6. Ti stai giocando la vita Dav

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REVISIONATO

<Ti giuro.> Davina scosse la testa sconcertata, rimanendo concentrata alla guida. <Quando li ho visti uscire dall'appartamento accanto al mio non ci potevo credere.> Aura scoppiò in un risolino nervoso.

<Resta calma.>

<Non posso rimanere calma.> Aura sembrava su mille furie. <Sto cercando con tutta me stessa di evitare Nate e i suoi amici ora vengono ad abitare nel mio stesso palazzo?>

<Nate non sa che abiti lì, potresti comunque evitarlo.>

<Sì perché secondo te stamattina i suoi amici non mi hanno visto.> Davina scosse le spalle, fermandosi al semaforo rosso. <Possibile che non ci sia nulla che vada per il verso giusto quest'anno?>

<Magari non sono tipi che parlano di queste sciocchezze.> tentò la mora, rigirandosi gli anelli con fare quasi ossessionato.

<Forse Jaden, quello biondo ti assicuro che parla e pure troppo.>

<Lo senti dal tuo appartamento?>

<Anche.> Davina ripartì. <Stamattina, quando li ho incontrati sul pianerottolo, non faceva che parlare. E l'amico non sembrava nemmeno interessato.>

<Quando mai l'amico sembra interessarsi a qualcosa?> l'astio di Davina colorò il suo tono basso.

<Tu ce l'hai con lui ormai, non riesci ad essere obiettiva.> la Sid sembrava più vicina che mai quando Davina mise la freccia per svoltare, e la cosa non piaceva a nessuna delle due.

Altra giornata infernale all'orizzonte.

L'espressione di Davina si rilassò notevolmente mentre Aura chiuse gli occhi, affondando contro il suo sedile. <Non voglio andare a scuola, portami da qualche altra parte.>

<Dove vu...> il fischio dei freni fu prolungato e stridulo. <cazzo!> la Ford frenò bruscamente quando una jeep nera, dai vetri oscurati, le tagliò la strada per il parcheggio della scuola. <Che rincoglionito questo.>

Rimasero ferme per qualche minuto, come bloccate per il panico.

<Ma io non ci credo che ci sia gente così al mondo.> iniziò a brontolare Aura quando si rese conto della situazione. <Ma dove ha preso la patente?>

<Nei pacchetti delle patatine evidentemente.> Davina sbuffò rumorosamente, poi respirò a fondo alla ricerca della calma perduta.

Calma che non riuscì a riacquistare quando vide dove la jeep aveva parcheggiato e chi scese dalla guida di quella macchina.

<Io giuro che gliela faccio pagare.> con una sterzata del volante, riuscì ad inserire la sua macchina nel parcheggio a fianco. La Ford si arrestò di colpo, a causa della velocità di quella manovra.

La jeep per poco non rischiò un passaggio dal carroattrezzi.

<Ti stai giocando la vita Dav.> Aura rimase con la mano premuta sul cuore a causa della sorpresa, ma poi scoppiò in una sonora risata.

<Era quello che si meritava dopo avermi fatto quasi rischiare un incidente.> afferrò con uno slancio le sue cose. <E dovrebbe ringraziare che non l'ho volutamente colpita.> e uscì dalla sua auto.

<Volutamente un cazzo, ragazzina.> lo strattone di Jaden, che fece finire Davina contro il cofano della sua macchina, fu doloroso. <Che volevi fare?>

<Il carrozziere è tanto bravo qui a Solvang, mi chiedevo se ci volessi fare un giro.> ironizzò lei, ignorando il bruciore della presa di Jaden sui suoi bicipiti.

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