REVISIONATO
<Ti giuro.> Davina scosse la testa sconcertata, rimanendo concentrata alla guida. <Quando li ho visti uscire dall'appartamento accanto al mio non ci potevo credere.> Aura scoppiò in un risolino nervoso.
<Resta calma.>
<Non posso rimanere calma.> Aura sembrava su mille furie. <Sto cercando con tutta me stessa di evitare Nate e i suoi amici ora vengono ad abitare nel mio stesso palazzo?>
<Nate non sa che abiti lì, potresti comunque evitarlo.>
<Sì perché secondo te stamattina i suoi amici non mi hanno visto.> Davina scosse le spalle, fermandosi al semaforo rosso. <Possibile che non ci sia nulla che vada per il verso giusto quest'anno?>
<Magari non sono tipi che parlano di queste sciocchezze.> tentò la mora, rigirandosi gli anelli con fare quasi ossessionato.
<Forse Jaden, quello biondo ti assicuro che parla e pure troppo.>
<Lo senti dal tuo appartamento?>
<Anche.> Davina ripartì. <Stamattina, quando li ho incontrati sul pianerottolo, non faceva che parlare. E l'amico non sembrava nemmeno interessato.>
<Quando mai l'amico sembra interessarsi a qualcosa?> l'astio di Davina colorò il suo tono basso.
<Tu ce l'hai con lui ormai, non riesci ad essere obiettiva.> la Sid sembrava più vicina che mai quando Davina mise la freccia per svoltare, e la cosa non piaceva a nessuna delle due.
Altra giornata infernale all'orizzonte.
L'espressione di Davina si rilassò notevolmente mentre Aura chiuse gli occhi, affondando contro il suo sedile. <Non voglio andare a scuola, portami da qualche altra parte.>
<Dove vu...> il fischio dei freni fu prolungato e stridulo. <cazzo!> la Ford frenò bruscamente quando una jeep nera, dai vetri oscurati, le tagliò la strada per il parcheggio della scuola. <Che rincoglionito questo.>
Rimasero ferme per qualche minuto, come bloccate per il panico.
<Ma io non ci credo che ci sia gente così al mondo.> iniziò a brontolare Aura quando si rese conto della situazione. <Ma dove ha preso la patente?>
<Nei pacchetti delle patatine evidentemente.> Davina sbuffò rumorosamente, poi respirò a fondo alla ricerca della calma perduta.
Calma che non riuscì a riacquistare quando vide dove la jeep aveva parcheggiato e chi scese dalla guida di quella macchina.
<Io giuro che gliela faccio pagare.> con una sterzata del volante, riuscì ad inserire la sua macchina nel parcheggio a fianco. La Ford si arrestò di colpo, a causa della velocità di quella manovra.
La jeep per poco non rischiò un passaggio dal carroattrezzi.
<Ti stai giocando la vita Dav.> Aura rimase con la mano premuta sul cuore a causa della sorpresa, ma poi scoppiò in una sonora risata.
<Era quello che si meritava dopo avermi fatto quasi rischiare un incidente.> afferrò con uno slancio le sue cose. <E dovrebbe ringraziare che non l'ho volutamente colpita.> e uscì dalla sua auto.
<Volutamente un cazzo, ragazzina.> lo strattone di Jaden, che fece finire Davina contro il cofano della sua macchina, fu doloroso. <Che volevi fare?>
<Il carrozziere è tanto bravo qui a Solvang, mi chiedevo se ci volessi fare un giro.> ironizzò lei, ignorando il bruciore della presa di Jaden sui suoi bicipiti.
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UNhappy
Novela JuvenilUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
