REVISIONATO
AURA: Ho bisogno di uscire venerdì
DAVINA: C'è la partita
AURA: Niente festa dopo, nessuno ha casa libera
AURA: Ma il bar dove lavoro organizza una festa a tema
DAVINA: Stai parlando di uno strip club, non un bar
AURA: Tema Las Vegas
DAVINA: Appunto
AURA: Las Vegas è sinonimo di alcol, divertimento, musica, alcol
La palestra non era mai stata così liberatoria come quel giorno per Davina.
Non era una grande sportiva, e lo sapevano tutti, ma le parole che le frullavano in testa da giorni e il comportamento astio della sua migliore amica l'avevano fatta innervosire.
Inoltre, finire in uno strip club il venerdì sera non era decisamente nei suoi piani. Non aveva intenzione di spogliarsi, di godersi tale spettacolo e di bere fino alla perdita dei sensi.
Ci aveva già pensato alla festa di Hall.
Davina alzò lo sguardo verso lo specchio, riprese ad indossare i guanti e poi si posizionò su uno dei tanti macchinari liberi.
Non c'era nessuno che la infastidiva, che si fermava a parlarle o che la guardasse insistentemente. Forse la palestra sarebbe diventata il suo posto preferito.
Proseguì con calma per un'altra ora, poi salì sul tappetto e iniziò a camminare. Niente di complicato, ma la vista - dallo specchio - di Nate Williams e Jaden Reyes alle prese con un sacco da pugilato la fece rabbrividire.
Non aveva più parlato con Jaden da quando Ellen era corsa a minacciarla e insultarla, ma Nate le si presentava ogni volta prima della pausa pranzo. Insisteva per accompagnarla a mensa, per parlarle dei suoi amici e dei numerosi problemi familiari.
Davina restava in silenzio, annuiva e poi lo salutava con poca enfasi ogni volta che appoggiava il suo sguardo su quello di Aura, già seduta al loro tavolo.
Nessuno dei due però sembrò accorgersi di lei.
Passarono altri cinque minuti.
Poi dieci, poi venti, poi trenta.
Davina era ormai stanca di camminare, ma quei due non se n'erano ancora andati ed erano proprio davanti alla porta degli spogliatoi femminili.
Non c'era assolutamente nessun miracolo che potesse aiutarla. Se fosse passata lì, uno dei due almeno se ne sarebbe accorto.
E con quella constatazione, si arrese al suo destino malvagio.
Afferrò l'asciugamano, se lo passò con calma sulla fronte per togliersi il sudore e poi lo sistemò sulla spalla mentre scendeva giù dal tappeto con il telefono in mano.
Fare finta di stare al cellulare era l'unica soluzione possibile.
Magari a testa bassa non si sarebbero accorti di lei.
<Dav!> Nate sferrò un ultimo cazzotto al sacco da pugilato, poi si voltò verso di lei e sorrise. Ogni volta che la vedeva, gli iniziavano a sorridere anche gli occhi ed era strano.
<Anche voi qui?>
<Beh, sei tu quella che odiava l'allenamento. Noi veniamo spesso qui.> Davina finse un sorriso, ignorando lo sguardo giudicante di Jaden, alle spalle di Nate.
<E lo odio ancora, ma dovevo tenermi impegnata.> Nate si avvicinò, portandosi i folti capelli mori indietro.
<Niente studio oggi?>
<Ho già finito.> Davina spostò il peso da una gamba all'altra e, con uno sguardo rapido, guardò la porta dello spogliatoio.
Magari quello sarebbe servito a Nate per capire che volesse andare via.
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UNhappy
ספרות נוערUn passato da dimenticare, un senso di mistero che si cela dietro quegli occhi sempre truccati e una lingua biforcuta hanno sempre caratterizzato Davina Foster. Tutti la conoscono, ma nessuno lo fa veramente. Un animo tormentato e oscuro, una ragazz...
