Helen pranzò piuttosto velocemente quel giorno e, dopo aver conversato quanto bastasse per non destare inutili sospetti, si congedò con la scusa di voler riposare prima di affrontare le lezioni pomeridiane.
Afferrò le proprie cose e mentre attraversava la Sala Grande, gettò un'occhiata all'interno della borsa per accertarsi che il manuale sui draghi, che aveva preso in prestito il giorno prima dalla biblioteca, ci fosse ancora. Percorse il corridoio con passo svelto, guardandosi ogni tanto attorno, per controllare che nessuno la stesse osservando. Accelerava, ma quando si accorgeva di star quasi correndo, rallentava. Voleva passare inosservata.
Il cortile non era pieno come negli orari di punta, immaginava che fossero ancora tutti nella Sala Grande o nei propri dormitori.
Si sedette in un posto un pochino più appartato, appoggiò la borsa accanto a lei, tirando fuori il libro. Rilesse il titolo, rivolgendo poi la sua attenzione alla pagina delle firme.
Charlie Weasley.
Data di consegna: 4 Maggio.
Helen Clark.
Data di consegna:
Era presente anche il suo nome, ora, nonostante la data di consegna non fosse ancora stata inserita. Rimarcò col dito prima il nome del ragazzo, lievemente, e poi il suo, notando l'accostamento delle scritture, quanto i loro nomi fossero vicini, proprio come lo erano stati loro il giorno della degnomizzazione.
"Helen. Charlie."
Lesse mentalmente, abbozzando un piccolo sorriso, quasi compiaciuto, per poi ricordare il motivo per cui fosse sgattaiolata lì: leggerlo.
Non certo perdersi nelle sue fantasie, questo poteva farlo anche in altre occasioni.
"Come le lezioni di Storia della Magia" si disse.
Helen non capiva esattamente perchè si stesse comportando così, era tutto così nuovo per lei, e più ci pensava, più negava che non fosse assolutamente possibile il fatto che lei si fosse presa una cotta per Charlie Weasley, per il migliore amico di Jacob, per il fratello dei Gemelli.
Girò la pagina, iniziando la lettura del primo capitolo:
"PROLOGO
I draghi sono enormi creature magiche classificate come livello XXXXX dal Ministero della Magia (cioè estremamente pericolosi, uccisori di maghi ed impossibili da addomesticare)."
Helen notò che accanto alla prima riga era stata disegnata una freccia, al termine della quale era stato poi inserito a mano un appunto.
"E dall'ultimo decreto varato dal Ministero della Magia, è severamente proibito commerciare le loro uova."
Helen rilesse la nota più volte per assicurarsi che quello che stesse pensando non fosse un'altra delle sue infondate ipotesi: quella era la scrittura di Charlie. Tornò alla pagina iniziale per confrontare le due scritture e ne ebbe la conferma.
Charlie aveva scritto quella frase. Aveva una calligrafia particolare, piccola e stretta, tuttavia leggibile.
Era così immersa nei suoi pensieri da non accorgersi che si fosse avvicinato qualcuno.
«Cosa leggi?»
Era Adeline.
Helen per poco non saltò per lo spavento, richiuse subito il libro, provando (inutilmente) a nasconderlo sotto il mantello.
«Mi hai spaventata.» protestò.
«Ti stavo osservando.» ribattè l'amica sedendosi accanto a lei.
«Mi stai forse spiando?» domandò Helen, alzando un sopracciglio.
«Più o meno. Sei strana ultimamente, appena hai un minuto libero scappi via e sparisci. Posso capire cosa nascondi?»
Lo sguardo di Adeline si posò prima sul libro, che Helen tentava di celarle e poi nuovamente a lei, dopodichè continuò il suo interrogatorio, non lasciandole nemmeno il tempo di rispondere.
«Che cos'è?» si protese verso il manuale. «Fammi vedere.»
«No.» asserì immediatamente Helen, allontanandolo quanto più possibile.
Stava iniziando a sentire caldo, non sapeva cosa dire che cosa fare: Adeline sapeva essere particolarmente testarda quando voleva.
«Ma perchè?» chiese l'amica, guardandola dritta negli occhi.
Helen non rispose, ne' riuscì a sostenere quello sguardo a lungo.
«Accio libro.»
Helen non fece nemmeno in tempo a trattenerlo, che il manuale sfiló da sotto il suo mantello, precipitando prontamente nelle mani di Adeline.
Troppo tradi per cercare di afferrarlo o di sbraitare, nel tentativo di farselo ridare: avrebbe solamente alimentato ulteriormente la curiosità della mora.
Le restava una sola cosa da fare: negare.
"O dirle la verità" ammise a sé stessa.
Adeline era la sua migliore amica, non l'avrebbe mai giudica e forse avrebbe anche potuto consigliarla in qualche modo, o meglio, avrebbe potuto aiutarla a capire; perchè Helen non comprendeva lo strano motivo per cui ultimamente si comportava come se avesse qualcosa da nascondere agli altri.
Adeline l'avrebbe aiutata a comprendere quei sentimenti, non a nasconderli.
Piuttosto, era a lei stessa che stava celando la realtà, cercava di evitare domande da parte dei suoi amici per il semplice fatto che non avrebbe saputo cosa rispondere.
Adeline osservò la copertina del libro, perplessa, dopodiché iniziò a sfogliarlo, ritornando poi alla pagina su cui venivano apposte le firme.
La guardò, aveva lo sguardo di chi crede di aver capito tutto.
«Draghi? Da quanto in qua ti piacciono i draghi?» le chiese.
«È solo curiosità.» rispose lei, iniziando a mordersi il labbro nervosamente.
Adeline sembrò quasi non tener conto di ciò che Helen avesse appena affermato, infatti osservò nuovamente la pagina aperta che aveva davanti, per poi continuare.
«O meglio...» fece una pausa.
I grandi occhi marroni della migliore amica si posarono nei suoi, aveva l'espressione di chi cerca di ricordarti che è praticamente inutile far finta, perché ti conosce meglio di chiunque altro, come le proprie tasche.
«Da quando in qua hai una cotta per Charlie Weasley?»
Quella frase le sembró un Expelliarmus.
Adeline l'aveva disarmata, ed Helen se lo aspettava.
Cercò di trovare qualche plausibile scusa che l'avrebbe tirata fuori da quella situazione, almeno temporaneamente, ma fu del tutto inutile.
«E non provare a mentirmi.» le ordinò.
Forse poteva confonderla: rispondendo alla domanda...con un'altra domanda.
«Perchè credi che mi piaccia il fratello dei gemelli?»
Non chiamarlo per nome avrebbe aiutato Helen a dissimulare il suo probabile interesse nei confronti del ragazzo.
«Perchè hai preso un libro sui draghi quando non ti sei mai interessata alle creature magiche prima d'ora.»
«E allora? C'è sempre una prima volta, no?»
Doveva mantenersi sulla difensiva.
«Certo come no, guarda caso proprio dopo le vacanze di Natale, proprio un libro sui draghi e d'altronde, proprio preso in prestito da Charlie Weasley.»
«È solo una casualità.»
Si mantenne vaga.
«Andiamo, ti comporti in modo da settimane, hai sempre la testa tra le nuvole e ogni volta che senti un qualsiasi nome che possa assomigliare a 'Charlie', ti agiti o diventi rossa come un pomodoro.» sentenziò Adeline, richiudendo il libro e deponendolo, con un po' troppa forza sul muretto.
Se avesse potuto fulminarla con lo sguardo, lo avrebbe fatto: era furiosa, a tratti ferita.
Helen immaginava che l'avesse delusa in qualche modo, perchè in cuor suo sapeva di averla tenuta all'oscuro di ciò che stava provando, ciò che si sforzava così tanto di negare, in primis a sè stessa.
«E non cercare di confondermi con i tuoi giri di parole. Per Merlino, Helen, sei come una sorella! Davvero credi che, dopo 17 anni, io non abbia imparato a capirti? E non voglio indurti a dirmi ciò che non vuoi, ma perchè nasconderti, mentirmi?»
Adeline si era avvicinata e le aveva preso le mani, non staccando mai i propri occhi dai suoi.
Helen potè, in parte, leggere quali fossero le emozioni delll'amica in quel momento: si sentiva tagliata completamente fuori dalla sua vita.
In effetti, lo aveva fatto davvero, si era chiusa nel proprio mondo, serrandolo con molteplici incantesimi di chiusura.
Tuttavia, quel suo atteggiamento, non solo la stava facendo impazzire, perchè non aveva avuto modo di confrontarsi con nessuno riguardo quell'argomento, ma l'unica cosa che aveva ottenuto era un enorme fossato, che lei stessa si era costruita, che la separava dal resto dei suoi amici, da Adeline, da chi forse poteva aiutarla a trovare una risposta, che nemmeno lei stessa riusciva a darsi.
«Adeline, m-mi dispiace.»
«Di me puoi fidarti Helen, lo sai vero?»
Annuì.
Poteva davvero fidarsi di lei, lo aveva sempre fatto e non comprendeva davvero il perchè ora non ne avesse avuto il coraggio.
Prese coscienza di ciò che era accaduto, decidendo così di raccontare all'amica tutto, ogni cosa, ogni sensazione, ogni episodio che avesse potuto, in qualche modo, farle capire quel che lei stesse sentendo.
Non trascurò alcun dettaglio.
«Non capisco cosa sia questa...'cosa' che mi accelera il battito ogni volta che penso a lui, ai draghi, ai momenti in cui abbiamo parlato, siamo stati vicini, al suo profumo.
Non lo so, davvero.»
«Io direi che questa 'cosa' è semplicemente l'essere innamorati.»
Adeline rise. Immaginó l'espressione che il suo viso avesse assunto all'ascolto di quella frase.
«Se essere innamorati è cosí... Per Salazar!»
Si portó una mano alla fronte, iniziando a massaggiare le tempie.
Non terminò la frase, ma il gesto fu sufficiente ad Adeline per comprendere cosa stesse intendendo, esplodendo, poi, in una grossa risata.
STAI LEGGENDO
Omnia Mutantur
Fanfiction[AN HARRY POTTER SPIN-OFF] Tutto cambia, niente muore. (Tratto dal testo) «Di fronte al vero amore dobbiamo essere nudi, cioè sinceri ed autentici, pronti a donarci interamente, affinchè riesca ad emergere la parte migliore di noi.» fece una breve p...
