I preparativi del matrimonio di Bill e Fleur procedevano regolarmente, nonostante li attorniasse un clima per niente festoso. Era trascorso più di un mese dalla morte di Silente e la situazione, da allora, non aveva fatto altro che degenerare: tutti i più validi componenti dell'Ordine della Fenice stavano perdendo la vita. Uno tra questi Moody, Auror e membro dell'organizzazione, ucciso dai Mangiamorte durante il trasferimento di Harry alla Tana. Helen si aspettava di vederlo ritornare da un momento all'altro, ma così non fu.
George era stato gravemente ferito al punto da perdere un orecchio; avrebbe riportato, sicuramente, danni permanenti all'udito. La vista di Grace l'aveva particolarmente scossa; quella ragazza voleva comunicarle qualcosa che a parole non avrebbe potuto fare, nel suo sguardo aveva visto spavento, paura. Non l'aveva colpita, semplicemente si era limitata a farle un cenno in direzione di George. L'aveva aiutata, di nuovo; era stata dalla sua parte, di nuovo. Sembrava stesse combattendo una lotta interiore, dalla quale non riusciva ad emergere, a venirne fuori. Helen ipotizzò che, in realtà, la Fawley fosse stata costretta a schierarsi, forse a causa del suo nome, del fatto che la sua famiglia fosse sempre stata dalla parte di Voldemort, oppure semplicemente per difenderli, o meglio, difendersi.
La signora Weasley era stata, inizialmente, contraria ai festeggiamenti, ritenuti da lei inopportuni, considerando l'aria che si respirava, intrisa di incertezza e paura. La morte sembrava essere per loro una fedele compagna.
Tuttavia, pareva essersi, a poco a poco, ammordita sulla questione, accettando la cosa; forse aveva capito anche lei che sarebbe stato un valido espediente per cercare di estraniarsi dalla realtà oscura. Avevano bisogno di ridere, divertirsi, anche solo per un giorno.
Quella mattina, Helen aveva cercato di aiutare quanto più possibile; affiancó Fred e George, i quali erano stati incaricati di affiggere palloncini e fiori per tutto il tendone.
«Ma perchè noi?» si erano lamentati, quando Molly aveva lasciato loro gli addobbi.
«Avanti ragazzi, è cosí romantico!» commentó Helen, mentre afferrava i palloncini, girando su se' stessa con aria sognante. I gemelli assunsero un'espressione disgustata.
«Quando tu e Charlie vi sposerete» non appena Fred pronunció la frase, Helen per poco non cadde «Io e George non vogliamo essere coinvolti in questo» sorrise poi, con lo sguardo fisso su di lei, completamente arrossita.
Si occuparono di intrecciare fiori bianco e oro attorno ai pali di sostegno, appendendo decorazioni del medesimo colore in più punti del gazebo. Helen creó un enorme grappolo di palloncini dorati, che i gemelli posizionarono proprio nel punto esatto in cui Bill e Fleur si sarebbero promessi amore eterno.
Impegnarsi in quei preparativi le aveva fatto bene, l'aveva rallegrata, per dei brevi momenti aveva dimenticato l'orrore di ció che fosse accaduto, le aveva infuso una strana positività, una fiducia nella stessa vita, che da tempo le era mancata.
L'amore.
Incredibile come quel sentimento riuscisse a guarire tutte le ferite, anche quelle che non smettevano di sanguinare, che non avevano intenzione di rimarginarsi, che continuavano a bruciare, provocando dolore. Questi tagli che ancora le laceravano il cuore erano stati inferti dalla perdita, a partire da quella di sua madre, fino a Moody. Eppure, quando era con Charlie, con suo padre e Jacob, con i Weasley, o semplicemente, quando guardava Bill e Fleur amarsi, scambiarsi sguardi complici, innamorati, lei riusciva non dare peso alle preoccupazioni.
L'arrivo degli invitati era previsto per le tre di quello stesso pomeriggio, la signora Weasley sembrava un tornado di entusiasmo, rimproverava i propri figli, affinché aggiustassero i colletti delle giacche o stirassero le pieghe delle camicie. Sentí Fred lamentarsi spesso di quanto fosse fastidioso indossare quegli abiti, accennando anche al fatto che la signora Weasley avesse pianto per l'assenza di Percy. Helen comprendeva davvero il dispiacere di non avere tutta la famiglia riunita ad un evento tanto lieto. Costrinse addirittura Charlie, testimone di Bill, appena rientrato dalla Romania, a tagliare i capelli, in occasione sia del matrimonio, che del compleanno di Harry. Helen credeva che stesse molto meglio con quel nuovo taglio, gli dava una maggiore freschezza, mettendo il risalto il suo bel viso.
«Ma che bel giovanotto!» gli aveva detto, appena terminata la rasatura.
«A me piacevano prima» si era lamentato lui, tenendo il broncio, cosa che aveva fatto ridere Helen; sembrava un bambino. Gli aveva scoccato un bacio veloce e lui aveva incurvato le labbra, rilassando la fronte, fino a poco prima corrugata.
«Visto Helen? Ora sí che sembra un mago a modo, non un selvaggio» aveva poi costatato la signora Weasley, interrompendoli, mentre guardava compiaciuta il lavoro svolto.
«Hai davvero ragione Molly!» aveva, quindi, risposto lei, mentre Charlie continuava a sbuffare.
Per l'occasione, Helen decise di indossare un semplice abitino blu, che le arrivava sopra le ginocchia. Le fasciava l'intero busto, lasciando scoperte le spalle e parte della schiena, aprendosi sul petto con una scollatura morbida, non troppo profonda; la gonna le ricadeva ampia sulle cosce formando delle pieghe. Raccolse i capelli in una treccia laterale, dalla quale sfuggivano le solite ciocche odulate, contornandole il viso. Non appena gli invitati fecero il loro ingresso in sala, ogni membro della famiglia Weasley si preoccupó di accogliere una parte di questi, mostrando loro dove accomodarsi, proprio come era stato ordinato da Molly. Fred e George si precipitarono prontamente dalle graziose cugine di Fleur, facendo sorridere la stessa Helen con i loro tentativi di parlare francese.
«Tu saresti la figlia di Thaddeus Clark?» abbaió una donna anziana. «Dovresti mangiare un po' di più, signorina» la rimproveró.
«Zia Muriel andiamo, il tuo posto è di lá» Ron la prese sottobraccio, rivolgendosi poi alla bionda: «Scusala Helen» aggiunse dispiaciuto, ma allo stesso tempo leggermente irritato; Helen gli sorrise.
Una volta fatte entrare tutte le persone che avevano ricevuto l'invito, si posizionarono lateralmente, lasciando cosí lo spazio necessario affinchè gli sposi potessero percorrere il corridoio principale. Vide entrare per prima i coniugi Weasley, particolarmente scalpitanti, poco dopo fecero il loro ingresso Bill e Charlie, accompagnati da un fischio di Fred. Seguí Fleur insieme al padre, Monsieur Delacourt. Helen incroció lo sguardo di Charlie per un momento, era davvero affascinante nel suo abito elegante. Lui le strizzó un occhio, facendola arrossire.
«Oh signorina non mi sembra il momento per scambiarsi queste occhiatine» sussurró zia Muriel, rimproveranda, poco prima dell'inizio della cerimonia d'unione.
Gli sposi, terminato il comune rituale che sugellava il loro amore, aprirono le danze. Tutti gli invitati si precipitarono in pista; vide Hermione e Ron, Jacob e Adeline, Ginny e Lee, che stranamente non l'aveva pregata di ballare con lui, evidentemente Fred e George gli avevano riferito qualcosa. Sussultó, sentendo qualcuno cingerle la vita, inducendola a voltarsi.
Era Charlie.
«Mi hai spaventata» rise lei, colmando immediatamente le distanze tra le loro labbra.
«Mi concede questo ballo, signorina Clark?» chiese lui, staccandosi dal bacio. Helen sorrise e annuí. Voleva danzare con lui, baciarlo in pubblico, mostrare a tutti quanto lo amasse. Si diressero verso il centro della stanza, volteggiando insieme agli altri invitati, scambiandosi qualche parola, alternata a teneri baci.
«Un giorno» inizió Charlie, stringendola di più a sé. «Anche noi» concluse, guardandola dritta negli occhi. Helen sapeva che alludesse al matrimonio e questo la fece agitare, per quanto bella fosse la prospettiva.
«Che ansia» disse istintivamente
«Perchè?» chiese lui, ridendo poco dopo alla buffa espressione che il viso di lei aveva assunto.
«Io...sarei una pessima moglie» ammise, leggermente imbarazzata.
Charlie non rispose, si limitó a scoccarle un altro dei suoi baci.
La cerimonia continuó tra balli, canti, cibo e champagne. Charlie l'aveva lasciata con Adeline, che aveva trascorso il resto del pomeriggio in compagnia del fratello di Helen, per raggiungere Hagrid ed un altro mago basso e tozzo, con i quali inizió a bere, affiancato dallo stesso Jacob.
«Come va, Hel?» le aveva chiesto, dopo un sorso di succo di zucca.
«Non mi lamento. Dopo il matrimonio torneró alla Gringott» rispose «Tu come farai, Adeline?» le domandó poi.
L'amica stava per rispondere, quando improvvisamente qualcosa di grosso ed argento piombó in mezzo alla pista, attraversando la tenda. Un patronus emerse da quella luce, sotto gli occhi di tutti.
«Il Ministero è caduto. Scrimgeour è morto. Stanno arrivando»
Helen sentì il cuore arrestarsi. Sapeva benissimo chi stesse arrivando. Pochi attimi dopo una moltitudine di Mangiamorte si fiondó su di loro, mentre il panico si scatenava tra i presenti. Maghi e streghe si smaterializzavano, superando le barriere protettive, ormai infrante; urla e schiamazzi infestavano l'ambiente circostante; vide alcuni membri dell'Ordine issare le bacchette al cielo, pronunciando incantesimi difensivi. Cercó di fare lo stesso, ma il braccio le tremava come fosse preso da spasmi. Aveva paura. Il clamore, sorto a causa dell'attacco, le confondeva i sensi, avvertiva la testa girare, l'ambiente circostante volteggiare; sentiva di star perdendo l'equilibrio, le voci le arrivavano ovattate. Inciampó su qualcosa, quando due mani possenti l'afferarono poco prima che toccasse il suolo.
«Helen stai bene?»
Charlie aveva evitato che cadesse e ora la guardava con occhi sgranati, visibilmente agitato.
«Sto bene» disse semplicemente, stringendosi al rosso.
Tra quelle mani, si sentì lontana dal braccio della morte.
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Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
