REVISIONATO
Svegliarsi con qualcuno al fianco era la più grande debolezza che Jaden avesse mai provato.
Sentire di aver trascorso una notte con qualcuno, di averle permesso coccole ed effusioni, di essere semplicemente rimasto quando se ne sarebbe potuto andare via fin da subito.
Era una debolezza.
Perché chi si risvegliava con lui accanto dopo una nottata intensa si aspettava un Jaden più docile e permissivo, una persona diversa da quella che era entrata dentro il letto la sera prima.
Perché scopare era una cosa qualunque, ad essere intimo invece era il momento in cui si abbattevano le barriere costruite da una vita.
E dormire con qualcuno, per Jaden, rappresentava pienamente quel momento.
Perché non ti puoi difendere quando dormi, perché sei un'esca fin troppo facile da abbindolare se non puoi reagire, perché chiunque potrebbe fare ciò che vuole mentre tu sei addormentato al suo fianco.
Lo aveva provato per molte notti quando era fuggito da casa sua con Curtis.
A volte si era svegliato di soprassalto a causa degli spari, spesso lo aveva fatto per dei furti, altre volte ancora per controllare che il suo migliore amico fosse ancora vivo al suo fianco.
Ed erano rimasti senza un soldo, senza cibo e pure senza serenità per colpa del sonno. Era stato quello il momento in cui lui aveva smesso di dormire.
Ma quella mattinata era diversa.
Aveva già dormito con lei, aveva già provato l'ebrezza di svegliarsi con il suo corpo attaccato e il profumo di lavanda che lo inebriava. Aveva sognato di farlo per due anni; ogni volta che aveva provato ad addormentarsi ed era finito per rimanere sveglio tutte le notti.
Non c'era niente di più bello che aprire gli occhi, sapendo di aver dormito veramente, e ritrovarsi davanti la persona migliore che lui avesse mai incontrato.
O forse sì.
Forse svegliarsi con quella visuale, con quel peso sul petto – dovuto al suo viso celestiale –, era ben migliore se avevano passato tutta la notte a far l'amore.
I capelli mori erano sparsi lungo i suoi addominali scolpiti, la guancia sinistra era completamente spiaccicata sul suo pettorale, la schiena si alzava e abbassava dolcemente sotto il lenzuolo nero, il braccio sinistro circondava il suo busto ricadendo senza peso sul materasso.
Senza farlo sentire in trappola, senza fargli mancare il respiro nei polmoni. Era placcato a letto da Davina Foster, ma si sentiva perfettamente a suo agio.
Perché la guardava e vedeva il futuro che avrebbero potuto avere, e sperava che tutte le future mattinate sarebbero state così meravigliose. Per la prima volta non voleva fuggire via, ignorarla o anche solo disturbare quella quiete.
<Da quanto tempo sei sveglio?> brontolò lei. La voce impastata e gli occhi ancora chiusi lo fecero sorridere. Era sempre stato così nei suoi sogni: lui che si svegliava prima di lei, ma era lei che apriva il discorso.
<Molto tempo.>
<Allora smettila di fissarmi.> Davina cambiò guancia d'appoggio. <Il tuo sguardo martellante mi ha svegliato.> il tono quasi indispettito, ma un accenno di sorriso sul volto chiaro.
<Sei tu che hai svegliato me, con la tua mania di occupare tutto il posto.>
<Questo...> puntò l'indice in basso senza spostarsi. <è il mio letto. Nel mio appartamento.> Jaden si tirò più su, appoggiando la testa contro il muro della stanza.
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UNhappy
Ficção AdolescenteUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
