia, tutte le sue teorie sulla libertà e sull'amore. Doveva semplicemente trovare la donna giusta, quella legata all'altro capo del filo.
"Io ancora non ho capito cos'è questo filo." Ribatte Alessandro e prendo la parola.
"È una leggenda giapponese, Akai Ito. Ognuno di noi è legato ad una persona attraverso un filo rosso che non si spezzerà mai e che ci ricondurrà sempre da essa."
"Quindi possiamo dire che ad unire tutti noi non c'è un filo, ma addirittura una corda." Ride Filippo e Amanda lo riprende.
"Quanta poca eleganza..."
"Non è proprio un'immagine bellissima, ma hai centrato il punto. In sostanza tutti noi siamo legati da questo filo."
"Ora non mi fate piangere peró, mi sento vecchia a pensare che tra pochi mesi mio figlio andrà all'università." Dice Amanda rivolta a Jacopo.
"Ora tocca a loro." Dico a tutti i nostri figli che sorridono guardandosi tra di loro.
Più li guardo e più rivedo in loro noi molti anni fa. Elena ha gli stessi capelli lunghi e castani della madre mentre Matteo è la copia esatta di mio fratello, Jacopo è Filippo in persona in tutto quello che fa e Alessia ogni giorno assomiglia di più a suo padre. Entrambi i miei figli hanno ripreso da Andrea, soprattutto nel carattere all'apparenza arrogante e diffidente: ecco perchè ci sono continui litigi in casa.
Per loro non ho mai programmato nulla, seguiranno la loro strada e prenderanno le loro scelte ma se vorranno io ci saró sempre per un consiglio. C'è una frase di Franco Battiato che racchiude perfettamente il giusto modo per affrontare la vita, ovvero sempre con il sorriso.
"Vivere non è difficile
potendo poi rinascere
cambierei molte cose
un po' di leggerezza
e di stupidità."
Ed eccoci qui, l'ultimo capitolo della storia è stato scritto. Spero che questa storia di amore e amicizia, ma soprattutto felicità, vi sia piaciuta perchè io mi sono divertita molto a scriverla. Raccontare di questi ragazzi è stato come fare un sogno ad occhi aperti, parlare della vita in tutte le sue sfaccettature includendo le gioie e le delusioni non mi è solo piaciuto, ma anche servito a ricordarmi di vivere e godermi questi anni nel migliore dei modi, con quel pizzico di spensieratezza che non guasta mai.
Un po' mi dispiace lasciare andare questo libro, peró ho in mente ed ho già iniziato a scrivere altre due storie: Yellow e Resilienza. Se vi va passate a dare un'occhiata per restare insieme insieme dopo Serotonina.
Ho finito di chiacchierare, non vi preoccupate. Ma ho una piccola curiosità: qual è stato il vostro personaggio preferito e perchè?🌸
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Serotonina
RomansaA tutti i genitori capita che prima o poi i figli chiedano "Mamma, papà, come vi siete conosciuti?" E anche se i genitori non lo danno a vedere, sono contenti di questa domanda, perché per loro è un'occasione per ripensare con nostalgia alla loro gi...
