80. La sua bambolina

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REVISIONATO

Jaden era rimasto chiuso in quell'attico a Oxnard per un intero giorno.

Un giorno passato a leggere e rileggere ogni sorta di documento che aveva trovato in casa di Joseph. Aveva rovistato ogni misero angolo di quell'appartamento, alla ricerca di ogni minimo dettaglio, mettendo sottosopra ogni cosa.

Dall'ufficio ordinato, alla camera da letto intoccata fino a tutti i ripiani della libreria in salotto.

Era incazzato marcio con Joseph perché non gli aveva mai detto nulla di tutto quello che era successo, ma allo stesso tempo si sentiva come un bambino di fronte all'albero di Natale.

Felice e pieno di vita nel sapere che Davina fosse viva, anche se dall'altra parte del mondo.

E non gli fregava nulla che Joseph stesse lottando per la vita, adagiato comodamente su un letto in uno dei lussuosi appartamenti di Andrew McConvey.

Non gli fregava nulla nemmeno più della sua vendetta, anche se era ancora fermamente convinto che dovesse portarla a termine.

Eppure, non capiva nulla di ciò che era realmente successo. E non poteva far altro se non aspettare che Joseph si svegliasse e sputasse fuori tutti i dettagli.

Perché aveva dannatamente ragione.

Lui non poteva correre da lei, non prima di aver fatto fuori Andrew per lo meno. Sapeva di essere sempre controllato, anche se non aveva mai avuto reali prove a riguardo.

Ma non aveva dubbi che Andrew lo facesse seguire.

Ancora seduto su quella comoda poltrona in pelle, con davanti una delle migliori viste che avesse mai avuto a portata di mano, continuava a sfogliare quei documenti.

Le fotocopie di una carta d'identità.
Di un passaporto.

Erano quelle su cui Jaden aveva prestato maggior attenzione tutto quel giorno, lì dove vi era la sua foto e i suoi nuovi dati.

Angelina Fisher
17 Marchmont Crescent
Edinburgh
EH9 1HQ
United Kingdom

Aveva il suo nuovo indirizzo di residenza.
Poteva correre da lei e mandare a 'fanculo chiunque.

E più guardava quel foglio, più le sue mani tremavano e più il fiato si accorciava. Più fissava la sua foto e più il suo cuore tornava a battere come un disperato e le fatiche passate in quei due anni sembravano lontani ricordi.

I suoi capelli erano ancora mori, e folti, e lunghi; proprio come piacevano a lui. Gli occhi sempre chiari e vividi, gli stessi in cui si era sempre perso a guardarla. E quei lineamenti delicati, così simili a quelli di una bambola.

La sua bambolina.

*

Si erano ritrovati lì.
Per tutti i giorni a venire.

Jaden Reyes e Nathan Williams seduti in silenzio in una macabra cucina, tanto pulita e perfetta da risultare quasi abbandonata.

Non si salutavano, non parlavano di nulla. Si sedevano lì, pronti a sapere ciò che Joseph gli aveva sempre tenuto nascosto. Nelle stesse posizioni, nello stesso modo di sempre.

Di routine, arrivavano la mattina presto e se ne andavano la sera tardi. Mangiavano solo grazie all'aiuto di 'Byte' che, ogni volta all'ora di pranzo, si metteva alla ricerca di qualcosa di commestibile per tenerli in vita e glielo riportava con una sua solita e squallida battuta.

Tutti gli altri non si erano mai fatti vedere, il ché era normale per non dare troppo nell'occhio. Nessuno sapeva in che condizioni fosse Joseph, forse nemmeno il suo fratellastro, e creare una lunga lista di visite in un condominio residenziale era l'ultimo dei loro obiettivi.

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