Capitolo 50 - M.A.G.O.

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La fuga dei gemelli Weasley sembrò essere l'innesco, se non la causa di tutto il caos che regnò nei mesi successivi. Molti studenti iniziarono a ribellarsi alla Umbridge, che pareva non riuscir più a tener a bada nè i maghi e le streghe, i quali continuavano a servirsi delle Merendine Marinate, lasciate da Fred e George, ogni qualvolta avessero lezione con lei, nè i continui scherzi di Peeves, che continuava a rovesciare banchi, armadietti, sedie, combinando guai a destra e a manca. Aveva mantenuto fede alle direttive lasciategli dai gemelli, poco prima di varcare il portone d'ingresso a bordo delle loro Tornado.
Nonostante il clamore suscitato da questo avvenimento, Helen non poteva non tener conto di una cosa: a breve avrebbe avuto i M.A.G.O, gli esami finali, che le avrebbero conferito il diploma e un posto di lavoro nel Mondo Magico. In quei due anni, aveva chiarito le sue idee in merito, affinando le sue conoscenze in Aritmazia, Incantesimi, Difesa delle Arti Oscure e Antiche Rune, discipline che le sarebbero servite per la carriera di Spezzaincantesimi. Aveva avuto molti dubbi sul proprio futuro, ma, grazie anche all'aiuto di Bill Weasley, che le aveva illustrato tutti i pro e i contro della professione, aveva deciso. Le sarebbe piaciuto davvero viaggiare per il mondo in cerca di tesori appartenuti a maghi e streghe, milioni di anni prima, scoprire tombe, misteri; lo trovava entusiasmante. Il primogenito dei Weasley era stato piuttosto chiaro sui pericoli che avrebbe potuto incontrare durante i sopralluoghi: maledizioni antiche a protezioni di luoghi importanti, maghi oscuri, che non avrebbero esitato a sferrarle contro un Avada Kedavra. Questo in parte la terrorizzava, ma, allo stesso tempo le dava la carica giusta; avrebbe corso il rischio.

Le settimane trascorsero così velocemente che ad Helen sembrò fossero volate, incalzate da qualche sorta di strano incantesimo temporale. Il giorno tanto atteso arrivò, ma in verità lei era piuttosto tranquilla, differentemente da Adeline, che dovette farsi somministrare una dose di pozione rilassante. Aveva acquisito una certa maturità, un autocontrollo in grado di tener a bada la propria ansia da prestazione; aveva addirittura dormito tranquillamente quella notte, o quantomeno in modo poco agitato. Helen non era più in grado di provare il vero senso di quiete. Aveva sempre la mente infestata da mille pensieri negativi, che, purtroppo, non erano per niente legati alla sua carriera accademica. Forse, per la prima volta nella sua vita, era riuscita a comprendere cosa intendessero e provassero i gemelli, quando avevano ammesso di avere tutt'altre preoccupazioni; preoccupazioni che andavano ben oltre quelle scolastiche. Le loro vite erano tempestate di paura, non certo per gli esami finali, che Fred e George, d'altronde, non avrebbero sostenuto, ma per tutto ciò che fosse al di fuori di quel castello, tutta l'oscurità che li avrebbe invasi una volta catapultati nel mondo reale, quello senza incantesimi protettivi, quello che non avrebbe indugiato a colpirti, anche alle spalle. Helen avrebbe dovuto prepararsi ad affrontare un duello più grande di quelli combattuti all'ES.
Le prove scritte furono abbastanza difficili, tuttavia, sentiva di non essere andata cosí male, anzi, era stata in grado di rispondere a tutti quesiti presenti, scrivendo più di cinque righe ad ogni domanda aperta. Era soddisfatta. Il pomeriggio si tennero gli esami pratici, allo stesso modo dei G.U.F.O, e quelli, andarono alla grande, senza alcuna complicazione o inceppo. Mostrò agli esaminatori la massima destrezza nel padroneggiare tecniche e conoscenze, acquisite in quegli anni, nelle discipline scelte.
«Signorina Clark, lei cosa vorrebbe fare?» le chiese, a fine prova, l'esaminatore di Difesa contro le Arti Oscure.
«Spezzaincantesimi» asserrí lei, decisa. Non voleva mostrare tentennamenti.
«Siamo sicuri» iniziò lui, volgendo lo sguardo prima ai colleghi, poi, nuovamente a lei. «Che la Gringott sarà fortunata ad averla» concluse, sorridendole sotto i folti baffi.
Helen si rassicurò, sentendo un senso di soddisfazione esploderle in petto.

I risultati dei M.A.G.O. giunsero molto prima rispetto a quello dei G.U.F.O, questo per preparare i ragazzi e dare loro il tempo materiale per contattare le corrispettive sedi lavorative, registrarsi negli elenchi appositi o iscriversi ai corsi formativi di perfezionamento.
Quella sera avrebbero dovuto partecipare alla rituale cerimonia del diploma, organizzata per recare un ultimo saluto a tutti i ragazzi del settimo anno, che avrebbero lasciato la scuola, inserendosi nel così detto mondo dei maghi adulti. Helen era più che sicura del fatto che quest'anno non sarebbe stato per nulla come gli altri. Il fastidioso senso di rigore e compostezza della Umbridge avrebbe negato qualunque tipo di festeggiamento, se non un semplice banchetto, forse, qualche applauso e, sicuramente, un noiosissimo discorso in cui avrebbe elogiato il Ministero e suoi perfetti metodi d'insegnamento.
Helen percepiva il cuore scalpitare nel petto, a breve sarebbe giunto un gufo con i risultati dei M.A.G.O. Il momento tanto atteso arrivò e non appena ebbe finalmente la pergamena tra le mani, cacció un grosso sospiro, srotolandola lentamente, ad occhi chiusi. Quando li riaprì, lesse lentamente:

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