Regno Unito, 20 Agosto 1994
Il fatidico giorno della finale di Coppa del Mondo, giunse in men che non si fosse detto.
L'entusiasmo era palpabile nell'aria, in ogni particella che componeva l'atmosfera stessa.
Quella mattina avrebbero dovuto incontrare i Weasley e i Diggory alla Tana, in modo tale da organizzare il viaggio e la permanenza in vista della partita stessa. Il signor Arthur aveva accennato al fatto che avrebbero dovuto dividersi, affinchè non si creassero problemi con la passaporta. Ognuna delle tre famiglie avrebbe portato, inoltre, una tenda da viaggio che sarebbe servita loro per accamparsi durante la notte.
Helen, nonostante fosse alquanto emozionata all'idea di partecipare ad un evento di tale calibro, non mancó di svegliarsi tardi quella mattina, come al solito.
Il padre, il fratello ed Adeline si erano già recati dai Weasley e lei dovette lavarsi e vestirsi in fretta con la speranza che non l'avessero lasciata lì con Molly.
Chiuse l'ingresso di casa con un incatesimo protettivo e diregendosi a passo piuttosto svelto lungo il breve tratto di strada che separava la propria casa da quella dei Weasley.
Il cielo era ancora buio.
Non era per niente abituata alle corse mattutine, soprattutto munita di zainetto e gadget di tifoseria, tanto è vero che poco prima di entrare, si chinó sulle proprie ginocchia, ansimante, cercando di riprendere fiato.
Era deciso: da settembre avrebbe iniziato ad allenare il proprio corpo alla resistenza fisica, non poteva mica fare la figura della pappa molle?!
Sarebbe divenuta una spezzaincantesimi.
Si sistemó al meglio i capelli, che si erano leggermente arruffati a causa della corsa, varcando, poco dopo, la porta d'ingresso.
«Buongiorno a tutti.» disse, notando quanto il salotto dei Weasley desse l'impressione di essere pieno, più del solito.
Erano presenti anche i due migliori amici del piccolo Ron, Harry ed Hermione. Helen credeva che fossero davvero dei ragazzini fantastici e la loro amicizia le ricordava un po' quella tra lei, i gemelli ed Adeline.
La signora Weasley stava, come al solito, gridando contro i gemelli e le loro caramelle "Mou Mollelingua".
Notò Ginny, che per lei sarebbe rimasta sempre piccola, fissare Harry senza che lui se ne accorgesse, troppo preso a conversare con l'ultimo dei maschi di casa Weasley.
A quella scena Helen abbozzò un sorriso, constatando quanto la rossa fosse, tutto sommato, simile ad Adeline quando poneva i suoi occhi su Jacob.
O a sé stessa, quando fissava il fratello della ragazza.
Tuttavia, tra le tante persone che gremivano la stanza, mancava proprio Charlie.
Lo cercó con lo sguardo, mentre si avvicinava al tavolo attorno a cui gli altri si erano riuniti.
Nulla.
Sperava che non si sentisse male, o che non fosse stato richiamato in Romania e che, quindi, in entrambi i casi, non sarebbe andato con loro alla partita.
"Se avesse avuto un imprevisto di lavoro, Jacob te l'avrebbe detto." pensó tra se'.
Il che era vero, per cui, escluse a priori l'idea.
Sebbene il pensiero di lui non l'abbandonasse un secondo, cercó di concentrarsi sui discorsi dei presenti, i quali erano intenti a pianificare i tempi e i modi del viaggio.
«Ciao dormigliona.» la etichettó Adeline, che sembrava sprizzare felicitá da tutti i pori.
Immaginava che fosse riuscita in qualche modo a passare del tempo, o quanto meno a conversare con Jacob, glielo leggeva dal sorriso stampato sul volto.
«Noi faremo parte del secondo gruppo.» disse poi, cercando di spiegare le modalità secondo cui si sarebbero spostati.
«Io, tu, papà e Jacob?» chiese Helen.
«Si, Charlie, Bill e Percy si materializzeranno più tardi. I Diggory andranno con il signor Weasley» rispose lei, ammiccandole non appena pronunció il nome del secondogenito Weasley.
In effetti, ora notava l'assenza anche degli altri due.
Adeline sorrise, evidentemente perché i suoi occhi si erano letteralmente illuminati all'ascolto. Come potesse quel ragazzo, ogni volta, infonderle una tale vitalitá, una tale gioia, davvero non riusciva a comprenderlo.
Si conoscevano da sempre, ed era come se ad un tratto i loro destini si fossero incrociati, predestinati a quello.
Una cosa però era certa: Charlie sarebbe venuto alla partita e questo, l'acquietò, scacciando le sue infondate paranoie.
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Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
