REVISIONATO
<Ho preso un'insufficienza.>
Fu il buongiorno che Davina ottenne quella mattinata uggiosa di ottobre, entrando a scuola in ritardo per colpa di una Catlin su di giri a causa dell'ultima festa celebrata a Solvang in onore dei militari caduti.
Davina aveva deciso liberamente di non parteciparvi: si era rintanata in casa di Aura e aveva passato l'intero pomeriggio a guardare film d'azione e ascoltare musica rock e metal.
Già era stato un inferno la festa di settembre, non avrebbero partecipato a riti sacri e cerimonie di lutto per signori che nessuno più conosceva.
<Che ne hai fatto di quello che ti eri ripromessa ad inizio anno?> Aura si voltò a guardare la sua migliore amica; il sopracciglio alzato, il naso arricciato. <Del fatto che avresti superato a pieno quest'anno così avresti trovato un lavoro senza il college?>
Aura scrollò le spalle, tagliando la strada a Davina per entrare in sala relax. <Tutto a puttane?>
<Probabile.>
La mora rimase a guardarla mentre Aura infilò gli spicci nel distributore. <È che ci provo a studiare, ti giuro... solo che poi mi deconcentro.> la bevanda energetica cadde nel vano con un tonfo. <Anche una mosca diventa più interessante.>
<Avresti dovuto segnarti per tornare nelle cheerleader.> non si guardarono nemmeno. <I crediti per le attività extrascolastiche non sono d'oro, ma aiutano.>
<Non sarei tornata in quella squadra nemmeno se mi avessero pagato.> Davina scrollò le spalle indifferente; quello non era un argomento che la riguardava e Aura poteva decidere di per sé per il suo futuro. <E odio ancora Nate per aver obbligato Courtney a riprendermi.>
<Non l'ha fatto con cattiveria.>
<Anche le rose e gli striscioni il giorno del tuo compleanno in tutta la mensa non erano stati fatti con cattiveria.>
<Le due cose non sono neanche lontanamente paragonabili.> brontolò Davina, puntandole il dito contro mentre si stendeva sul divanetto. <I miei genitori sono morti il giorno del mio compleanno, avrebbe solamente dovuto ricordarsene.>
Aura evitò il discorso.
<Non so dove mettere le mani, più mi metto d'impegno e più fallisco.> lo sguardo di Davina puntò quello della sua migliore amica.
<No, tu non ti metti d'impegno proprio per niente.> Aura fece per replicare. <Niente ma, se ti mettessi d'impegno avresti voti più alti dei miei. Ti conosco.>
<Se questo è il tuo modo di farmi i complimenti...>
<Non lo è.> si guardarono un secondo, poi nessuna delle due riuscì a trattenere le risate.
Aura si sedette sul divanetto, stendendosi poi per appoggiare il capo sulle gambe di Davina. <Come posso aiutarti?>
<Questo invece è il tuo modo di essere gentile.> Aura le puntò l'indice contro il volto mentre Davina le sorrideva, evitando di risponderle. <È chimica, non puoi aiutarmi.>
Perché l'unica materia in cui Davina riusciva a non eccellere era proprio quella: tutti quegli atomi e quelle molecole, e il loro modo di interagire non facevano per lei.
<Quegli esperimenti non fanno per me.> la sala relax si riempì immediatamente di giocatori di basket. <Mi ritrovo sempre con due fialette al posto di tre. Me la merito l'insufficienza.> Davina li scrutò uno ad uno. <Tu che non infierisci sulle mie poche capacità?>
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UNhappy
RomanceUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
