Helen rimase a fissare la porta che Charlie si era appena chiuso alle spalle, uscendo.
Non riusciva a capacitarsi di ció che fosse appena accaduto: lei era avvolta in un asciugamano, appena uscita dalla doccia, e lui era entrato, lui era stato lì e l'aveva guardata, forse più di quanto avesse voluto o dovuto, ma l'aveva fissata per piú di venti secondi, senza dire una parola, con la bocca schiusa.
Aveva i capelli bagnati, pettinati all'indietro e un asciugamano che le avvolgeva il corpo, lasciando scoperte le spalle, le braccia e gran parte delle gambe.
Si rese conto di essere ancora in piedi, imbambolata nel bel mezzo della stanza, sbattè le palpebre piú volte, uscendo da quello stato di trance in cui era caduta e, ancora del tutto stupita, inizió a vestirsi.
Faceva piuttosto caldo, per cui decise di optare per un pantaloncino di jeans a vita alta e una canotta lilla con un grande "WOW" bianco, stampato in petto.
Quel pomeriggio era particolarmente afoso, l'aria sembrava irrespirabile, rarefatta, le si bloccava in gola come a non voler proseguire il suo percorso verso i polmoni, provocandole un certo affanno.
O forse era per qualche altro motivo.
Il pensiero di Charlie nella sua camera, mentre lei era coperta solo da un misero asciugamano bianco, le provocava un vuoto a livello dello stomaco.
Questa sensazione l'aveva accompagnata lungo il tragitto attraverso la Tana e verso il giardino.
Arrivó lì e vide un gruppo di persone raggruppate tra due alberi. Si fece vicina a loro.
Non appena fu poco distante, Fred e George l'accolsero a braccia aperte, sotto gli occhi di tutti gli altri.
«Finalmente!» esclamó George.
Si diede un'occhiata intorno per capire chi fosse presente, cercando, in ogni modo, di non incrociare lo sguardo di Charlie, che, a sua volta, lo teneva basso, come se neanche lui avesse voluto, come se fosse imbarazzato.
Tuttavia, lo sforzo fu alquanto vano poichè, quando Fred le chiese se Charlie le avesse detto il motivo per cui l'avessero convocata, i loro occhi si incrociarono, nuovamente, anche se per una breve frazione di secondo.
«Si.» rispose poi, rivolgendosi all'amico, con una voce stranamente rauca.
«Ok bene» disse poi il gemello, congiungendo le mani «Faremo due squadre, quattro contro quattro, senza cercatori.»
Le afferró poi le spalle, inducendola a fare qualche passo indietro, fino a Cedric Diggory, che evidentemente si era unito a loro per la partita.
«Tu, Helen, starai in squadra con Cedric, Bill e George.» spiegó. «Charlie, Ginny e Ron, sono con me.»
«Come ci organizziamo per i ruoli?» chiese Cedric.
«Mh, ci saranno: un portiere, un battitore e due cacciatori per squadra.» rispose Fred.
«Invece degli anelli, utilizzeremo gli spazi tra i rami di questi due alberi.» aggiunse George, indicando le due piante.
«I ruoli?»
Questa volta a parlare era stato Charlie, ed Helen sentì di nuovo quella sensazione allo stomaco, come se ci fosse qualcuno che si stesse divertendo a pizzicarle continuamente le pareti gastriche.
«Ogni squadra si disporrà come meglio crede, ci diamo dieci minuti per pianificare tattiche e schemi vari.» chiuse Fred.
A questo punto ognuno si avvicinó ai propri compagni di squadra, in modo tale da potersi consultare e assegnare i ruoli.
«Allora» inizió Cedric. «io direi: Bill portiere, George battitore e io ed Helen cacciatori, che ne dite?» chiese poi, subito seguito da cenni di assenso.
«C'è solo un piccolo problema.» si intromise lei, attirando l'attenzione di tutti «Io non so giocare.» concluse.
Avevano dato tutti per scontato che lei fosse una giocatrice di Quidditch, quando in realtà non era affatto cosí. Sì, seguiva quello sport, ma non si era mai cimentata prima d'ora in una partita, ed il massimo che avesse fatto, erano un paio di avvitamenti a lezione di volo.
«Che problema c'è.» intervenne Cedric. «Ti faccio vedere io, non è difficile.» disse, mentre un grosso sorriso si fece largo sul suo volto.
Helen lo fissó un istante. Diggory era una dei ragazzi più "ambiti" di Hogwarts.
Poco dopo, ognuno di loro si muní di scopa e il ragazzo tassorosso la invitó a seguirlo, un po' più in disparte rispetto al resto del gruppo.
Le chiese di mostrargli come montasse, dispensandole consigli sulla posizione delle mani e del busto, in modo tale da tenersi salda al manico e non cadere nel caso qualcuno l'avesse urtata.
Improvvisamente, lui si portó proprio dietro di lei, congiungendo le proprie mani con quelle di Helen, ancorate al manico.
«Datti una spinta, voliamo. Ti faccio vedere una manovra.» disse lui.
Sentiva il fiato del ragazzo sul collo e questo la fece rabbrividire.
Si issarono in aria. Sentì le mani di Cedric stringersi ancora di più attorno alle sue.
Istintivamente le venne da cercare Charlie con lo sguardo. Lo trovó, stava guardando proprio verso di loro.
Non seppe il perchè, ma fu come se se lo fosse aspettato.
Gli occhi di lui, anche a quella distanza, sembravano fuoco. Si domandó come mai il suo manico di scopa non stesse ancora bruciando, diversamente dalla sua pelle sotto quegli occhi inquisitori.
Dopo aver effettuato e perfezionato qualche virata insieme a Cedric, entrambi raggiunsero il resto dei componenti della squadra, pronti per iniziare.
«Sei stata bravissima, Helen. Apprendi velocemente.» disse lui, cingendole la vita, per qualche istante, in segno di affetto.
Reclutarono Percy come arbitro, il quale sembrava abbastanza scocciato.
La partita inizió.
Helen cercava di supportare Cedric il più possibile, volandogli accanto o, quanto meno in prossimità.
Riuscì a mettere a segno qualche punto, anche se la maggior parte del tempo fu impegnata a scansare i bolidi che Fred si divertiva a tirarle contro.
Aveva deciso che lei sarebbe stata il suo bersaglio preferito.
D'un tratto qualcosa, uno scontro, attiró la sua attenzione: Charlie aveva urtato Cedric, fino a quell'istante in possesso della pluffa, arrivando per poco a disarcionarlo.
Gli sottrasse la palla, segnando poco dopo ed esultando con un vigore, tale che Helen non seppe spiegarsi se fosse stato realmente per i punti conquistati o per il fatto di esser uscito vittorioso dallo scontro con Cedric.
Si stava comportando in modo strano, notó Helen.
Non era da lui.
Il match terminó con la vittoria della sua squadra, con un punteggio di 150 a 140.
La regola era che chi fosse arrivato ad un massimo di 150 punti, avrebbe vinto.
Mentre Fred e George litigavano per alcuni falli non fischiati da Percy, del tutto disinteressato, a favore dell'una o dell'altra squadra, Cedric le si avvicinó.
«Dovresti tentare i provini come Cacciatrice.» notó sorridente.
«Me lo ha detto anche Madame Hooch, ma le ho risposto che avevo già il club di musica.» ribadì lei, scuotendo la testa, dopo essersi sciolta la coda fatta poco prima dell'inizio della partita.
«Cosa hai detto anche a Madama Hooch?»
Era Charlie, che, intanto, si era affiancato a lei e Cedric.
«Di non poter entrare nella squadra della scuola, a causa di altre attività.» rispose, abbassando lo sguardo, che, invece lui, teneva fisso su di lei.
Poi Charlie, fece un'altra cosa che Helen non si sarebbe mai aspettata da lui, rivolgendosi al ragazzo tassorosso.
«Mi hanno detto che hai fatto conquiste tra le Corvonero, Cedric.» disse con un sorriso che le sembró piuttosto forzato.
«Beh» il moro si portó una mano dietro la nuca «Diciamo di si.», rise imbarazzato.
La conversazione fu, fortunatamente, pensó Helen, interrotta da Bill che fece notare a tutti quanto si fosse fatto tardi, invitandoli ad andarsi a preparare in vista della cena.
Helen credette che mai proposta piú allettante fu formulata: una doccia era quello che ci voleva, dopo un pomeriggio piuttosto movimentato.
Si voltó un attimo verso Charlie, che nel frattempo si era sfilato la maglietta, lasciando i muscoli in vista, utilizzando l'indumento per asciugarsi le goccioline di sudore che gli scivolavano dai capelli.
Questa volta avrebbe chiuso la porta con un incantesimo.
Forse.
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Omnia Mutantur
Fiksyen Peminat[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
