4. Forza e coraggio Foster, non sta andando in guerra

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REVISIONATO

<Devo testare le vostre capacità fisiche, è il nuovo anno signorina Foster.> Davina scosse la testa, sistemandosi la crocchia disordinata.

<Sono le stesse degli anni scorsi professore.>

<Allora si metta d'impegno quest'anno.> i pantaloncini della divisa sportiva non le erano mai sembrati così corti, non finché la classe di Jaden Reyes era stata costretta a far lezione di educazione fisica assieme alla loro.

Guardarla era diventato un'abitudine fissa da quando si erano scontrati qualche giorno prima alla parata, ma non erano mai tornati a parlarsi.

Si sfidavano da lontano con lo sguardo, ma nessuno dei due aveva mai fatto nulla contro l'altro. Per il momento.

Il suono prolungato, e fin troppo vicino all'orecchio di Davina, del fischietto la fece rinsavire dal fissare Jaden con astio.

<Professore, io non sono portata per questo tipo di sport.> tentò di giustificarsi mentre continuava a studiare le movenze di Jaden.

Con la divisa maschile che gli rimaneva fin troppo larga, faceva balzare la palla da basket dalle mani al pavimento. E la fissava, con un sorrisetto spocchioso addosso.

Sembrava quasi una minaccia a rallentatore e Davina lo percepì bene il pericolo.

Lei non sapeva tenere una palla in mano, figuriamoci se potesse riuscire a schivare gli attacchi feroci che sicuramente il nuovo arrivato le avrebbe sfrecciato durante la partita di dodgeball.

<E perché mai signorina?> il tono del professor Ambrose era quasi esausto, ma il suo sguardo aveva catturato l'attenzione di Jaden non appena era entrato in palestra.

<Lei si ricorda perfettamente le mie capacità motorie, non c'è bisogno di farmi fare questa cosa.>

<Non ti sento, sono troppo impegnato a sistemarti in una delle due squadre.> Davina si voltò di scatto, avvicinandosi ancora al professore per non farsi sentire dagli altri.

<Può mettermi in squadra con Reyes?> formulò nella sua mente un'abile scusa, prima ancora che le venissero fatte domande. <Sa, visto che io non aiuto la mia squadra in qualsiasi modo, almeno voglio che abbia qualcuno di forte.>

Bugia.

La sua era solo una scusa per non ricevere una pallonata in faccia. Cosa che le sarebbe arrivata presto se fosse stata nella squadra avversaria.

<Mi ha dato un ottimo motivo...>

<Ma?>

<Proprio perché deve impegnarsi di più, la metterò nella squadra opposta.> Davina lo fulminò seduta stante, decidendosi di allontanarsi ormai che il danno l'aveva compiuto. <Forza e coraggio Foster, non sta andando in guerra.>

<Lo dice lei.> e andò a posizionarsi proprio sulla linea di fine campo. Si sarebbe persino tirata indietro, ma non poteva farlo.

E doveva concentrarsi se voleva schivare le pallonate di Jaden.

La partita iniziò al meglio delle sue possibilità: per qualche minuto buono non venne eliminato nessuno e la palla rimbalzava veloce da una squadra all'altra.

Davina accantonò persino l'idea di essere diventata la vittima sacrificale di Jaden quando notò il suo interesse disparso uniformemente per tutti i componenti della squadra avversaria.

La rapidità con cui prendeva le palle, bloccando il loro percorso senza alcuna fatica, e le faceva rimbalzare a terra prima di tirarle era quasi un'azione che sembrava stregare tutte le ragazze presenti.

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