«Helen ma quanto ci metti!»
Jacob e suo padre la stavano aspettando da più di dieci minuti.
Dovevano recarsi dai Weasley per il pranzo ed erano già in leggero ritardo.
«Arrivo.»
Prese la borsetta, nella quale aveva sistemato un paio di cose, compresa la bacchetta, si diede un'ultima sistemata ai capelli e corse al piano di sotto, chiudendosi la porta alle spalle.
Arrivare a casa Weasley non era difficile; percorrevano quelle poche miglia con naturalezza, con un fare così abituale da rendere quel camminare quasi automatico.
«Ecco i nostri ospiti!»
La signora Weasley li accolse con un sorriso, aprendo la porta con una mano, mentre con l'altra li invitava ad entrare.
Era sempre così gentile Molly, si era comportata con lei e Jacob quasi al pari di una seconda madre.
Helen le era molto riconoscente per tutto ció che aveva fatto.
«Buongiorno signora Weasley.»
Le rivolse un sorriso, porgendole il sacchetto con dentro il vino che suo padre aveva portato per il pranzo.
«Un piccolo omaggio, signora.»
«Oh Helen, ci conosciamo da tempo, chiamami Molly.»
La guardò amorevolmente.
Poi le prese una mano, sollecitandola a girare su se' stessa.
«Per la barba di Merlino, tesoro, ma sei diventata una strega bellissima.»
Poi rivolse lo sguardo al signor Clark, ridendo.
«Thaddeus, fossi in te starei attento, qualcuno potrebbe rapirla.» aggiunse il signor Weasley, dando una pacca sulla spalla al padre di Helen, accompagnata da una sonora risata.
Sentí le guance diventare colorite per l'imbarazzo. Non era abituata a stare al centro dell'attenzione.
Per sua fortuna, venne "salvata" dai gemelli, i quali scendevano velocemente le scale, confabulando tra loro e tenendo in mano uno strano marchingegno.
Avrebbe dovuto ringraziarli per tutte le volte in cui erano riusciti a tirarla via dalle situazioni scomode, anche inconsapevolmente.
«Salve!» esclamarono all'unisono, come loro solito.
«Cos'è quel...coso?» la signora Weasley si avvicinò ai propri figli, tenendo le mani sui fianchi.
«Un esperimento.»
«QUANTE VOLTE HO DETTO CHE NON VOGLIO VEDERE QUESTI AFFARI DEMONIACI IN CASA?!»
I gemelli la ignorarono, indossando velocemente i cappotti e precipitandosi fuori dalla Tana.
«Amico mio!»
Questa volta era stato Jacob a parlare, andando incontro al secondogenito dei Weasley, Charlie.
Helen li osservò mentre si salutavano, il suo sguardo indugió sul rosso.
Era alto quanto Jacob, con una corporatura simile: robusta, muscolosa. Indossava un paio di pantaloni neri e uno dei tipici maglioni in lana della signora Weasley, con una grossa "C" gialla in petto.
Il maglione era bordeaux, sfumatura che faceva risaltare particolarmente i suoi capelli color carota.
Erano parecchio scarmigliati, gli davano un'aria ribelle, sebbene Helen sapesse quanto, nonostante l'amore per l'avventura, Charlie fosse una persona pacata.
«Ciao, Helen.»
La sua voce la riportò alla realtà.
Sbattè le palpebre come a destarsi da una specie di trance.
«Ciao, Charlie.»
Si rese conto che lo stava fissando, di nuovo, decise di distogliere lo sguardo altrove, improvvisando un'aria distaccata.
"Per Salazar, devo sempre fare la figura della stupida."
Proseguí verso la cucina. Desiderava vedere se la signora Weasley necessitasse di aiuto. Voleva rendersi utile.
"Complimenti, Helen." si rimproveró.
Il pranzo fu davvero abbondante, Molly aveva dato il meglio di se' stessa. Insieme alle varie portate, anche un bel po' di vino riempì i bicchieri.
Arthur Weasley e suo padre stavano ridendo per qualcosa, che lei, per quanto si sforzasse, non era stata in grado di comprendere.
«Allora quest'anno ci sono i G.U.F.O.»
Jacob si rivolse a lei e poi ai gemelli, mentre teneva sospeso un altro bicchiere di vino.
«Oh non ce lo ricordare.» asserí Fred.
Helen si trovò ad annuire con fare grave.
«Già.» aggiunse.
Non voleva per niente pensarci, anche perché se qualcuno le avesse chiesto chi avrebbe voluto essere, una volta finiti gli studi ad Hogwarts, non avrebbe saputo rispondere.
«E avete giá pensato a cosa fare nella vita? Insomma, dopo la scuola. Infondo mancano solo due anni.»
Ridacchiò, sorseggiando un altro po' di vino.
Per Salazar!
Dannato Jacob e la sua lingua lunga.
Era davvero incredibile quanto riuscisse a impiattare al meglio i discorsi che PROPRIO LEI non voleva affrontare.
"Due anni..."
Mancavano davvero solo due anni.
«Noi vorremmo progettare scherzi.» inizió Fred.
«Si. Magari aprire un negozio tutto nostro.» continuò George.
«MA...è solo un'idea.» precisò, infine.
Ora sarebbe, toccato a lei, se lo sentiva.
«E tu Helen? Cosa vorresti fare dopo?» le chiese il signor Weasley.
Ecco lo sapeva.
«Non lo so.»
E non lo sapeva davvero.
Cosa avrebbe dovuto dire?!
Che avrebbe voluto fare l'auror cosí da stanare tutti i maghi cattivi e ripulire il mondo dalla malvagità?
Che avrebbe voluto insegnare ad Hogwarts per educare i piccoli maghi alle arti magiche?
Se c'era una cosa che Helen non amava fare, quella era mentire.
O almeno, farlo senza destare sospetti, mentre più occhi erano puntati su di lei.
«Ma come non lo sai tesoro? Forse sei indecisa tra qualche professione? Se vuoi noi possiamo aiutarti.»
La signora Weasley le si rivolse con fare amorevole.
Si sentiva soffocare.
Che doveva dire?
Quella conversazione non le andava proprio a genio.
In realtà lei aveva provato a pensare a qualche probabile impiego futuro negli ultimi mesi, ma si trattava di idee aleatorie.
«Forse potresti scrivere sulla Gazzetta del Profeta come tuo padre, o magari dedicarti all'insegnamento. Sai a me piace molto Babbanologia, potresti provare. Oppure il Ministero della Magia, come Arthur. Però se proprio devi scegliere ti consiglio qualche impiego ben retribuito, sai noi...»
«Guaritrice.»
Le uscí di getto.
Interruppe quel frenetico flusso di parole della signora Weasley.
«Forse.»
Abbassó lo sguardo sul suo piatto. Mai come allora gli avanzi di cibo le erano sembrati un panorama davvero interessante.
«Beh, potresti anch-»
«Su mamma, non pressarla, d'altronde anch'io ero indeciso e confuso al mio quinto anno.»
Charlie interruppe la madre, intromettendosi così nel discorso.
Diresse poi lo sguardo da Molly a lei.
Helen incrociò i suoi occhi per una frazione di secondo, poi abbozzò un sorriso.
Lui ricambiò, dirigendo poco dopo l'attenzione altrove.
Se non fosse stato per il caratteristico color carota e per la marea di lentiggini che gli tempestavano il viso, Helen avrebbe quasi detto di averlo visto arrossire.
Scacciò immediatamente quel pensiero.
Ci mancavano solo le allucinazioni, poi sarebbe stata pronta un ricovero diretto al San Mungo, e a quel punto si sarebbe trovata lì non come presunta guaritrice.
Il pranzo proseguí abbondantemente per almeno un'altra ora, e altrettanto abbondantemente proseguirono i brindisi a base di vino.
Erano tutti un po' brilli, notó Helen.
Guardò fuori dalla finestra.
Sembrava giá scuro, il cielo era coperto di nuvole, probabilmente quella notte avrebbe piovuto.
Sbuffó.
"Cosa dovrei fare?"
Gli altri commensali parlavano animatamente, ognuno di qualcosa accaduto in quegli ultimi mesi.
La tavola era un subbuglio di piatti, posate e portate avanzate, aveva bisogno di una ripulita.
«Signora Weas...ehm, Molly, posso aiutare a portare queste cose in cucina?»
Azzardò, almeno avrebbe avuto qualcosa da fare.
«Oh tesoro, non serve, dopo faccio io.»
La signora Weasley più rossa del suo normale colorito.
Colpa del vino, probabilmente.
«Insisto.»
Helen si alzó, iniziando a impilare i piatti.
«Almeno fatti aiutare da qualcuno dei miei scansafatiche.»
«Oh, ma non ce n'è bisogno.»
«L'aiuto io.»
Charlie si alzò, prendendo qualche piatto e dirigendosi in cucina.
Helen raccolse qualche altra posata e fece lo stesso, muovendosi con cautela, nella speranza di non far cadere nulla.
Forse stava trasportando troppe cose.
Il pensiero della precedente conversazione sui probabili lavori, sul futuro e su quello che sarebbe voluta diventare, non l'aveva abbandonata nemmeno un secondo.
Per quando si ripetesse quanto quello non fosse il momento giusto per pensarci, continuava a farlo.
È come se la propria coscienza avesse voluto comunicarle qualcosa.
Come se lei stessa volesse...
Un urto.
La pila di piatti traballò per un istante.
Sentì delle mani posarsi prontamente sulle sue, le quali, nel frattempo cercavano di tenere ferma quella montagna di oggetti.
Non si rese immediatamente conto di cosa fosse appena accaduto, ma vide che Charlie Weasley era esattamente di fronte a lei e la guardava con occhi leggermente sgranati.
«Tutto a posto, Helen?»
Fissó per un istante le sue mani, ancora appoggiate sulle sue.
Erano forti.
Alzò subito lo sguardo.
«Si, tutto ok.»
Lui le tolse quella montagna di oggetti dalle mani, appoggiandoli poi sul piano della cucina.
Dannazione!
Si complimentó con se' stessa.
"Prima la figura della stupida, ora dell'imbranata. 100 punti a Serpeverde!"
Quel ragazzo avrebbe potuto perfettamente pensare che fosse una stramba.
Come biasimarlo!
Non che le importasse più di tanto cosa la gente credesse di lei.
L'osservò per un attimo mentre era di spalle.
Peró...
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Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
