I gemelli avevano afferrato Helen, trascinandola in acqua con loro.
Charlie era rimasto seduto lì, guardando la scena divertito: la bionda cercava di divincolarsi, provando, con dei colpi sulla schiena, ad indurre George a lasciarla andare.
La leggera brezza marina gli increspava i capelli ramati, sentiva goccioline di acqua salata sfiorargli la pelle calda.
Chiuse gli occhi, ispirando l'aria pura che lo circondava. Gli era mancato il mare, erano anni ormai che non appropinquava a quella spiaggia, che riteneva, d'altronde, un pezzo della propria infanzia.
Quando li riaprì, vide che Helen era, per un attimo, uscita dall'acqua, irata per il tuffo che i gemelli le avevano fatto fare, maledicendoli.
Si fermó a guardarla: aveva un costume bianco che le calzava perfettamente, lasciando scoperti alcuni punti ed esaltando le forme.
Fred e George continuavano a schizzarla e tirarla in acqua, nonostante lei cercasse di sfuggire loro in ogni modo.
Quella scena lo faceva ridere moltissimo, sapeva quanto i fratelli potessero essere vivaci, e quando si trovava lontano da casa gli mancava averli intorno.
Helen finalmente era riuscita a svignarsela, allontanandosi dal bagnasciuga, mentre urlava ai due qualcosa come: "Se vi avvicinate di nuovo, vi crucio."
Charlie rise, quei tre insieme erano uno spettacolo di comicità assoluta.
La bionda, che ora aveva le spalle rivolte al mare, alzó leggermente la testa in direzione del sole, chiudendo gli occhi e passandosi le mani tra i capelli bagnati, buttandoli all'indietro.
Charlie rimase incantato, sembrava uno di quegli esseri mistici che i babbani chiamavano "angeli". L'accostamento dei colori: biondo dei suoi capelli, bianco del costume e l'azzuro del mare sullo sfondo, risaltava la sua figura, rendola tanto bella, di una meraviglia delicata.
Sebbene si trattasse di una dolorosa bellezza, e di un tocco che per Charlie era letale, ardente, a lui sembrava fosse così vulnerabile da aver bisogno di protezione.
Magari da qualcuno, magari da lui.
Quel pensiero lo indusse a rivolgere lo sguardo altrove, non capiva davvero cosa stesse cercando di comunicargli il proprio subconscio, e qualsiasi essa fosse, non era possibile.
"Tuttavia..."
La guardó di nuovo: questa volta, da ció che aveva intuito, era stata reclutata come arbitro per la gara di nuoto che Fred e George avevano velocemente indetto, insieme al più giovane Ron.
"...lei sembrava volesse dirmi qualcosa."
Ripensó alla canzone di qualche sera prima, non aveva potuto rimuoverla dalla mente. Ricordó il testo, le parole, il modo in cui lei le aveva pronunciate, e il modo in cui lo aveva guardato, come non avesse mai staccato gli occhi da lui, come se stesse rivolgendo a lui ognuna di quelle, come se avesse avuto qualcosa da dichiarargli.
Rifletté su quanto lei fosse cambiata, ma non solo fisicamente, quello era più che evidente e anche alquanto concreto; ma piuttosto intellettualmente.
Come riuscisse a strutturate discorsi di un certo calibro e conversazioni degne di essere ascoltate. Era affascinato da quante cose sapesse, sia del mondo magico, che di quello babbano, senza mai vantarsene.
Quella ragazza amava il sapere, amava conoscere, amava ogni cosa di cui era ancora all'oscuro. Charlie lo aveva notato dai suoi occhi vispi, sempre attenti ad ogni minimo dettaglio.
Era venuto a conoscenza grazie a Fred e George del fatto che avesse conseguito ben dieci G.U.F.O., incredibile.
Il sole ormai alto nel cielo, picchiava sulla pelle, che sentiva bruciare lievemente, bisognosa di acqua fresca.
Si diede una piccola spinta, issandosi in piedi, scuotendosi la sabbia attaccata al costume.
Helen era ferma in riva al mare, con i piedi nell'acqua, mentre osservava così attentamente il procedere della sfida tra Fred, George e Ron, tanto da non si accorgersi di lui, fin quando non le si fu avvicinato da dietro, pizzicandole leggermente i fianchi, per spaventarla.
Infatti, come aveva previsto, la ragazza sobbalzò, voltandosi bruscamente nella sua direzione, cercando di capire chi fosse stato a farle quel terribile affronto. Non appena lo vide, la sua espressione mutò.
Charlie rise, era buffissimo il mondo in cui i lineamenti del suo viso fossero cambiati così velocemente.
«Charlie...» disse solamente lei.
«Cosa? Cruci anche me?» la sfidò lui, beffardo.
«Non che avessi di certo paura di farlo.» rispose lei, mantenendo il suo stesso tono.
«Oh, non che avessi dubbi in merito» ammise lui.
Sapeva tenergli testa.
Helen sorrise e lui si sentì, come alla Riserva delle Creature Magiche, rapito, incatenato.
«Sei...una delle ragazze più belle che abbia mai visto.»
Non seppe come quell'affermazione gli fosse sfuggita dalla bocca così repentinamente.
I loro occhi non si staccarono gli uni dagli altri, poi lei curvó leggermente la bocca, facendo una smorfia.
«Una?» lo provocò.
«La più bella» ammise lui, sorridendo, mentre continuava a fissarla.
«Mh...» rispose lei, rivolgendo poi lo sguardo in direzione del mare. «Avrei preferito che mi avessi detto 'la più intelligente'» aggiunse poi, ridendo e guardandolo per una frazione di secondo, giusto il tempo di osservarne la reazione.
Dopodicchè entrò di nuovo in acqua, raggiungendo i gemelli e lasciandolo solo sul bagnasciuga, ancora leggermente scosso dalla precedente affermazione di lei. Helen era così, criptica, indecifrabile, lo lasciava sempre in balia di mille domande senza alcuna risposa: un enigma.
Aveva la capacità di farlo sentire un perfetto idiota. E lui non lo era. Per lavorare con i draghi si dovevano avere tante qualità, e la stoltezza non rientrava per nulla tra queste. Eppure lei ci riusciva.
La guardó avanzare nell'acqua a grandi bracciate, raggiungendo gli altri. Il modo in cui il suo corpo snello sfiorava la superficie del mare, conduceva la sua mente verso numerosi pensieri. Avrebbe voluto afferrare quelle gambe, che si muovevano rapide per stare a galla.
Si chiese che sapore avesse la sua bocca, inumidita dall'acqua salata.
E non si rimproverò per quei pensieri, come aveva fatto sino a quell'istante.
"I due si innamorarono follemente, tanto da non riuscire a stare lontani l'uno dall'altra" ripensó alle parole di Helen su Ginevra e Lancillotto.
Si lanció in acqua, trovando sollievo da quel caldo asfissiante. Si mosse in direzione dei suoi fratelli e della ragazza.
Notó che i gemelli stavano cercando di lanciare Helen, questa volta con il suo consenso.
George la teneva in equilibrio sulla spalle, stringendola con le mani.
Fred gridó: «Uno...due...tre!».
George lasció la presa, ed Helen saltó in acqua, gridando a sua volta, sotto lo sguardo divertito di Ron e Fred.
Quando ritornó su, tossiva forte.
Charlie si preoccupó, mosse istintivamente le braccia, annullando la distanza che teneva dal gruppo.
«Ma siete impazziti?!» inveì contro i gemelli, cosa che non era proprio da lui. I due lo fissarono straniti.
Poi si rivolse ad Helen, con premura : «Stai bene?».
Helen, che tossicchiava ancora, sputando acqua, annuì.
«Mi è entrata dell'acqua nel naso» spiegó, ridendo appena.
«Pensavo che...» cominció, ma i gemelli lo interruppero.
«Credevi che volessimo affogarla?» rise Fred.
«Rilassati Charlie, per un attimo sembrava che Perce si fosse impossessato di te!», concluse George.
Helen lo guardó con un'espressione stranamente dolce.
Aveva avuto uno slancio di protezione nei confronti di lei, che doveva essersene accorta.
"Sono io" pensó, "Sono io che devo proteggerla".
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Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
