REVISIONATO
Maneater - Nelly Furtado
La musica era l'ultimo dei loro problemi quella sera.
Sedute in uno dei tavolini più vicini al palco, che si diramava in diverse direzioni, non avevano tolto mai gli occhi di dosso dai ragazzi a petto nudo che si erano ritrovate davanti.
Erano riuscite ad entrare grazie al fatto che Aura lavorava lì, ma di certo non erano state esenti dai problemi legati alla loro età.
Ma, vestite a malapena, sembravano molto più grandi di quello che in realtà erano. E, da come portavano i bicchieri di alcol alla bocca e da come si sedevano in maniera composta, sembravano pure abbastanza facoltose.
Il tavolo si era riempito, dopo ore, da bicchieri ormai vuoti di Martini e di Whisky. Per non parlare della quantità di mozziconi di sigaretta che aveva accumulato Aura nel posacenere, sotto lo sguardo attento di tutti i ragazzi presenti.
Il locale pullulava di gente, ma - ne rimasero sorprese - nessuno di quelli era troppo grande. L'età media si aggirava intorno ai venticinque anni, secondo Davina, e trenta, secondo Aura.
Non c'era nulla di meglio che uomini fatti e finiti al posto dei soliti ragazzi a cui erano abituate.
Non c'era nulla di meglio che vedere uomini in grado di ballare, che gli mandavano occhiatine mentre si spogliavano.
Nulla di meglio di quello spettacolo.
<Vado al bar, tu che vuoi?> Aura si ravvivò i capelli biondi, ammiccando verso il tavolo opposto, pieno di bei ragazzi.
<Mi chiedi che voglio?> Davina si piegò sulla sua poltroncina, ignorando quanto la gonna le fosse risalita oltre le cosce.
<Sì, ti chiedo che vuoi.>
Non avevano più un briciolo di sanità mentale a causa di quella situazione, ma sicuramente Davina reggeva l'alcol molto più di Aura.
<Un bel ragazzone, ma di quelli grandi e maturi. E che sanno cosa vogliono.> cinguettò la bionda, facendo occhi dolci pure alla sua migliore amica.
<Nah, desiderio impossibile.>
<Tu vai al bar e rimediami qualcuno con cui andare, al resto penserò io tesoro.>
<Non chiamarmi tesoro.> Davina si rialzò, evitando di risistemarsi il vestitino. Poco importava che le fosse arrivato quasi alla linea dei glutei. <E non chiedermi miracoli, non sono la fatina di Cenerentola.>
<Vedremo, tesoro.>
Davina scosse la testa e decise di interrompere quella stupida conversazione, con passo felpato si avvicinò al bar e prese posto.
Le gambe incrociate, sullo sgabello, misero in mostra parti di pelle che di solito non era solita mostrare. Ma erano a Santa Barbara e nessuno, lì, la conosceva. Lì non aveva la fama da figlia del demonio, era solo una bella ragazza alla ricerca di bel divertimento.
E conosceva il barman, che era già un grande passo avanti.
<Un Martini.> avvicinò il busto al bancone, sorridendo nella maniera più accattivante possibile. E le veniva bene perché Mike, vestito solo con un gilet nero e un cappello Fedora, ignorò le altre persone presenti.
<Ricordo male o tu sei l'amica di Aura?> le fossette messe in vista grazie alle luci stroboscopiche del locale, ma lo sguardo piacente lo smascherò.
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UNhappy
Ficção AdolescenteUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
