REVISIONATO
Quella giornata era ufficialmente iniziata male per Davina e non sarebbe finita meglio.
Di ritorno da Santa Barbara, tra il freddo serale e le nubi in cielo, la sfortuna era stata molto generosa con lei.
Guasto al motore.
Temporale all'orizzonte.
E nessuno che avrebbe potuto aiutarla, in teoria.
Accostò lungo la carreggiata, sospirando dallo sconforto e uscendo dalla vettura. Si guardò intorno speranzosa di poter vedere qualcuno che si sarebbe fermato, ma la strada era quasi deserta e i pochi che passavano di sicuro non si fermavano per lei.
Aprì il cofano con poca gentilezza, data la quantità di fumo che la investì subito.
<'fanculo.> brontolò, tirandosi indietro e portandosi le mani sui fianchi.
Più guardava quel disastro e meno sapeva dove mettere le mani. Sarebbe potuta anche esplodere di lì a poco che non si sarebbe minimamente accorta.
Prese il telefono dal cruscotto e fece partire la chiamata. <Logan, ci sei?>
<Dimmi tutto Davina, che problema abbiamo riscontrato oggi?> il modo in cui si integrò nel problema la fece sorridere.
Logan era il suo meccanico di fiducia. Poco più grande di lei, abile e disponibile ad ogni ora del giorno. Fu l'unico contatto che avrebbe potuto aiutarla in quel momento.
Erano le diciotto e sette della sera.
<Bella domanda.> brontolò lei, continuando a guardarsi intorno. <Dal motore esce una quantità di fumo industriale e non so dove mettere le mani.>
Il venticello che smuoveva il grano dei campi non preannunciava nulla di buono, così come le grosse nubi nere che aveva al di sopra.
<Bene, tieni le mani a posto.> sentì qualcosa frusciare dall'altro lato del telefono. <Non vogliamo creare più danni di quelli che già ci sono.> Davina alzò gli occhi al cielo, quasi estenuata.
<Quando pensi di arrivare?>
<Innanzitutto perché non mi dici dove sei?> il tono divertito fece scemare il leggero fastidio di Davina.
<Strada principale. Molto fuori Solvang.> tornò con gli occhi sulla sua macchina prima di riportarli sul cielo rannuvolato. <Vicino al Cold Spring Canyon Arch Bridge, credo.>
<In ritorno da Santa Barbara?>
<Lasciamo stare.> con impeto, Davina richiuse il cofano e indietreggiò. <C'è la possibilità che la mia auto prenda fuoco? Oppure posso rientrare e starmene al caldo?>
<Ti consiglierei di metterti sopra qualcosa e stare lontano, non so dirti che problema abbia quindi potrebbe anche prendere fuoco per un surriscaldamento della batteria.> Davina finse una risatina, che sembrò ricalcare tutta l'ironia del momento. <Se prendesse fuoco, con i vapori della benzina poi potrebbe essere rischioso.>
<Bene.> Davina infilò la mano libera dentro i jeans e tornò a guardare il cielo sopra di sé.
<Parto ora.>
La chiamata si chiuse, ma Davina fu costretta a fare un giro di telefonate.
Eric e Catlin furono volutamente esclusi dalla lista: si erano organizzati per una gita fuori porta, cercando di vivacizzare il loro rapporto. Era una cosa che cercavano di fare almeno una volta al mese, ferie permettendo. Davina non li avrebbe disturbati, era fuori discussione.
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UNhappy
Storie d'AmoreUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
