Erano le 8:45 del mattino, alle 9:00 si sarebbe dovuta trovare a casa della signor Weasley per fare chissà cosa.
Il padre non aveva accennato a nient'altro che avesse potuto far capire ad Helen il motivo di quell'adunata generale.
"Sono anche in ritardo." pensò mentre si infilava un paio di jeans.
Il clima si era mantenuto stabile abbastanza durante quei giorni, non aveva più piovuto, nè tanto meno nevicato. Faceva comunque freddo, ma non eccessivamente.
Indossò il cappotto, avvolgendosi attorno al collo una sciarpa che richiamava i colori della propria casa, serpeverde.
Uscì di fretta, serrando la porta d'ingresso con un "Colloportus".
Non ci volle molto per arrivare a casa Weasley , avvicinandosi poco a poco all'abitazione, notò una massa di teste color carota radunate davanti al campo.
Si affrettò, cercando di mettere a fuoco i volti.
C'erano quasi tutti, tranne il signor Arthur che, probabilmente, doveva trovarsi al ministero.
«Oh ecco Helen!» esclamò Molly entusiasta.
La signora Weasley le si avvicinò, abbracciandola goffamente.
Gli sguardi degli altri componenti della famiglia si posarono su di lei.
C'erano quasi tutti, tranne la piccola Ginny.
Sentí le guance tingersi di rosso.
Non era per niente una persona introversa o tendente al sentirsi in soggezione davanti ad altri, ma essere cosí al centro dell'attenzione le faceva sempre un certo effetto.
«Buongiorno signora Weasley.» le sorrise.
«Molly tesoro, solo Molly.»
Dopo pochi secondi congiunse le mani, acquisendo un espressione più seria e assumendo la classica posizione di chi sta per spiegarti qualcosa.
«Allora..» iniziò, «Oggi vi ho voluti qui perchè avrei bisogno che voi mi aiutaste in una cosa.»
«Che tipo di...cosa?» domandó Helen.
Sperava vivamente che non le avrebbe chiesto di cucinare o preparare dolci.
"Che figura farei..." pensó tra sè
«Degnomizzazione, tesoro.» rispose lei.
«AHHH LO SAPEVO. Mi devi 5 galeoni, Fred!» esclamó improvvisamente George, porgendo la mano aperta al gemello.
«GEORGE!» lo rimproveró mamma Weasley.
«La de- cosa?» chiese Helen confusa.
Non aveva esattamente capito cosa avrebbe dovuto fare.
«Disinfestazione dagli gnomi.»
Questa volta a risponderle fu Charlie.
«Ci rovinano sempre il giardino, fanno dispetti, insomma, bisognerebbe cacciarli.» aggiunse poi il rosso, dopo poco.
"Bene..." si disse Helen sarcasticamente
"Proprio ció che ci voleva"
Forse sarebbe stato meglio cucinare.
«Sai come si fa, mia cara?» le domandó Molly.
Lo sapeva?
Forse si.
Cioè teoricamente sapeva come cacciare uno gnomo, ma praticamente...
«Più o meno.» replicó.
«Non preoccuparti i miei figli sono abituati, ti mostreranno loro.» ribattè la signora Weasley.
«Forza, forza a lavoro.»
Battè le mani piú volte, sollecitandoli.
Helen era davvero incredula riguardo l'abilità che possedeva nel cacciarsi in situazioni a dir poco imbarazzanti.
Era consapevole del fatto che per cacciare uno gnomo bisognasse farlo ruotare tre volte sopra la testa, per poi lanciarlo lontano con non poca forza e lei, beh, non credeva di essere proprio tanto tenace.
Era piuttosto esile.
Non che fosse tutta pelle e ossa, ma nemmeno tanto erculea.
Mentre si dirigevano verso il giardino, i gemelli le si avvicinaro, uno a destra e l'altro a sinistra, come solevano fare.
In realtà Helen aveva imparato a riconoscerli anche da questo: George si collocava quasi sempre a destra, mentre Fred a sinistra.
«Allora Helen, hai mai lanciato uno gnomo?»
A parlare fu Fred, che, difatti era proprio alla sua sinistra.
«No, però posso provarci.»
«Per Merlino, pensavamo che non fosse la prima volta per te.» esclamò George.
«Perchè?» domandò.
Chissà cosa avevano in mente quei due.
«Devi sapere che io e Fred, ad ogni degnomizzazione, facciamo una gara a chi li lancia più lontano.» continuó George.
«È divertente! Ma vedi, attualmente siamo rivali. Se ti mostrassimo come si fa, rischieremmo di perdere» esclamò Fred, scrollando le spalle.
«Sono regole purtroppo.» fecero all'unisono, ridacchiando.
"Si, certo, come se a voi importasse qualcosa delle regole!"
Pensò tra sé e sé.
Una gara.
Ci mancava solo una gara (che d'altronde avrebbe sicuramente perso) per rendersi ancora più impacciata e ridicola.
Non che le fosse mai sorto alcun problema su come si mostrasse ai gemelli. Loro conoscevano il meglio e il peggio di lei.
"Tuttavia.."
Si voltó per un attimo in direzione di Charlie.
"C'è anche Charlie..."
Ovviamente non le importava piú di tanto, però...
Però quel ragazzo l'aveva sicuramente già etichettata come stramba, non voleva che questa concezione di lei si rafforzasse.
«Accetti la sfida?»
La domanda pronunciata all'unisono dai gemelli, la destó dai pensieri.
«Si.» azzardó.
Nonostante le mille paranoie che le occupavano la testa, lei era Helen Clark, lei era una serpeverde, non era nel suo modus vivendi rinunciare alle sfide.
«OTTIMO.» esclamarono poi i gemelli.
Si sistemarono in un lato del campo in cui, a detta di Fred, c'erano molti più gnomi.
Si misero, poi, alla ricerca di qualcuno.
Helen ne acciuffó subito uno e aspettó che lo facessero anche i gemelli.
Si posizionarono a pochi metri di distanza l'uno dall'altro.
«Pronti..» inzió Fred.
Helen inizió a far vorticare lo gnomo sulla testa.
«Partenza..»
Sentiva l'adrenalina scorrere nelle vene.
«VIA!» urló.
Caricó il lancio con tutta la forza che possedeva, compiendo gli ultimi giri e poi fece volare quell'esserino.
Vide il suo gnomo cadere poco dopo la recinzione, mentre quelli di Fred e George proseguirono impercettibili il volo.
«HO VINTO!» urló George.
Che fiasco!
Helen sbuffó sonoramente, mentre i gemelli si rivolgevano nuovamente a lei.
«Un po' deboluccia, la nostra piccola Helen.»
Fred le si avvicinó, scoccandole un pizzicotto sulla guancia, poi rise.
«Sbagli il lancio.» le disse George, sorridendo.
«Vuoi una rivincita?» propose.
«No, no» rispose lei. «Provo a cercarne qualcuno da quell'altra parte.» aggiunse, indicando l'altro lato del giardino.
«Ok!» risposero all'unisono i due rossi. Poi George si rivolse al fratello.
«Questa volta ci giochiamo 3 galeoni.»
«Ok ci sto.»
Helen avrebbe voluto avere un po' del loro entusiasmo.
Odiava già gli gnomi.
Non aveva problemi nell'acchiappare gli gnomi, era agile, li afferrava prima che loro si accorgessero della sua presenza.
Il suo problema era il lancio.
Per alcuni dovette provarci più volte.
Era al terzo, forse quarto, gnomo e ne vedeva sbucare ancora parecchi.
Alzó lo sguardo al cielo, controllando la posizione del sole per capire che ore fossero.
"Probabilmente le 11."
Ne afferró un altro, iniziò a farlo girare mentre quest'ultimo si dimenava.
«Mooollami, mooooollami.»
«Oh per Salazar, ma stai zitto!» si lamentó Helen, lanciandolo poco dopo.
Riuscì a fargli sorpassare la recinzione e questo le provocó una fugace sensazione di soddisfazione.
«Sei crudele.»
Trasalì. Poi si voltó.
Aveva riconosciuto la voce: Charlie.
Si era avvicinato e rideva.
«Peró sbagli il lancio.» le disse, quando le fu abbastanza vicino.
«Lo so...» rispose lei.
Lo sapeva davvero, glielo avevano detto anche i gemelli.
Infatti aveva provato a farlo in modo differente: modificando l'angolazione, la direzione, la forza.
Ma nulla.
Charlie si abbassó, acchiappandone uno e inziando a farlo volteggiare sopra la testa.
I muscoli tesi delle braccia si intravedevano da sotto il maglione.
«Devi fare cosí, vedi?»
Le si rivolse nuovamente, poi lanciò la piccola creatura.
«Capito?»
Le sorrise debolmente e con fare premuroso, mentre aspettava che gli rispondesse.
«Non proprio.»
Si era distratta a guardare le sue braccia, senza focalizzarsi davvero su quello che le stesse mostrando.
«Mh...»
Si mosse, afferrò uno gnomo.
Glielo porse e lei lo prese.
Helen non capí bene cosa stesse accadendo, ne' tantomeno come fosse accaduto, perchè lui si era posizionato alle sue spalle.
Con una mano le cinse la vita, tenendola ferma, con l'altra le afferrò leggermente il polso della mano destra, con cui teneva lo gnomo.
Portò il braccio di Helen in alto, accompagnandolo nella rotazione.
La sua presa era forte, salda, ma non fastidiosa.
Era un tocco gentile, come se avesse paura di farle male.
Sentiva di nuovo le loro pelli a contatto: quella di Charlie era più ruvida, leggermente callosa.
Il petto robusto di lui era premuto contro la sua schiena.
Il profumo del ragazzo le inondò le narici. Non riusciva a capire che fragranza fosse, ma somigliava all'odore del muschio, misto, probabilmente a quello di pino.
«Devi giocare di gambe. La forza risiede lí.» disse improvvisamente lui.
Tolse la mano dal fianco, picchiando lievemente la coscia di lei, indicando il punto in cui doveva concentrare la potenza.
Sentí le guance diventare un fuoco.
Helen si voltó a guardarlo, notando come lo sguardo di lui fosse già posato su di lei.
I loro occhi si incontrarono, restando lì per...
Non seppe dire quanto, per lei sembró un eternità.
Un brivido le percorse la schiena.
Sentiva il viso in fiamme.
Ma cosa le stava succedendo?
Era Charlie. Charlie Weasley.
L'amico di suo fratello, il ragazzo che conosceva da piccola, era solo...lui.
"Ed è davvero bello."
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Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
