Capitolo 56 - Perdita

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Piton.
Helen sentì il sangue arrestarsi.
Fuori da lì si udiva un suono bello quanto straziante: il canto di una fenice.
Piton, il direttore della sua casa, il burbero professore di pozioni, l'uomo che non provava amore, forse era davvero così.
Tutto quel tempo Piton aveva mentito all'Ordine, aveva ingannato ognuno di loro, Silente stesso, per poi infliggergli il colpo mortale.
Stentava a crederci.
Si era ricreduta su Piton dopo la lettera di raccomandazione; non si era mai sbagliata tanto.
Harry aveva raccontato loro tutta la scena, tutto ció che i suoi occhi avevano dovuto subire.
Ciascuno dei presenti stentava a credere a cosa fosse accaduto, e si incolpava per come le cose fossero andate.
Ora si trovavano in infermeria, dove Bill giaceva dolorante, gravemente sfregiato da Grayback. Era assistito da sua madre, e dalla bellissima Fleur, che Helen fu contenta di rivedere. Ma forse non era il momento per la gioia. Un istante prima Charlie e Jacob avevano portato via lei e Adeline dal corridoio, come pietrificate, incapaci di fare qualsiasi cosa.
Avevano impedito vedessero il corpo di Silente, ma Helen immaginó comunque il suo volto, contornato dalla barba chiara, come assopito. Quella figura le si ripropose in mente più volte.
Non avrebbe più sentito parlare del grande Albus Silente, che aveva sconfitto uno dei maghi oscuri più potenti, che aveva lavorato con Flamel in persona, che amava la musica da camera e che era sempre in grado di spronare gli studenti con un bel discorso di inizio anno.
Erano sconvolti.
Tonks, Lupin, la McGranitt; Charlie aveva gli occhi gonfi, Jacob stava poggiato a lui, piangendo per quanto appena successo.
Ginny, Ron, Hermione e una ragazza, che Helen ricordó come Luna, cercarono di ricostruire gli eventi.
La vita di tutte le persone, lì e fuori, era stata segnata da quell'evento.
Helen non prestava attenzione a ció che stesse accadendo intorno a lei, aveva gli occhi sbarrati, persi oltre i pensieri.
Adeline lì accanto singhiozzava ininterrottamente, ora tra le braccia di Jacob.
Charlie le si fece vicino, attirando per un istante gli sguardi degli altri. Avrebbero scoperto di loro? Bene. Non le importava nulla, perché solo l'amore in quel momento avrebbe potuto attenuare quel senso di perdizione. Il rosso le avvolse le spalle con un braccio, stampandole un bacio tra i capelli.
Era felice di rivederlo, ma avrebbe preferito non fosse accaduto così.
Poi le porte si spalancarono, e suo padre entró.
Helen non era mai stata così felice di vederlo. Camminó a passi silenziosi verso i presenti, affiancandosi a lei e a Charlie, toccando la spalla del ragazzo in segno di affetto, come a ringraziarlo.
Erano lì; tutte le persone che avrebbe voluto affianco erano esattamente lì, eppure c'era qualcosa, qualcosa che le dava amarezza.
Ripensó al marchio nero sospeso sulla scuola. Ripensó alle luci della battaglia.
Sua madre era andata via così? Era andata via come aveva fatto Silente?
Si morse il labbro, cercando di non cedere.
Era stata una lunga notte.

Qualche giorno dopo, come deciso dall'Ordine, fu organizzato un degno addio per il professor Silente.
Il funerale si sarebbe tenuto sul lago. Il sole era alto nel cielo, ma il mondo intorno sembrava essere congelato.
Il tepore del sole accarezzava il viso di Helen, mentre osservava una calca di studenti muoversi verso la fila di sedie, guidati dai direttori delle rispettive case.
Fu un pugno nello stomaco notare che Piton fosse stato sostituito da un altro.
Tutte le sedie erano rivolte verso una tavola di marmo bianco, che rifletteva la luce solare di quella giornata estiva.
Uno straordinario assortimento di persone stava  seduto su metà delle sedie: vecchi e giovani, ma tutti accomunati da un'espressione triste e pensierosa. Lei era seduta vicino agli altri membri dell'Ordine. Accanto a lei c'erano Charlie e Adeline, che le stringevano le mani, Jacob e i gemelli, in delle bellissime giacche di pelle di drago.
Davanti a lei c'erano Kingsley Shacklebolt, Malocchio Moody, Tonks, con una spiccata capigliatura rosa, che teneva la mano di Remus Lupin, il Signor e la Signora Weasley, suo padre accanto a loro, e infine Bill, ancora dolorante, sorretto da Fleur. Oltre a loro, Helen riconobbe anche l'odiosa Dolores Umbridge, e il nuovo ministro Scrimgeour.
Sotto la verde acqua chiara un coro di sirene aveva cominciato a cantare qualcosa di molto triste, che pareva un lamento disperato, simile a quello emesso dalla fenice. Poi Hagrid, visibilmente scosso e con le lacrime agli occhi, portó tra le braccia il corpo di Silente, avvolto in un drappo viola, ornato di stelle dorate. Helen scoppió in lacrime senza rendersene conto, unendosi a Hermione, Ginny e Adeline, che singhiozzavano più forte, ogni volta che Hagrid avanzava di un passo. Quella giornata era divenuta improvvisamente gelida.
Anche i centauri sbucarono dalla foresta a porgere l'ultimo saluto; poi un mago, vestito di nero e con i capelli arruffati tenne un discorso in sua memoria.
Non appena questi ebbe finito di parlare, alcune grida si levarono dalla folla. Alte e bianche fiamme avvolsero il corpo di Silente e il tavolo su cui giaceva. Un fumo bianco salì a spirale nell'aria disegnando vortici. Poi il fuoco svanì, al suo posto c'era una bianca tomba di marmo, che custodiva il corpo di Silente ed il tavolo su cui riposava.
Helen poggió la sua testa sulla spalla di Charlie.
Ogni cosa era cambiata, stava cambiando, e avrebbe continuato, ma lui era lì.
Charlie era lì con lei. E per un istante non contó nient'altro.

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