"Ti rendi conto che ogni volta che veniamo qui ci prova spudoratamente con te?" biascicò Francesco sorseggiando il suo estathè a limone.
"È carino!" sghignazzai addentando un pezzo di torta.
"Ehi, non è divertente!" mi puntò il dito contro.
"Lo faceva tranquillamente anche quando ci venivo con Carlo sai? È proprio uno sfacciato!" risi di gusto vedendolo sotto shock.
"Sul serio? E il tuo ex dormiva così tanto da non accorgersene?" lo prese in giro prontamente.
"Capì!" gli diedi ragione "Credeva addirittura che volesse essere suo amico" scossi il capo ridacchiando.
Francesco dal canto suo scoppiò a ridere sonoramente "CHE IDIOTA!" sbattè una mano sul tavolo agitandosi sul posto.
'Già, proprio un'idiota' pensai dandogli ragione ancora.
"Solo ora mi accorgo che in realtà non so nemmeno come si chiama" constatai portandomi una mano sotto il mento.
Il moro difronte a me mi guardò quasi sconcertato "Buon Dio meno male!" agitò le mani al vento.
"Cosa?! Perché?" risi.
"Non ha la faccia di un angioletto!" mi bacchettò puntandomi il dito contro.
"E allora? Lo sai che non mi piacciono gli angioletti" alzai le sopracciglia con fare di sfida.
"Lo so troppo bene, sei attratta dai guai tu. Mi farai venire i capelli bianchi." sbuffò rubandomi un pezzo di torta.
"Ehi, giù le zampe!" gli rubai di nuovo la forchettina dalle mani.
"Sta zitta peste, te lo meriti. Sei una piaga per l'umanità" mi prese in giro.
"Gne gne gne" gli feci il verso.
"Posso?" parlò il tanto discusso cameriere, riferendosi al mio piatto.
"Certo" biascicai sorseggiando il mio estathè a pesca.
Lui mi sorrise in modo anche fin troppo cordiale, poi prese il mio piatto e quello di Francesco.
"Come era?" chiese rivolto solo a me.
Gli sorrisi gentilmente poi feci per parlare.
"Buona, grazie!" sbottò il mio amico, precedendomi.
Ridacchiai sotto i baffi, che idiota.
Il cameriere quasi rise, poi cordialmente si congedò dirigendosi verso altri tavoli.
"Se ci fosse stato Luca gli avrebbe detto di portarsi via anche i suoi sguardi languidi insieme ai piattini!" borbottò il mio amico.
"Sei impossibile!" risi a perdifiato, cominciavo a lacrimare.
Lui sbuffo vedendomi divertita "Cosa ridi? É così!" sentenziò.
"Che centra D'Orso ora?" incrociai le braccia al petto.
"Ho visto come ti guarda, ormai sei già di sua proprietà" mi prese in giro.
"Io non sono di nessuno!" alzai un sopracciglio.
"Forse non ancora! Voi due fate scintille, si vede lontano un miglio.Finirete insieme, me lo sento." borbottò non curante.
Non risposi, insomma... cosa diavolo avrei dovuto rispondergli.
Cominciavo a preoccuparmi sul serio ora.
L'idea di impegnarmi mi spaventava ormai, non ero pronta a rendermi vulnerabile per una persona.
Avevo già avuto la mia batosta d'amore: nella mia storia precedente ci avevo messo anima e cuore, il ringraziamento però non era stato dei migliori.
"Allora stasera che fai, sei dei nostri?" cambiò discorso il mio amico.
"Mi dispiace stasera passo, Carlo vuole festeggiare alla sua serata al Baretto l'arrivo del pargolo. Fede mi ha detto che non posso assolutamente tirarmene fuori." borbottai girando la cannuccia nel mio bicchiere.
Francesco si bloccò sul posto.
"Ciò vuol dire che ci sarà anche quel Carlo?" constatò pensandoci su.
"Già" proferii solo.
"Mi sembra magnifico!" finse entusiasmo il moro.
Alzai gli occhi al cielo sbuffando, poi finsi un sorriso annuendo.
Non ero per niente in vena.
Andare alla serata organizzata da uno dei migliori amici del mio ex, per festeggiare l'arrivo di un bambino per giunta, significava essere seduta al tavolo con lui per tutto l'evento.
Ero nervosa, il solo pensiero di vederlo mi faceva venire il voltastomaco.
Mi aspettavo già qualche scenata, era tipico.
Non aveva ancora accettato, nonostante fosse passato un annetto ormai, che io non potessi perdonargli un tradimento. Che cosa assurda no?
'Chi è che non perdona un tradimento? Insensibile!' pensai ironicamente, beffeggiandolo.
Un sorriso spuntò sul mio volto, involontariamente consideravo il mio ex ragazzo una barzelletta ormai.
Mi incamminai a piedi verso il Baretto, da casa mia non distava nemmeno due minuti.
La musica si sentiva forte già da un paio di metri di distanza, immaginavo che per quella sera il ragazzo di Federica si fosse dato da fare per trovare una delle band migliori e rendere la serata memorabile.
Il vestitino che avevo indossato cominciava a sembrarmi un po' leggero per quel clima, ma sapevo già che una volta nel bar sarei morta di caldo.
Ammetto che quella sera mi ero messa in tiro, doveva pur continuare a pentirsi di avermi perso quell'idiota no?
Giunta davanti al bar feci fatica a sorpassare la marmaglia di gente presente ed entrare del piccolo locale.
Adocchiai velocemente Federica ed Elena coi rispettivi fidanzati, già... anche Elena stava da poco con uno dei ragazzi della comitiva, Mattia.
Appena mi avvicinai a loro, scorsi subito il resto della cricca, erano tutti lì... nessuno escluso.
Abbracciai le mie due ragazze velocemente e poi diedi un caloroso saluto al futuro papà.
"Sono felice che ci sei!" mi sorrise abbracciandomi Carlo.
Mi limitai a sorridergli poi feci un saluto generale agli altri.
"Ti sei fatta viva finalmente" mi prese in giro Marco.
'Scusa se non mi va di vedere gli infami!' pensai tra me e me.
Lui era uno di quelli che aveva contribuito a tutti i miei problemi di coppia.
Finsi una risata e corsi via verso il bancone degli alcolici, mi serviva decisamente qualcosa da bere.
Il mio ex mi guardava di sottecchi senza proferire parola, per ora.
A metà serata ero già stufa di quella situazione, non vedevo l'ora di fuggire da quella comitiva.
Ero seduta al tavolo, sorseggiavo il mio drink annoiata mente scambiavo qualche chiacchiera con qualcuno.
Ogni tanto smerciavo saluti qua e là alla gente del posto che mi conosceva, tutto ciò era così noioso.
Ad un certo punto però, qualcosa mi risvegliò.
Sbarrai gli occhi scioccata mentre vedevo entrare nel locale i miei amici.
Luca era qui, Luca D'Orso era qui.
L'idea del moro nella stessa stanza con il mio ex ragazzo mi faceva venire in mente solo una parola: tragedia.
Trangugiai il mio cocktail in solo sorso sentendomi all'apice della mia ansia.
"È quello che penso io?" rise Elena di fianco a me.
Annuii spaventata senza riuscire a proferire parola.
I ragazzi mi adocchiarono velocemente e Luca mise su un sorriso furbo venendomi in contro per primo.
Lo sapeva, Francesco glielo aveva detto. Ecco perché erano qui.
Questo era un bel problema.
"È quello che mi guarda male da quando ti ho guardata appena sono entrato?" sussurrò nel mio orecchio, avvicinandosi pericolosamente a me.
Annuii spiazzata mentre lui mi circondava i fianchi con le sue braccia.
"Lo sa che deve stare al suo posto? Non mi piace condividere le mie cose" borbottò ancora.
"Da quando io sono tua?" chiesi in tono di sfida, presi le distanze e incrociai le braccia al petto.
"Sei roba mia dalla prima volta che ti ho vista, mami" sghignazzò afferrandomi di nuovo e portandomi nuovamente a lui, più vicina di prima.
Sbuffai allontanandomi quando finalmente i miei amici ebbero raggiunto il tavolo.
Salutai tutti soffermandomi poi su Francesco.
"Lo hai fatto apposta!" sussurrai dandogli un pizzicotto sul fianco.
Lui si scansò impaurito, poi rise alzando le mani con fare di resa.
Dannato.
Intanto Daniel e Mirko cominciarono a salutare gli invitati al tavolo con me.
Luca continuava a starmi accanto, sembrava un leone intento a marcare il territorio.
"Non ti leva gli occhi di dosso, fra poco glieli cavo" borbottò nel mio orecchio circondandomi possessivamente il fianco con un braccio.
"Penso che tu stia esagerando, papi!" parlai scostandomi.
"Mhm Mami, se mi chiami ancora così mi farai impazzire!" mi punzecchiò.
Quello che successe dopo, mi lasciò sconcertata.
Con un balzo il mio ex ragazzo arrivò davanti a noi due.
"Non ti conosco, non sei il benvenuto" sbottò irritato sfidando Luca.
'È la fine' pensai lanciando uno sguardo al moro di fianco a me.
Quest'ultimo fece un passo avanti stringendo i pugni e indurendo i suoi lineamenti.
Dietro di Carlo tutti si erano fermati a osservare la scena e io mi sentivo nell'occhio del ciclone.
"Mi conosce, dai non fare il chiacchierone!" lo affrontò Luca.
'Ora se le suonano' pensai.
Carlo non proferì parola, si limitò a lanciargli uno sguardo di sufficienza.
Il moro ancorato a me invece gli regalò un sorrisino beffardo.
Luca 1- Carlo 0
Lo ammetto, stavo godendo.
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RATATA!
Fiksi PenggemarNon riuscivo a crederci! Pensava davvero che con due mosse da bulletto figo sarei caduta così facilmente ai suoi piedi? Beh si sbagliava di grosso, non mi intimoriva per niente. " Guardami negli occhi... la mia vita è un rally, sto tra curve e fossi...
