Uscii dalla doccia infagottandomi nel mio accappatoio nuovissimo, rigorosamente rosa.
Frizionai i capelli con un asciugamano e li racchiusi in una sottospecie di turbante.
Camminai tranquillamente a piedi nudi sul pavimento grigio del bagno, quelle mattonelle antiscivolo erano la mia vita ormai.
Dovevo ringraziarmi mentalmente di aver insistito per averle.
Aprii il mio cassetto speciale pieno di creme e sieri di tutti i tipi, lo avevo risistemato proprio ieri e già mi sembrava un casino.
Ormai le aziende mi inviavano di tutto, i prodotti da testare sembravano straboccare e ogni giorno un corriere diverso suonava alla porta.
Comunque sia, spalmai sul mio viso la mia crema preferita del momento, asciugai i capelli con cura e poi mi diressi in camera per vestirmi.
Mi spogliai dell'accappatoio per infilare l'intimo di pizzo rosa cipria che avevo scelto per quella sera, poi mi diressi in cucina mezza nuda per accendermi una sigaretta.
In piedi nelle mie ciabattine lilla, aspirai il fumo rilassandomi e sorseggiando un goccio di caffè.
L'isolotto di marmo in mezzo alla stanza mi piaceva sempre di più ogni volta che lo osservavo, pensai mentre mi beavo di un altro tiro di sigaretta.
Quando spensi la cicca nel posacenere, tornai in camera tranquillamente, realizzando fossero solo le sette.
Entrai nella cabina armadio, passeggiando fra tutti i miei vestiti, scrutai l'abitino giallo appeso su una gruccia e lo scartai mentalmente.
"Non posso farmi trovare in pigiama" borbottai parlando da sola "nemmeno in tuta" sbuffai.
Quando arrivai ad un abito nero da sera lungo in camoscio lo guardai scettica prima di autobacchettarmi ancora "Too much Franci, non vai mica ad un Gala" scartai anche quello.
"Oh che cazzo mi metto?!" sbottai sedendomi nel bel mezzo della cabina, a terra.
Sembravo una squilibrata, e probabilmente in realtà lo ero se parlavo da sola... anche se effettivamente lo facevo da sempre.
Infatti sei sempre stata squilibrata.
"Grazie" ringraziai ad alta voce la mia coscienza.
Muovevo freneticamente le cosce mentre me ne stavo a gambe incrociate, un po' come fanno le bimbe piccole a danza, la mia maestra diceva "esercizio a farfalla".
Perciò dicevo, stavo facendo l'esercizio a farfalla quando un abitino rosa in seta e ricco di sbuffi e fronzoli catturò la mia attenzione.
"Sssssi!" Urlai euforica.
Non troppo impegnativo ma nemmeno da barbona.
Perciò lo infilai velocemente prima di correre in bagno a improfumarmi dalla testa ai piedi.
A passo spedito entrai nella mia camera dedicata al make-up, si ora avevo un santuario personale in casa mia, e mi sedetti alla mia postazione.
Frugai fra i vari prodotti optando per qualcosa che mi andasse a genio e mi truccai minuziosamente.
Sistemai i miei capelli con un paio di mollettine sbrilluccicose e mi vaneggiai davanti allo specchio come una diva di Hollywood.
"Complimenti bella, ti sei impegnata stasera" mi indicai divertita.
Quando finalmente mi alzai dalla poltrona, corsi in cucina ad accendere il forno.
Avevo preparato una bella lasagna nel pomeriggio e ora dovevo solo cuocere il mio pollo con le patate.
Guardai l'orologio constatando fosse già le otto e mezza, improvvisamente mi sentii in ritardo.
Perciò corsi per tutta la sala da pranzo mentre cercavo di apparecchiare il tavolo nel modo più carino che mi venisse in mente.
"Forse dovrei mettere l'altra tovaglia" borbottai pensierosa.
Tolsi velocemente quella per sostituirla con un'altra più di mio gradimento, poi cominciai a sistemarla minuziosamente.
Quando finii, girai il pollo prima di incamminarmi in camera per infilare i miei tacchi abbinati all'outfit.
"Non troppo alti e molto chic" soffiai mentre mi guardavo allo specchio.
"Ok, cosa manca?" mormorai con le braccia in vita mentre guardavo la tavola qualche minuto dopo.
Guardai ancora l'orologio, erano le nove.
Il campanello mi fece rizzare le orecchie mentre camminavo a mio agio nelle scarpe, aprii la porta sorridente mentre i miei amici entravano in casa.
"È bellissima baby, ma tu lo sei di più" mi abbracciò Francesco.
Daniel e Mirko entrarono tranquillamente, regalandomi molti baci e abbracci.
Non li vedevo da quando ero qui a Milano, mi erano mancati da morire.
"Un po' di vino?" domandai.
Riempii i loro bicchieri dopo aver ricevuto consensi e ci accomodammo sul divano cominciando a chiacchierare.
Mentre loro parlottavano divertiti, afferrai il cellulare sul tavolino.
Composi il numero sentendo squillare, ma nessuna risposta.
Anzi, il suono della segreteria mi fece quasi urlare.
Dove diavolo si era cacciato?
Dieci minuti dopo il campanello suonò ancora, interrompendo le nostre risate.
Pregai vivamente che lui avesse dimenticato le chiavi, ma no... erano Ava e Lollo.
"Ehi" li salutai.
"Dolcezza, vi siete superati proprio" ridacchiò Ava mentre si faceva strada in casa.
Lollo mi abbracciò felice, lasciandomi fra le mani una bottiglia di vino.
Avevo espressamente chiesto di non ricevere regali.
Mezz'ora dopo e dieci chiamate senza risposta, eravamo tutti comodamente seduti.
Avevo spento il forno e stavamo sorseggiando del vino tutti insieme, o quasi.
Quando finalmente sentii la serratura scattare, corsi verso la porta d'entrata.
"Dove diavolo eri finito?!" sbottai bisbigliando.
"Shh, sono qui Mami. Ho fatto tardi, scusami" mi sorrise baciandomi dolcemente.
"Dove sei stato?" lo fissai.
"Sei bellissima piccola" soffiò sulle mie labbra.
"Stai cercando di addolcirmi?" ridacchiai sulle sue labbra.
"Non ne ho bisogno, credimi" mi sorrise.
"Altro zucchero" si lamentò rubandomi un altro paio di baci.
"Mhm, smettila sono tutti di la" sbuffai divertita mentre cercava di incastrarmi al muro.
"Vado a salutare e ti racconto tutto" mi sorrise, poi mi lasciò i fianchi per andare salutare tutti i nostri amici.
Nel caso ve lo steste chiedendo, erano tutti qui per inaugurare la nostra nuova casa.
Si, Luca aveva comprato una casa tutta nostra e ora convivevamo da circa una settimana... solo io e lui.
L'avevo arredata con cura e amore, avevo battibeccato con lui per le mattonelle del bagno e il divano, anche se su quest'ultimo aveva vinto lui, probabilmente avevamo litigato anche per qualche altra cosa, lo ammetto, però era venuta meravigliosamente.
"Oooh Lucarieee" urlò qualcuno vedendolo entrare.
Sorrisi sentendoli felici, eravamo tutti insieme finalmente.
"Amò" mi richiamò il moro.
Li raggiunsi mentre versavo anche a lui un bicchiere di vino.
Luca mi ringrazio prima di posarlo e proporre un brindisi.
"Per caso state per annunciare il matrimonio?" Ava li interruppe prima che potesse parlare.
"Veramente diventerai zio" sbottò Luca, trattenni un sorriso sapendo che lo stava prendendo in giro.
Tutti sgranarono gli occhi, Francesco si strozzò addirittura col vino.
"STO SCHERZANDO" rise il mio ragazzo, facendo ridere anche me.
"Sei un idiota!" urlò Ava dandogli un pugno leggero sul fianco.
"Ah" sospirò di dolore il moro.
Lo guardai stranita per l'eccessiva reazione, poi cercai il suo sguardo preoccupata.
Aveva per caso fatto a botte prima di tornare a casa?! Per questo aveva fatto tardi?!
Mi innervosii leggermente anche se cercai di non farlo notare.
Luca si avvicinò a me sorridendomi però, mi lasciò un bacio e mi guardò cercando di tranquillizzarmi.
"Uagliù, volevo dire solo due parole" mi afferrò la mano " essere qui oggi per me, tutti insieme, è bellissimo. Volevo ringraziarvi per essere sempre presenti, perché mi supportate e perché avete sempre creduto in me. È stato un anno importante e vi volevo dire grazie, grazie perché senza di voi non sarei qui" guardò Ava e Lollo "siete i miei fratelli uagliù" si fermò, prendendo una pausa.
"Ava e Lollo, grazie per tutto quello che avete fatto per me fino ad oggi e per quello che farete domani. Grazie perché quando faccio il coglione, anche con lei" mi indicò "voi vi prendete cura di lei e fate ragionare me" mise una mano sul cuore.
"Grazie a voi, perché eravate suoi amici e ora siete anche i miei" guardò Francesco, Daniel e Mirko.
"E poi, volevo dirvi che sono grato di avere una famiglia come voi. Vi voglio bene" sorrise.
Poi brindammo tutti insieme, stretti in un abbraccio.
"Ci sediamo a tavola ora?!" esordii sentendo il mio stomaco brontolare.
"Prima ti devo far vedere una cosa" mi trascinò in camera tirandomi per un braccio.
Quando chiuse la porta alle nostre spalle lo guardai perplessa.
"Ho fatto una cazzata. O meglio, tu potresti reputarla una cazzata... o forse no" sorrise agitato.
"Hai fatto a botte?!" sbuffai, ricordando della smorfia di dolore di qualche minuto fa.
"Cosa?! NO" mi tranquillizzò.
"Allora cos'era quello prima?!" domandai confusa.
Lui non mi rispose, tirò solo fuori dalla tasca del pantalone il mio foulard di Vuitton.
"Ecco dov'era! Non lo trovavo più da quasi una settimana!" balzai sorpresa.
Ci avevo fatto la cretina il giorno dopo la nostra prima notte nella nuova casa, lo avevo messo in testa come una diva chic degli anni sessanta mentre Luca rideva divertito a letto.
"Aspetta, perché ce l'hai tu?!" mormorai ancora più stordita.
Lui me lo mise al collo prima di lasciami un bacio dolce, poi si tolse la maglia lentamente.
All'inizio non capii bene, vedevo solo il suo fianco coperto da una pellicola trasparente.
Quando guardai meglio però, spalancai gli occhi portandomi una mano alla bocca.
Rimasi in silenzio mentre lui la rimuoveva, cercando di capire la mia reazione.
Purtroppo per lui però ero bloccata.
"Allora?! Non ti piace?" mormorò impacciato.
"Sei pazzo?!" lo guardai "è bellissimo" sorrisi finalmente, poi lo vidi sospirare più tranquillo.
Si era praticamente tatuato il mio volto, in modo molto stilizzato.
Una donna con un foulard in testa, della stessa stampa di quello che mi aveva appena ridato.
"Tu sei completamente pazzo, e se poi te ne penti?!" avvolsi le mie braccia attorno al suo collo e incatenai i suoi occhi ai miei.
"Mai, mami non l'hai ancora capito che ti porterò all'altare?!" sfiorò il mio naso col suo, poi poggiò la sua fronte sulla mia azzerando le distanze.
Mi strinse più forte a se e parlò ancora.
"Guarda quanto siamo arrivati in alto piccola, te lo avevo promesso" sorrise.
"Ti amo" mormorai con il cuore al mille.
"Da impazzire" finalmente unì le sue labbra alle mie.
Luca mi aveva stravolto la vita, l'aveva cambiata totalmente e ora non sarei più riuscita a farne a meno.
Sapevo che non sarebbe stato facile, perché eravamo due caratteri di fuoco, ma sapevo che avremo superato qualsiasi ostacolo... insieme.
Sapevo che avremo litigato, urlato, magari gli avrei anche lanciato qualche piatto dietro, ammetto che questa scena dei film è sempre stata il mio sogno, ma sapevo che avremo sempre finito per fare l'amore e fare pace.
Luca era il mio uomo, la mia forza, il mio veleno e il mio antidoto.
Fin dal primo giorno avevo capito che sarebbe stato la mia rovina o la mia fortuna.
Ma ora, alla fine, lo avevo capito.
Luca D'orso era stato la mia salvezza, mi aveva fatto scoprire il vero amore, si era preso cura di me e mi aveva amata.
E io lo avrei ringraziato ogni singolo giorno della mia vita, amandolo.
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BABIEEESSS!!!
Ultimo capitolo, siamo giunti alla fine.😭
Io vi voglio ringraziare.
Grazie perché mi avete sempre supportata, seguita e perché ogni singolo giorno mi avete incoraggiata.
Grazie perché ci siamo tenute compagnia con questa bellissima storia, che sarà per sempre quella del cuore per me.
Grazie per i traguardi raggiunti insieme, perché questa non è solo la mia storia ma anche la vostra! Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.❤️
Il discorso di Luca, era un po' anche per voi.
Perciò grazie con tutto il cuore.💖
Mandiamo un piccolo grazie anche Luca, ignaro di questa sua fidanzata😂
Spero che questa storia vi sia piaciuta, tanto quanto a me è piaciuto scriverla.
Vi prometto una nuova fan fiction e vi aggiornerò qui quando arriverà, presto!
Lasciatemi un commento con tutti i vostri pensieri e tante stelline⭐️⭐️⭐️
Love u, a prestissimissimo❤️❤️❤️❤️
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RATATA!
FanfictionNon riuscivo a crederci! Pensava davvero che con due mosse da bulletto figo sarei caduta così facilmente ai suoi piedi? Beh si sbagliava di grosso, non mi intimoriva per niente. " Guardami negli occhi... la mia vita è un rally, sto tra curve e fossi...
