L'incontro di orientamento, e la conseguente "punizione" con Charlie, avevano piacevolmente interrotto la routine di Helen, che le era piombata addosso nuovamente.
Aveva raccontato ad Adeline di ciò che era successo con il Weasley. Persino i gemelli avevano inteso qualcosa, infatti se ne uscirono con: «Che bella punizione che ti è toccata, Helen! Mica come quelle che danno a noi».
Tuttavia, quei pensieri felici, e la sensazione di avere ancora il tocco di Charlie sulla pelle, furono rimpiazzati da qualcosa di molto più imminente: i G.U.F.O.
Mancava circa un mese e mezzo a quell'evento, ma Helen aveva la sensazione di dover studiare e ripetere almeno un miliardo di cose. Avrebbe voluto ampliare la mente con un incantesimo di estensione irriconoscibile.
Ciò che la preoccupava più di tutto era il fatto che, guardandosi intorno, vedesse studenti consapevoli di ciò che avrebbero voluto fare: chi voleva lavorare al ministero, chi voleva scrivere per un giornale, chi aveva l'aspirazione di diventare pozionista.
Lei, invece, non aveva ancora deciso cosa avrebbe voluto diventare, motivo per cui le toccava studiare ogni singola materia in modo minuzioso. Doveva puntare in alto, e sentiva di potercela fare.
Aveva deciso di organizzare un piano di studi in modo da non tralasciare nulla. La sua intenzione era quella di occupare ogni ora libera, tranne quelle destinate alla musica, suo unico svago, con l'apprendimento e la pratica.
C'erano materie davvero difficili da tenere a mente, un esempio era antiche rune, oppure materie in cui lo studiare pagine e pagine non bastava, come divinazione.
Sebbene Helen preferisse studiare da sola, nel silenzio più assoluto, decise di includere nel suo programma anche i suoi amici. Riteneva che quello studio così intenso meritasse una nota di leggerezza. Le uniche persone con cui non era in grado di studiare erano i gemelli: non riuscivano a stare seduti per più di qualche minuto, e ogni occasione era buona per svignarsela. Immaginò la faccia disperata della signora Weasley, che aveva ricevuto almeno altre due o tre lettere di ammonizione.
Così aveva deciso di studiare pozioni, astronomia ed erbologia con i suoi compagni Serpeverde. Insieme ad Adeline e Lee si dedicò a difesa contro le Arti Oscure, cura delle creature magiche ed antiche rune.
L'insegnamento di difesa contro le Arti Oscure di quell'anno era stato abbastanza esaustivo, se non fosse stato per le presenza saltuarie del professor Lupin. Helen aveva ipotizzato soffrisse di qualche malattia, dal momento che spesso si presentava a lezione pallido e in condizioni pessime.
Per le altre materie preferì fare da sè, incantesimi, in particolare, non le dava grossi problemi. Aveva una certa dimistichezza.
Oltre agli esami, i giovani serpeverde doverono sopportare anche il pessimo umore del Professor Piton, che immaginava già chi avrebbe vinto la coppa delle case quell'anno. Nonostante la consapevolezza, però, l'uomo non mancava di rimproverare anche la minima incompostezza: come una camicia spiegazzata o una gonna più su di qualche centimetro.
All'esterno il sole illuminava il parco. Il mese di Maggio stava portando con sé delle giornate meravigliose, quanto calde. I fiori erano sbocciati, ed Helen avrebbe voluto essere sulle rive del lago a collezionarli, ma non poteva permetterselo, non quell'anno.
Le piaceva stendersi sotto gli alberi a godere di quel fresco, ma le estenuanti ore sui libri non le lasciavano altro tempo.
Per di più, notò, che nessuno degli altri studenti fosse incoraggiato ad uscire, dal momento che i dissennatori pattugliavano i confini della scuola, in cerca del famigerato Sirius Black.
Lei non si era granchè interessata a tutta la vicenda. Molte cose le erano giunte alle orecchie, attraverso i corridoi, oppure grazie ai gemelli. La conclusione era una soltanto, come sempre: il giovane Potter aveva qualcosa a che fare con tutto quello.
Fatto sta che tutta la situazione che Hogwarts, ritenuto il posto più sicuro ci potesse essere, stava affrontando, non era delle migliori.
Era una giornata identica alle altre quando, anche la professoressa Sprout, decise di incutere timore nelle menti, già abbastanza turbate, di tutti gli studenti.
Aveva intavolato anche lei il discorso riguardo l'importanza dei G.U.F.O.
«Spero che vi stiate impegnando duramente per questi esami. Ricevere un G.U.F.O in erbologia potrebbe tornarvi molto utile» aveva detto, con aria insolitamente severa. Helen vide i gemelli scomparire quasi sotto ai tavoli della serra.
Uscendo da lì, ebbe l'occasione di prendere una bella boccata d'aria. Gli spostamenti di aula in aula erano l'unica occasione che aveva per scambiare con i suoi amici parole che non fossero: "A cosa serve l'incantesimo Evanesco?" "Come si prepara un Distillato Sgonfiotto?" e altre mille domande.
Logan le si affiancó. La Raylee, che passava accanto a loro in quell'istante, fece una smorfia. Tutti i serpeverde, o quasi, erano consapevoli del fatto che avesse un debole per il ragazzo; vederlo accanto alla sua acerrima nemica la mandava su tutte le furie.
«Tu che sei sempre informato su tutto, Lewis, sai qualcosa sui nostri presunti esaminatori?» gli chiese Helen, curiosa. Il ragazzo scosse la testa vigorosamente.
«Io ho saputo da una ragazza Corvonero che l'esaminatore di Antiche Rune è particolarmente pretenzioso» si intromise Adeline.
"Più di Piton?" pensó Helen, tra sé e sé.
Un istante dopo i gemelli le si pararono dinanzi, sbarrandole la strada. Avevano le mani colme di fiori variopinti.
«Questo é per scusarci con te per essere stati insopportabili» cominció Fred, mettendole un fiore azzurro dietro l'orecchio destro.
«Questo perché ti vediamo particolarmente nervosa, Helen. Non ti farebbe male avere un fidanzato, capisci, vero?» continuó George, facendo un cenno a Lee, che camminava poco distante da loro. Poi le poggió un fiore rosa dietro l'altro orecchio, mentre Helen sbuffava vigorosamente.
«Certo che vuoi due siete testardi» proferì Helen, mentre i gemelli le giravano intorno, lanciandole fiori addosso.
«Hai ragione Helen, dopotutto a te piacciono gli uomini più grandi, forzuti...» ironizzó George.
«...Con i capelli rossi magari!» fecero all'unisono.
Helen battè un piede per terra, sfilando via i fiori che le adornavano le orecchie, facendola sembrare una fata della foresta. I gemelli si fermarono, poteva essere peggio della signora Weasley quando voleva.
«Non so cosa stiate blaterando voi due...» parló con tono minaccioso, puntando il dito verso i loro nasi, «...Ma sarebbe meglio se impiegaste il vostro tempo in biblioteca. Fossi in voi mi aspetterei una bella strillettera» ghignó, drizzandosi nelle spalle.
«Non avrai mica scritto a nostra madre?»
I gemelli sembravano profondamente turbati.
«Potrei averlo fatto» proferì Helen, mantenendosi vaga.
I gemelli si guardarono per un istante, poi le porsero i pochi fiori che gli erano rimasti tra le mani.
«Per la bellissima Helen. La nostra migliore amica e più convinta sostenitrice.» la aduló Fred.
«Ti conosciamo così bene da sapere che ami questi fiori, vedi?» continuó George con fare ruffiano.
Le labbra di Helen si schiusero in un sorriso.
Annusó quel mazzolino variopinto, li avrebbe messi sul comodino della sua camera.
I gemelli sapevano sempre come salvarsi, probabilmente perché avevano passato la loro vita intera ad evadere da situazioni di quel tipo. Ci sapevano fare davvero.
«Voi due» sospiró Helen. «Se non ci foste, vi dovrebbero inventare».
Poi Ava, che si trovava più in alto rispetto a loro, li chiamó, incentivandoli a muoversi. I tre, ridendo, risalirono verso il castello.
Qualche minuto dopo furono inghiottiti dal buio dei sotterranei, dove li attendeva un'impegnativa lezione di pozioni.
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Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
