Se Helen avesse dovuto scegliere un termine per quel Natale, sarebbe stato: fuori dalle aspettative.
Il quartier generale di Grimmauld Place si era rivelato molto accogliente. Tutti si erano impegnati a decorarlo al meglio, al punto tale che anche le teste imbalsamate dei vecchi elfi domestici furono addobbate con finte barbe e cappelli rossi.
Fu un Natale molto diverso dagli altri, all'insegna delle assenze, ma nonostante questo, Molly lo rese speciale con i suoi tipici maglioni variopinti, che Helen amava alla follia. La facevano sentire a casa.
Infatti fu molto contrariata quando vide la signora Weasley piangere per il fatto che Percy avesse mandato indietro il suo. Helen cercó di tirarle su il morale, dopotutto Percy era sempre stato un tipo particolare, con un ego spropositato. I gemelli furono più diretti, asserendo che Percy fosse un: «ammasso di cacche di ratto».
Un susseguirsi di alti e bassi contraddistinsero quei giorni, ma un pensiero fisso occupó la mente di Helen: ovviamente Charlie. Si chiese come avesse passato il Natale, se lì facesse così freddo da screpolargli le mani, rendendole più ruvide del normale. Avrebbe voluto vederlo materializzarsi lì, forse lo avrebbe persino baciato sotto al vischio; ma lui non c'era, e non poteva esserci.
E poi Jacob, il suo porto sicuro, la sua fortezza, sangue del suo sangue. Quell'anno non gli avrebbe fatto un regalo, e non ne avrebbe ricevuto uno da lui.
Ma non importava dei regali, era tutto fugace in fin dei conti. Helen comprese più di sempre, che a contare davvero fosse il calore umano.
E lei avrebbe voluto, con quel calore, preservare Charlie dai tempi gelidi.
I gemelli la capivano, erano gli unici; le rivolgevano occhiate consolatorie ogni volta che scorgessero un minimo velo di nostalgia nei suoi occhi chiari.
Al termine delle vacanze, Moody e Tonks, scortarono tutti loro ad Hogwarts, servendosi del nottetempo.
Helen non ci era mai salita, e quella, ne fu abbastanza sicura, fu anche l'ultima volta che vi metteva piede sopra. Il viaggio era stato un susseguirsi di sterzate, frenate e brusche curve; constató che, come lei, anche Ron fosse verdognolo in viso.
Quando il bus li ebbe lasciati ad Hogsmeade, la tentazione di baciare il suolo per la felicità fu incontenibile. Ma fu spazzata via, non appena tutto loro ebbero rimesso piede nella scuola, dove ad attenderli, oltre alle altre responsabilità, vi fosse Dolores Umbridge.
A sconvolgere, peró, la vita degli studenti, più del resto, e più della donna-in-rosa, fu una notizia che comparve sui giornali poche mattine dopo il rientro: Evasione in massa da Azkaban, e la colpa di questo fu attribuita a Sirius. Da non credere.
Un vociare si estese dal tavolo dei professori alla sala grande. Tutti erano tesi, tranne la Umbridge, che cacciava alla bocca grandi cucchiaiate di porridge.
Ma come faceva ad essere così tranquilla?
"Beh, hanno trovato il capro espiatorio, come al solito" si rispose.
Come facevano a ignorare l'evidenza? Voldemort era tornato, e i dissennatori erano passati alla sua schiera. Eppure tutti fingevano di non vedere; forse perché la realtà faceva molta più paura di quello scenario di falsa tranquillità.
Le lezioni dell'ES registrarono un certo miglioramento dopo quella notizia. Tutti presero ad impegnarsi con maggior fervore, probabilmente sentendosi sotto pressione. Era come se ognuno di loro percepisse il fiato dei mangiamorte sul proprio collo.
«Non temere Helen, non appena saró un auror, quei tipi dovranno cominciare a temere» la rassicurò Adeline, con un tono scherzoso.
Oltretutto, sembrava che, dopo una pubblicazione straordinaria sul Cavillo, in cui Harry raccontava tutto ció che fosse accaduto alla finale Tremaghi, la gente avesse cominciato a rinsavire; per quanto la prospettiva di credere che voi-sapete-chi fosse tornato, apparisse tremenda, negarlo era anche peggio.
In tutto quel caos i gemelli si stavano dando da fare. Avevano perfezionato le già note merendine marinare, e avevano lanciato tra gli studenti una nuova invenzione: cappello decapitante.
Helen fu ben felice di notare come le loro pensate fossero in grado di rallegrare le persone, persino in tempi del genere. Con soli due galeoni, molti studenti dal primo anno a salire, si accaparrarono quegli strambi copricapi a punta, ornati di piume rosa.
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Omnia Mutantur
Fanfic[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
